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L'OSPITE

23/04/2012 - 17:10

Per un collegamento sud-nord sostenibile e scorrevole

Andreas Barella, Coordinatore per il Ticino





Stamattina i fautori del raddoppio della galleria del San Gottardo hanno presentato uno studio dal titolo “Analisi funzionale delle capacità di trasporto delle gallerie ferroviarie nel contesto del risanamento della galleria autostradale del San Gottardo” nel quale si afferma, apparentemente (lo studio non è, per ora, a disposizione di chi lo vuole leggere), che sarà impossibile sopravvivere senza un secondo tubo della galleria autostradale.

La Coalizione Per un collegamento Sud-Nord sostenibile e scorrevole concorda con i fautori del raddoppio del San Gottardo che il Consiglio Federale debba tener conto degli elementi a sua disposizione per prendere una decisione assennata e lungimirante riguardo a come affrontare il periodo di chiusura della Galleria autostradale del San Gottardo. Non siamo a conoscenza del contenuto del rapporto che leggeremo con attenzione appena sarà messo a disposizione, ma quello che possiamo dire è che la costruzione di un secondo tubo creerà molti più problemi e scenari problematici di quelli che intende risolvere, e che quella soluzione è l’unica che è impossibile inserire in un approccio sistematico assennato e accorto.

L’approccio di sistema negli studi commissionati dalla Confederazione c’è, eccome. Solo che non piace ai fautori del raddoppio. Si tratta della scelta di fondo riguardante il trasporto delle merci, e al
centro di questa strategia vi è il trasferimento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia. È questo che non va giù ai fautori del raddoppio. Quello che sembrano suggerire, di fatto, è un cambio di
strategia: con un secondo tubo vi sarà un inevitabile affossamento del trasferimento delle merci su rotaia, si darà via libera ai camion della UE sulle nostre autostrade e a una galleria a quattro corsie sotto il Gottardo, decisione che il popolo Svizzero ha bocciato a più riprese e ha addirittura iscritto nella Costituzione. Partendo da questo punto di vista parziale e partigiano, sparano addosso sistematicamente a ogni proposta, che andrebbe invece discussa e migliorata grazie all’apporto di tutti, anche dei lobbysti che cercano di trasformare il Ticino nel corridoio di transito dei Tir di tutta Europa per i loro interessi personali.

I progetti proposti dalla Confederazione e dalla Iniziativa delle Alpi per superare questo difficile periodo, strada viaggiante per i camion del traffico interno treni navette per le autovetture (nei mesi
invernali, quando il traffico è molto minore che durante i mesi estivi) presentano naturalmente qualche disagio e qualche dettaglio che va discusso, sono migliorabili, ma sono perfettamente applicabili. Gli studi che lo dimostrano sono numerosi, molto precisi e attendibili, e tutti li possono consultare sul sito admin.ch, al contrario dello studio presentato oggi. La Coalizione Per un collegamento Sud-Nord sostenibile e scorrevole si adopera affinché i Ticinesi siano informati sulle reali possibilità di affrontare con serietà e buona volontà una situazione difficoltosa. Gli strumenti ci sono, ci auguriamo che anche i fautori del raddoppio inizino ad aprire gli occhi e a considerarli con serietà.

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