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SVIZZERA

14/06/2011 - 10:58

Cosa ha deciso il Gruppo Bilderberg?

Chi c’era a St. Moritz e di cosa hanno parlato. Ma il ‘potere’ se lo sono preso o glielo abbiamo dato noi?

Articolo di Luca Venturi




LUGANO – Si è conclusa la riunione del Gruppo Bilderberg a St. Moritz, e in via ufficiale nessuno sa che cosa sia stato deciso da questo riservatissimo consesso. E poco si sa delle previste e minacciate contestazioni massicce, se non di uno spintone a un eurodeputato italiano anziano e sovrappeso, cose da gorilla di discoteca, o forse qualcuno si è accorto del pericolo del dare visibilità mediatica alle manifestazioni di protesta organizzate?

Un dato può essere preoccupante: il Bilderberg nel 2009 si era tenuto in Grecia e nel 2010 in Spagna e vediamo cosa è successo subito dopo a quelle economie… Il Bilderberg porterà scalogna anche alla Svizzera? Non ci bastano le ostilità di Italia e la Germania? Entrambe presenti a St. Moritz con molti loro big, come indica una lista diffusa su Internet e Twitter, ma che non è stato possibile verificare in maniera ufficiale.

Chi c’era - Per la Germania 'sarebbero' arrivati Josef Ackermann, Deutsche Bank, Thomas Enders, Airbus, Peter Löscher, Siemens, Matthias Nass, Die Zeit, Peer Steinbrück, già ministro tedesco delle finanze e ostile alla Svizzera. Per l’Italia, Franco Bernabè, Telecom Italia, John Elkann, Fiat, Mario Monti, Università Bocconi, Paolo Scaroni, Eni, Giulio Tremonti, ministro italiano delle finanze, ostile alla Svizzera.
Per la Svizzera, 'sarebbero' stati presenti Peter Brabeck-Letmathe, Nestlé, Hans Groth, Pfizer, Barbara Janom Steiner, Cantone Grigioni, André Kudelski, Kudelski Group, Doris Leuthard, Consigliera Federale, Martin Schmid, Cantone Grigioni, Rolf Schweiger, Cantone Zugo, Rolf Soiron, Lonza, Daniel L. Vasella, Novartis, Jürg Witmer, Clariant. 
La Svizzera, per chi ritiene il Bilderberg un complotto, è uno dei paesi più allettanti come preda perché, nonostante tutto, vi sono immensi capitali e rappresenta un’eccezione economica, politica e sociale, un vero Sonderfall internazionale. Non è nella UE o nell’euro, non è controllata da Bruxelles e così via. Che sia questo il segreto della sua salute finanziaria, economica e sociale e il motivo dell’apparente ostilità nei suoi confronti dei politici che splendono nel Bilderberg? Oppure è un caso, e la Svizzera beneficia solo della sua struttura politica diffusa, il popolo è il sovrano, nel bene e nel male, ed esiste ancora un vero spirito svizzero a cui la gente comune tiene.
Certo che l’incontro Bilderberg quest’anno fa porre molte domande sul suo valore simbolico e sullo scopo di questo club elitario esclusivo che sembrerebbe gestire tutto il potere.

Tra i temi, censurare Internet - Secondo alcune fonti, che riportiamo come voci, dato che non esiste un comunicato ufficiale, il Bilderberg quest’anno avrebbe toccato il tema della Primavera araba, dalla Tunisia, all’Egitto, alla Libia, alla Siria, che considererebbe una positiva svolta di occidentalizzazione di quell’area.  Avrebbe anche esaminato il tema della censura da applicare ad Internet, considerato un rischio per i potenti del mondo e troppo aperto alle notizie alternative (basti considerare il suo ruolo proprio nelle rivoluzioni arabe) e che vorrebbero porre sotto il controllo dei governi; poi gli aspetti degli accordi  Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), ovvero la protezione dei marchi, positivo in sé, ma che viene considerato da molti una misura draconiana che minerebbe la sovranità nazionale. Sembrerebbe anche che il Bilderberger intenda spendere miliardi per salvare Grecia, Irlanda, Portogallo e soci EU e –ripetiamo sono voci- far lievitare il prezzo del petrolio, ridurre le autonomie nazionali e creare una moneta unica mondiale. Un po’ fantascientifico, o almeno prematuro.  
Non potevano mancare anche voci su chi sostituirà Dominique Strauss-Kahn, uno dei Bilderberg ora in disgrazia -ma se è bastata una cameriera a farlo crollare, il Bilderberg è davvero tanto potente? Si dice i tre candidati siano ora l’israeliano Stanley Fischer, il messicano Agustín Carstens e la gettonatissima francese Christine Lagarde. Infine, avrebbero discusso di un tema evidente, ma tabù,  la sovrappopolazione del pianeta Terra…

L’ONU a cosa serve? - Ma è vero che esistono davvero potentissime società segrete che, come il Mago di Oz, decidono le coreografie di tutti gli eventi sul palcoscenico globale? Quante volte le teorie della cospirazione sono state un alibi comodo e indimostrabile per ‘banali’ incapacità, inefficienze ed errori di governi e governanti? Il sinistro minare la sovranità nazionale è un pericolo o solo uno spettro che fa fremere le emozioni e dimenticare il fare concreto e lo sviluppo? Certo esistono i criminali, i truffatori, i profittatori e, numerosissimi, gli imbecilli, gli incapaci, i fannulloni e i  favoritismi, ma esistono organismi strutturati trans-nazionali volti a stabilire l'egemonia globale e diminuire le  sovranità nazionali -magari non necessariamente illegali? Sì, e questa colossale organizzazione internazionale si chiama Nazioni Unite.

L'ONU chiede pubblicamente il miglioramento della governance globale per ridistribuire la ricchezza, impone vincoli ambientali, sistematizza gli organismi di regolamentazione, impone controlli finanziari e impone perfino un’ingegneria sociale politicamente corretta. Ma le Nazioni Unite sono certamente una delle organizzazioni più visibili del mondo. E per fortuna funzionano male e sono del tutto inefficienti, basti dire dei danni che hanno fatto in decenni d’intervento militare che ha sempre peggiorato la situazione ovunque siano intervenute ‘in missione di pace’! E nessuno sa veramente perché esistono o esattamente quello che fanno, se non mantenere migliaia di impiegati a stipendi da favola. Ma l’ONU non è sola: perché c'è ancora un Fondo monetario internazionale quaranta anni dopo Bretton Woods? Perché rimane la NATO, oltre 20 anni dopo il suicidio del Patto di Varsavia? E le domande proliferano, perché Washington ha salvato solo certe banche o società di Wall Street, con le conoscenze giuste, e altre no? E perché Obama ha regalato la Chrysler alla Fiat, azienda italiana con collegamenti Bilderberg?

Comandano davvero il mondo? - Eppure, Bilderberg, Trilaterale e gli altri gruppi considerati di potere e di manipolare tutto, non possono prevedere le variazioni, le iniziative e le conseguenze imperscrutabili dell’animo, degli sforzi e degli errori umani. Il futuro, ed è già oggi, procede in molte direzioni diverse, ed è assurdo presumere che un centinaio di persone con ego giganteschi, ricchi e con titoli altisonanti possano creare un mondo in sincronia perfetta che ubbidisca loro a bacchetta. Non ci riescono i governi che proprio loro controllano direttamente! Non ci riesce l’Europa che, si dice, è stata creata dal Bilderberg, o quasi. Quale politico sa davvero governare in segreto e in modo efficace? Se i politici, i governi e gli impiegati statali fossero dei geni o dei Cavalieri Templari senza macchia e senza paura, l'economia non sarebbe una malata terminale e non ci sarebbero dittatori da operetta né rivoluzioni popolari.

Pensare che qualche cabala segreta domini la natura stessa dell'uomo e possa sfidare il mondo dà troppo credito a Bilderberg e soci. Gli interessi privati, gli ego smisurati, i complessi d’onnipotenza, la corruzione e l'intrigo non sono le basi efficaci di cospirazioni, né di un nuovo buon governo globale. Sono i soliti vecchi peccati di alcuni uomini arrivati in alto per bravura, furbizia o… altro. Ecco perché il popolo deve essere sovrano i governi devono essere limitati nei loro poteri e con compiti definiti con precisione, misurabili e verificabili.

L.M.V.
 

Foto Keystone

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