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TRADIZIONI

Video: Il Chalandamarz scaccia l'inverno fin dai tempi degli antichi romani

Video: Il Chalandamarz scaccia l'inverno fin dai tempi degli antichi romani
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Video: Il Chalandamarz scaccia l'inverno fin dai tempi degli antichi romani
PONTRESINA – In Engadina è un appuntamento immancabile e atteso per tutto l'anno da bambini e adulti. Il primo di marzo la regione rallenta il suo ritmo affannato legato alle attività turistiche per salutare l'arri...

PONTRESINA – In Engadina è un appuntamento immancabile e atteso per tutto l'anno da bambini e adulti. Il primo di marzo la regione rallenta il suo ritmo affannato legato alle attività turistiche per salutare l'arrivo della primavera. Il “Chalandamarz” scaccia l'inverno, come da una lunga tradizione che affonda le sue radici nell'antica Roma.

I bambini delle scuole formano un lungo corteo che si protrae dall'alba al tramonto. Il corteo è guidato dall'uomo nero che rappresenta il capo del villaggio. Lo seguono i ragazzi più grandi, vestiti in blu, che impersonificano i pastori che con le fruste fanno avanzare i cavalli, rappresentati da ragazzi un po' più giovani, vestiti anche loro in blu ma con le campanelle ricamate sulla casacca. I cavalli trainano la slitta, che contiene il tabacco per le pipe. Già, perché al "Chalandamarz" agli scolari delle secondarie è consentito fumare la pipa o, negli ultimi decenni, un sigaro, come i pastori usano fare quando alpeggiano per i lunghi mesi estivi. Alla fine del corteo i bambini più piccoli, vestiti di rosso e muniti di campanacci, rappresentano le mucche, i vitelli e le capre che scalpitano per uscire dalle stalle per raggiungere i pascoli sull'alpe. La gerarchia tra gli attori e i ruoli messi in scena sono rigorosamente prestabiliti sia nel numero sia per età dei ragazzi.

L'assordante suono delle fruste e delle campane, sempre per tradizione, ha il magico potere di allontanare gli spiriti del freddo, che infastiditi salgono in cima alle vette per lasciare spazio all'arrivo del caldo nella vallata. I giovani si muovono di casa in casa e per allietare il villaggio cantano canzoni in romancio che raccontano storie di montagna, di sofferenza causata dal freddo ma anche della voglia di tornare nei campi.

Alla sera per tutti gli alunni a partire dalla prima elementare c'è il “ballin”. Il grande e atteso ballo che si protrae fino tarda notte è anche la prima esperienza romantica nella vita dei giovani engadinesi. I “boci” (ragazzi) devono infatti invitare una “mata” (ragazza) al gran galà, sfidando timidezza ed imbarazzo. Anche le piccole principesse si preparano a lungo per questa magica e antica favola che fortunatamente non è ancora stata dimenticata.
 

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