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L'OSPITE

11/06/2012 - 09:22

Risparmio-alloggio: sì ad un'iniziativa per il ceto medio

Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi





Il prossimo 17 giugno saremo chiamati alle urne per votare sull’iniziativa sul risparmio per l’alloggio. Qualcuno a questo punto verrà colto da una sensazione di déjà-vu. E’ infatti vero che un’iniziativa simile, molto simile, è stata posta in votazione  lo scorso 11 marzo. A livello federale è stata respinta con il 55.8% dei No contro il 44.2% dei No. In Ticino le cose sono invece andate diversamente. L’iniziativa, nel nostro Cantone, è stata approvata dal 63% dei votanti: quindi da una solida maggioranza.

La differenza tra le due iniziative, che sono state messe in votazione a così poca distanza una dall’altra per una serie di circostanze più o meno fortuite, risiede in sostanza nel fatto che, se quella votata a marzo riguardava anche il risanamento degli edifici, questa contempla solo l’acquisto della casa d’abitazione.

Gli avversari dell’iniziativa per il risparmio alloggio non hanno mancato di suonare la campana, questa sì populista, del regalo ai ricchi. Si tratta di una panzana grossa (già che siamo in tema) come una casa. In effetti, l’iniziativa risparmio-alloggio permette di defiscalizzare un importo di al massimo 10mila Fr all’anno, per 10 anni: ovvero 100mila Fr. Ma forse che qualcuno può credere seriamente che il ricco abbia voglia di aspettare 10 anni per cumulare 100mila Fr esentasse per acquistarsi la casa d’abitazione? No di sicuro. Tanto per cominciare, gli standard abitativi del “borsone” non sono di sicuro soddisfatti da un oggetto che si può acquistare con 100mila Fr di capitale proprio. Sono assai più elevati. Con 100mila Fr di capitale proprio non si acquista né un attico né una villa, ma solo un’abitazione modesta. E con altrettanta sicurezza, il “borsone” non aspetta 10 anni! Del resto, la prova del nove viene dal Cantone Basilea Campagna dove il risparmio-alloggio esiste da 20 anni. Ebbene, la media delle persone che vi fa ricorso ha un imponibile annuo di 56mila Fr.

Quindi non stiamo parlando di ricchi, stiamo parlando di ceto medio e di giovani (visti i tempi d’attesa decennali). Non solo: stiamo parlando di ceto medio che è disposto a fare dei sacrifici per “metter via qualcosa”. La rosa dei potenziali beneficiari si restringe dunque sempre più. Accantonare 800 Fr al mese (10mila Fr all’anno) significa disporre di un reddito medio e di buone dosi di parsimonia.

Così come non stiamo parlando di ricchi, nemmeno  stiamo nemmeno parlando di regalo. Infatti il costo stimato dell’iniziativa è di 96 milioni di Fr per tutti i Cantoni e di 36 per la Confederazione, il che si traduce nello 0.25% (!) del gettito totale della Svizzera. Ma soprattutto: i 100mila Fr accantonati esentasse verranno poi trasformati in mattoni, ossia in sostanza “al sole” che viene tassata, ritassata, e tassata ancora. Un affare anche per l’erario, dunque. Senza contare che i proprietari di un appartamento o di una casetta in futuro (ad esempio al momento di entrare in una residenza per anziani) non beneficeranno di prestazioni complementari.

C’è poi anche un altro elemento su cui è necessario attirare l’attenzione. Gli avversari del risparmio alloggio dicono che l’iniziativa non serve in quanto, per acquistarsi la casa, è già possibile prelevare i fondi previdenziali. Ma qui – come sull’accusa di voler fare regali ai ricchi – l’asino casca nuovamente, e casca a ripetizione. Primo: nella maggioranza dei casi i fondi previdenziali prelevati per acquistare casa non vengono reintegrati. Quindi, chi li usa per l’abitazione paga poi pegno a livello pensionistico. Ma sia la previdenza sociale che l’alloggio di proprietà sono due obiettivi costituzionali distinti. Non è quindi normale che, come oggi, vadano uno a scapito dell’altro. Ma soprattutto: nel suo rapporto sul futuro del II pilastro, datato dicembre 2011, il Consiglio federale propone di ridurre drasticamente la possibilità di prelevare fondi previdenziali per comprare casa. Quindi, questa possibilità potrebbe venire a cadere. Di modo che, senza l’opzione offerta dall’iniziativa risparmio-alloggio, di incentivi per l’abitazione di proprietà non ce ne sarebbero più!

Per questo il 17 giugno mettiamo nell’urna un bel sì al risparmio-alloggio. Che del resto è una delle poche iniziative a vantaggio del bistrattato ceto medio;  e già questo sarebbe motivo sufficiente per sostenerla.

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