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L'OSPITE

23/02/2012 - 09:44

Politici locali complici del dumping salariale in Ticino!

di Raoul Ghisletta

Foto Ti-Press




Nel mese di novembre dell'anno scorso la sinistra e sindacati ticinesi hanno consegnato un'iniziativa popolare contro il dumping salariale in Ticino, munita di 7'600 firme che chiede maggiori controlli per prevenire questo fenomeno. Grande successo ha pure riscosso in Ticino la raccolta firme per l'iniziativa popolare federale a favore di un salario minimo di 4'000 Fr. mensili (22 Fr orari) consegnata il 23 gennaio scorso a Berna dall'Unione sindacale svizzera e dalla sinistra. La popolazione ticinese è preoccupata dall'incapacità delle autorità di gestire correttamente la libera circolazione delle persone, i cui vantaggi vanno in gran parte a favore dei datori di lavoro. Come sempre in Svizzera la classe politica di centro-destra è in ritardo nel cogliere i problemi sociali e, in questo periodo storico, ad approfittarne politicamente è l'estrema destra populista che vuole mettere i muri alle frontiere.

Un'insensibilità politica su questo tema del dumping salariale viene anche dalla classe politica locale. Ne è un esempio la recente decisione del Consiglio d'amministrazione delle Aziende industriali di Lugano SA, che hanno deciso di privatizzare il servizio di pulizia: il salario orario delle addette alle pulizie è di ca. 25 fr orari attualmente e sarà ridotto del 35% (ca. 16 Fr orari) per chi farà le pulizie alle AIL SA. Questa decisione di principio è stata presa dal Consiglio d'amministrazione delle AIL SA, di proprietà della Città di Lugano: un'azienda florida posseduta da un Comune ricchissimo. Nel Consiglio d'amministrazione delle AIL SA sono presenti, oltre a "tecnici" designati dai partiti storici come il presidente Carlo Guglielmini, Alberto Di Stefano, Valeria Galli Butti e Roberto Grassi, anche politici in carica come il vicesindaco PLR di Lugano Erasmo Pelli, il presidente della Lega dei Ticinesi nonché municipale di Lugano Giuliano Bignasca e infine il granconsigliere leghista Michele Foletti. Per quanto riguarda Bignasca e Foletti possiamo solo dire "Vergogna!": sono solamente capaci di fare proclami altisonanti e di predicare bene sul Mattino della domenica, ma poi nei fatti razzolano molto male!
Ha poi un bel dire il direttore delle AIL SA Andrea Prati che per i prossimi 5 anni le ex addette di pulizia dell'AIL SA potranno mantenere il salario attuale: caro compagno e direttore, i piani sociali non si fanno certo per delle aziende floride come le AIL SA, che si "sbarazzano" del personale perché non sanno trovare delle soluzioni gestionali alternative! Le AIL SA, rifiutando di esaminare l'alternativa proposta dai sindacati di "comunalizzare" il loro servizio di pulizia, creano posti definitivi da 16 Fr all'ora, e questi sono i fatti economici che contano. È questa la strada economica che vogliono i politici e i datori di lavoro di questo Cantone? Vogliamo continuare a creare dumping e precariato sociale, malgrado la popolazione sia giustamente preoccupata?

Diciamo quindi basta a privatizzazioni che creano ennesimi posti di lavoro sottopagati in Ticino: che questo sia opera di un ente pubblico molto florido indigna particolarmente e possiamo esprimere tale indignazione con la nostra firma. I sindacati OCST e VPOD hanno infatti lanciato una petizione contro la privatizzazione delle pulizie da parte delle AIL SA, che può essere firmata da tutti elettronicamente sul sito http://www.petizione-ail.ch/

Di Raoul Ghisletta, segretario Sindacato VPOD Ticino

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