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CORRISPONDENZA ESTERO

19/03/2015 - 12:14

Il rituale della sauna lettone: frustate e bagni nell’acqua ghiacciata

di Jack Filippini, ieri in Ticino oggi in Lettonia

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RIGA - Qualche settimana fa a Riga, in Lettonia, la coppia che mi ospitava mi ha invitato a partecipare al rituale della sauna. Lungi dall’essere come me l’aspettavo, questa è la mia esperienza.

Ricordo perfettamente il momento in cui Sandija e Raimundus mi hanno invitato alla loro sauna privata. Dopo aver discusso un momento tra loro in lettone, Sandjia si è rivolta a me come se stesse per farmi una proposta indecente: “We would like to invite you to our bath.” (Ci piacerebbe invitarti alla nostra sauna). Sarà stato per la traduzione letterale instintiva -bath significa anche bagno- o a causa del tepore della stufa, ma mi ci è voluto un attimo per capire cosa mi stesse proponendo.

In Lettonia la sauna è un affare serio e non ha niente a che fare con l’idea che avevo io di stare un momento in un locale di legno riscaldato per sudare un po’. Assolutamente no, da queste parti fare la sauna significa prendere parte a un vero e proprio rituale le cui origini risalgono ai greci e ai romani. Una sessione, che può tranquillamente durare fino a 6 ore, è un continuo alternarsi di caldo e freddo, fatto di bagni nell’acqua gelata, “frustate” con rami di quercia e massaggi con miele.

“La sauna purifica il corpo, ma anche lo spirito. Vedrai come ti sentirai domattina”, mi dice Raimundus mentre si sfila l’accappatoio all’entrata del locale riscaldato e si mette in testa un curioso cappello di feltro. Ma la sauna per i lettoni ha un significato ancora più ampio. E così, oltre ai benefici sulla pelle e sulla mente, la sauna è un importante momento sociale e di ritrovo in cui si trascorre qualche ora in compagnia di famigliari e amici. L’ambiente all’interno della sauna è piuttosto intimo –si è pur sempre nudi o, al limite, in costume da bagno- e questo fa sì che l’essere invitato a parteciparvi sia segno di amicizia e fiducia

La sauna si trova all’interno di una casetta in legno in cui ci sono pure una doccia e un locale dove sedersi a bere qualcosa. Lasciamo asciugamani e accappatoi all’entrata e seguendo i passi dei miei anfitrioni di casa, mi metto il cappello per proteggere i capelli e la testa dal calore e mi accomodo sui listelli di legno. La parola d’ordine è relax. La sauna va riscaldata in anticipo attraverso una stufa a legna e in seguito il calore si mantiene versando acqua calda su delle pietre bollenti che producono vapore e aumentano così l’umidità all’interno del locale. Poco a poco il corpo inizia ad abituarsi al calore e all’umidità, nel nostro caso la temperatura massima si aggirava attorno ai 75-80 gradi. Non esiste una regola che regoli il tempo da passare nella sauna, e così, quando il corpo richiede un cambio, ci si rimette l’accappatoio e si esce all’aria aperta

Riscaldato dal calore della sauna e dai rami secchi, a questo punto il corpo è pronto per l’ultima grande sfida: il bagno nello stagno ghiacciato. In accappatoio e infradito, con i piedi nella neve, si va al vicino stagno e ci si immerge tre volte completamente in un buco nel ghiaccio. Dopo questa prova estrema, ci stiamo avviciniamo alla fine del rituale: è il momento del massaggio finale. Questa volta però niente più rami secchi e frustrate, ma nientepopodimeno che miele! Raimundus termina il massaggio ringraziando Dio, lo spirito e la sauna. Ora non resta che lasciarsi andare sulle panchine di legno per un altro po’.


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