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SPAGNA

06/10/2017 - 09:33

«Pochi giorni per evitare il disastro»

Secondo uno dei fondatori di Podemos, Pablo Iglesias, la dichiarazione unilaterale d'indipendenza da parte catalana provocherebbe una durissima reazione dal Governo di Madrid

Keystone
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BARCELLONA - «Abbiamo ancora pochi giorni per evitare il disastro e abbiamo il dovere di provarci. Con la dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte catalana e la prevedibile durissima reazione del governo centrale potremmo vedere la Spagna trasformarsi in una Turchia dentro l'Ue». Lo afferma al Corriere della Sera, Pablo Iglesias, tra i fondatori di Podemos.

«Ci risveglieremmo con un governo come quello di Erdogan, che mostra una parvenza di democrazia, ma che è di fatto autoritario e repressivo. In Catalogna - spiega Iglesias - l'85% della popolazione vuole votare. Significa metterli tutti fuori legge. In politica si sa come cominciano le cose, ma non come finiscono. Fino ad ora non c'è stato l'incidente irreparabile, ma se si prosegue verso la distruzione dello Statuto di Catalogna e il conflitto tra istituzioni, chi lo sa?».

«Non immagino la Spagna come la Jugoslavia - prosegue Iglesias - ma se a Barcellona i rappresentanti democraticamente eletti finiscono in cella è un dramma. Non è fantapolitica. Il comandante dei Mossos d'Esquadra rischia 15 anni per sedizione». Sul tentativo di mediazione imbastito in queste ore, Iglesias fa sapere: «Stiamo mettendo sul tavolo dei nomi all'altezza: ex presidenti, ecclesiastici, impresari, figure internazionali. C'è convergenza su uno in particolare, ma non voglio bruciarlo. I telefoni restano accesi. Per fortuna anche la Chiesa cattolica sta lavorando sotto traccia, con il prestigio e la discrezione che le è propria, ma sta lavorando».

«C'è anche la via della mozione di sfiducia a Rajoy - continua -. Se Pedro Sánchez del Partito socialista volesse, i numeri per scalzare il premier ci sono. Psoe, Podemos, nazionalisti catalani e baschi possono fare una maggioranza di salute pubblica. Dipende solo da Sánchez. Penso sia schiacciato tra la base che vorrebbe avvicinarsi a noi e la vecchia guardia che punta su un governo di grande coalizione con il Pp».

Il capo della polizia catalana in tribunale - È arrivato in tribunale dove sarà ascoltato dopo l'accusa di sedizione il capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, Josep Lluís Trapero.

Con lui anche un'altra responsabile degli agenti, Teresa Planas, e due leader di associazioni civiche indipendentiste, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart.

Verranno interrogati sul ruolo avuto nelle dimostrazioni del 20 e 21 settembre. Con loro è interrogata anche l'intendente dei Mossos Teresa Laplana. Per il reato di "sedizione" sono previste pene fino a 15 anni di carcere.

 
 

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3 commenti da TIO
F.Netri - 6 Ottobre alle 11:35
Quando Bossi invocava l'indipendenza della Lombardia, tutta la sinistra gridava allo scandalo.
Ora che, in Catalogna, le invocazioni all'indipendenza provengono dalla sinistra più estrema, tutta la sinistra europea appoggia gli indipendentisti.

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