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GRECIA

17/05/2012 - 20:18

Grecia valutata a 'CCC'

Rating ad un passo dal fallimento, e il risparmiatore medio non ha più nemmeno i soldi per comprarsi le sigarette





ATENE -  Fitch ha tagliato il rating della Grecia a 'CCC', un gradino sopra il livello 'D' che indica default, dal precedente 'B-'. Lo comunica l'agenzia di rating. "Il downgrade riflette il rischio, esacerbato, che la Grecia possa non essere più in grado di sostenere la sua presenza nell'Unione economica e monetaria".

Secondo Fitch "i forti risultati riportati dai partiti 'anti-austerity' alle elezioni del 6 maggio e la conseguente impossibilità di formare un governo evidenziano la mancanza di consenso pubblico, e politico, per il programma di sostegno Ue-Fmi da 193 miliardi di dollari".

Se dalle nuove elezioni del 17 giugno "dovesse scaturire un governo non in grado di continuare le riforme richieste dal programma Ue-Fmi - prosegue l'agenzia di rating - un'uscita della Grecia dall'euro sarebbe probabile". A ricaduta, secondo Fitch ci sarebbero ampie insolvenze del settore privato e delle obbligazioni denominate in euro, nonostante i costi di finanziamento del debito contenuti grazie alla ristrutturazione dello scorso marzo.

Risparmi in banca -  Il risparmiatore medio in Grecia sul proprio conto corrente non ha più nemmeno i soldi per comprarsi le sigarette. Non è una battuta ma il risultato di un'approfondita indagine condotta dall'autorevole settimanale ateniese Proto Thema.

Sulla base dei dati ufficiali forniti dalle banche del Paese - sostiene il giornale - risulta che la cifra media depositata su un conto bancario raggiunge i 1.700 euro. Ma, come al solito, la media è un pò come la storia dei polli: statisticamente 100 persone possono mangiare 100 polli, ma qualcuno ne mangia due e qualcuno nessuno.

Così è per i conti greci: a parte quelli a termine - bloccati per un certo numero di anni per ricevere un interesse maggiore e dove in genere sono depositati fra i 20.000 e i 40.000 euro - nei conti correnti della stragrande maggioranza dei greci ormai ci sono sì e no un centinaio di euro. E, a volte, nemmeno quelli.

Questo è, secondo il settimanale che cita attendibili fonti bancarie, il profilo dei risparmiatori greci. In altre parole, scrive Proto Thema, dal giugno dell'anno scorso i greci per vivere hanno cominciato a dare fondo ai propri risparmi.

"Non ho quasi più niente sul mio conto", confessa Alexis, 31 anni, ex commesso in una boutique nel lussuoso quartiere di Kolonaki, mentre armeggia davanti allo schermo di una cassa continua di una banca sulla centralissima piazza ateniese. "Vengo qui ogni tanto per vedere se mi hanno chiuso il conto e se ancora mi ricordo come funziona il bancomat. Ma non faccio prelievi, non ho più un soldo".

"Da noi la situazione non è così drammatica come ad Atene e nelle città più grandi della Grecia", dice Andreas Vrachas, 75 anni, commerciante in pensione residente a Ioannina, nella Grecia settentrionale, venuto ad Atene a visitare i parenti. "Io e mia moglie abbiamo sentito che tante persone, da diversi giorni, stanno ritirando i loro soldi dalle banche per paura che la Grecia esca dall'Europa e dall'euro.

Anche mia moglie si è spaventata e mi ha detto 'Andreas, togliamo i soldi dalla banca anche noì. Ma non credo che lo farò, ho troppa paura che poi mi entrino in casa i ladri per rubarmeli. Tra il governo e i ladri, preferisco che me li prenda il governo".

ATS

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