Riecco Breivik. Le prime foto dopo sette mesi di isolamento

Le sue parole: "Io non sono razzista, ma le persone devono restare lì, nei loro paesi di origine".
Le sue parole: "Io non sono razzista, ma le persone devono restare lì, nei loro paesi di origine".
OSLO - Eccolo Behring Breivik. Sguardo fiero, dall'aspetto curato, un poco ingrassato, si mostra ai fotografi giunti al tribunale di Oslo. Breivik, che giunto al tribunale di Oslo per l'ultima audizione prima del processo che si terrà ad aprile, è sorridente. Scatti e flash sono tutti per lui. Sono durati due minuti.
L'autore del massacro del 22 luglio nel quartiere governativo di Oslo e sull'isola di Utoya è in detenzione in regime di isolamento nel carcere di OSlo.
Come ha dichiarato il suo difensore, Breivik ha voluto spiegare i motivi per cui lui vuole proteggere dalla società multiculturale la Norvegia. "Io non sono razzista" ha detto Breivik poco prima dell'inizio dell'audizione, "ma sono dell'idea - ha aggiunto - che le persone dovrebbero restare lì, nei loro paesi di origine".
In aula saranno presenti numerosi i congiunti delle vittime e le persone sopravvissute al massacro della scorsa estate.









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