OCST donna-lavoro: la parità non può più attendere

«Le lavoratrici continuano a confrontarsi con disparità salariali, precarietà contrattuale e ostacoli strutturali nella conciliazione tra vita professionale e vita privata.
LUGANO - Nel mondo del lavoro la parità non è ancora una realtà concreta. È quello che pensa OCST donna-lavoro a pochi giorni dalla festa della donna. Le lavoratrici - afferma l'organizzazione sindacale - «continuano a confrontarsi con disparità salariali, precarietà contrattuale, carichi di cura non riconosciuti e ostacoli strutturali nella conciliazione tra vita professionale e vita privata. A ciò si aggiungono discriminazioni, molestie e forme di abuso che minano la dignità e la sicurezza nei luoghi di lavoro, troppo spesso minimizzate o ignorate».
E ribadisce che «la parità salariale deve essere applicata senza eccezioni». La stabilità professionale - aggiunge - non può diventare «un privilegio per poche. Il lavoro femminile va riconosciuto e valorizzato in ogni settore. Servono misure concrete per garantire una reale conciliabilità e una tolleranza zero verso ogni forma di violenza, ingiustizia o discriminazione».
La parità non è un tema simbolico né un principio da evocare una volta all’anno, si sottolinea. «È un diritto fondamentale che richiede scelte politiche coraggiose, responsabilità da parte dei datori di lavoro e delle datrici di lavoro e un impegno costante delle istituzioni». Accanto all’azione sindacale, «riteniamo essenziale promuovere un cambiamento culturale profondo. Le disuguaglianze si radicano anche nei modelli organizzativi, nei linguaggi, nelle rappresentazioni e nelle dinamiche quotidiane che influenzano le relazioni professionali. Costruire parità significa dunque intervenire su più livelli: normativo, organizzativo e culturale»
L’8 marzo - per OCST donna-lavoro - non è un rituale «né una ricorrenza da calendario. È una giornata di rivendicazione e di responsabilità collettiva.
La parità si costruisce ogni giorno, con determinazione, con vigilanza e con la forza di chi sceglie di non accettare compromessi sui diritti e sulla dignità delle donne».



