USA: «Colpiti più di 1250 obiettivi nelle prima 48 ore di guerra con l'Iran»

Il Medio Oriente in fiamme, colpite Abu Dhabi, Dubai e Doha. Isreale bombarda il Libano. Trump ha già proposte per il “post”. Larijani: «L'Iran non negozierà con gli Stati Uniti».
Il conflitto in Medio Oriente si accede e divampa con droni esplosivi dall'Iran che hanno continuato a colpire obiettivi nei Paesi del Golfo. Israele, dal canto suo, ha ripreso l'offensiva verso il Libano con bombardamenti massicci nel Sud del Paese. Abbattuti dal fuoco amico 3 in Kuwait caccia americani. C'è preoccupazione per le possibili ripercussioni sui prezzi dell'energia e sulle catene di approvvigionamento.
Iran: "Hormuz è chiuso, colpiremo chi cerca di passare"
Il comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica in Iran ha affermato che lo Stretto di Hormuz è chiuso e che Teheran colpirà qualsiasi nave che tenti di attraversarlo. Lo scrive l'agenzia di stampa britannica Reuters sul proprio sito.
Lo Stretto di Hormuz è il braccio di mare, lungo circa 60 chilometri e largo 30, che separa l'Iran, a nord, dalla penisola di Musandam, exclave dell'Oman circondata dal territorio degli Emirati Arabi Uniti, a sud. È un punto di grandissima importanza strategica poiché qui transita circa un quarto della produzione mondiale di petrolio. (ats ans)
USA: «Colpiti più di 1250 obiettivi nelle prima 48 ore di guerra con l'Iran»
Gli Stati Uniti hanno colpito più di 1250 obiettivi nelle prime 48 ore di guerra con l'Iran, riferisce lo United States Central Command, il Comando unificato delle forze armate degli USA.
Tra gli obiettivi colpiti figurano centri di comando e controllo, siti di missili balistici, navi e sottomarini della marina iraniana e siti di missili antinave.
Israele: colpiti siti dei servizi segreti
Dal canto suo, l'esercito israeliano (Idf) annuncia di aver colpito diversi uffici dei servizi segreti iraniani e altri centri di comando, mentre prosegue gli attacchi contro la Repubblica islamica.
"L'esercito ha colpito oltre dieci quartier generali appartenenti al ministero dei servizi segreti iraniani, il principale organo dell'intelligence del regime, nonché numerosi quartier generali della Forza Quds", ha precisato l'Idf in una nota, riferendosi al ramo del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica che sovrintende alle operazioni all'estero. (fonte ats ans)
ImagoCasa Bianca: «Uccisi 49 dei più alti dirigenti dell'Iran»
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha indicato che "49 dei più alti dirigenti del regime iraniano" sono stati finora uccisi durante l'operazione militare israelo-statunitense contro Teheran denominata Epic Fury (furia epica).
"Impedire a questo regime radicale e ai suoi leader terroristici di minacciare l'America e i nostri interessi fondamentali per la sicurezza nazionale è un obiettivo chiaro e necessario", ha scritto la funzionaria in un messaggio sulla rete sociale X. (fonte ats ans)

Medio Oriente in fiamme, nuovo fronte in Libano
Anche gli Stati Uniti sono sempre più coinvolti, con il conseguente aumento delle perdite: tre jet sono stati abbattuti dal fuoco amico in Kuwait.
Mercati sotto attacco: boom per il gas (+39%), scivolano le Borse
Forti ripercussioni dell'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran nella prima seduta di mercati aperti. A partire dal prezzo del gas, schizzato al rialzo di quasi il 40%.
Importanti aumenti anche per il petrolio, mentre le Borse europee sono scivolate, in alcuni casi anche pesantemente, con un totale di oltre 300 miliardi di euro "bruciati".
Ma i venti di guerra nel Golfo hanno infiammato soprattutto il metano, che ha chiuso ad Amsterdam con un boom del 39% a 44,5 euro al Megawattora e un massimo di giornata a 49 euro, sui livelli più elevati dall'ottobre 2022.
I rialzi legati all'attacco su Teheran sono stati ulteriormente rafforzati dall'annuncio di QatarEnergy sull'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo la ritorsione sul suo impianto di Ras Laffan, il più grande al mondo.
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha spinto, seppur in maniera minore, anche il petrolio, che a New York si è mosso su rialzi medi del 5% raggiungendo la quota dei 70 dollari al barile, con massimi in avvio di seduta a 75 dollari. Il Brent europeo ha invece raggiunto anche gli 80 dollari al barile.
Un quadro che diventa preoccupante per i consumatori. I prezzi dei carburanti sono in deciso rialzo, con nuovi aumenti su gasolio che è già al livello più alto da un anno.
Le Borse "bruciano" 314 miliardi
Con l'oro sostanzialmente stabile, è stata abbastanza normale la reazione delle Borse europee. La peggiore che è stata Madrid in calo finale del 2,7%, seguita da Francoforte che ha perso il 2,6%, Parigi che ha ceduto il 2,1% e Milano l'1,9%. Londra ha segnato invece un calo finale dell'1,2% e Amsterdam di un punto percentuale, due Borse sostenute dai titoli dell'energia e della Difesa.
In totale con l'indice Stoxx 600 dei principali titoli europei sono stati persi 314 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre Wall Street dopo un'apertura debole si è mossa a lungo attorno alla parità. (fonte: ats ans)
Il gas chiude in fortissimo rialzo (+39%) a 44 euro al Megawattora
Nella prima seduta di contrattazioni dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele in Iran il future sul metano con consegna ad aprile ha chiuso ad Amsterdam con un boom del 39% a 44,5 euro al Megawattora. Il massimo di giornata è stato a quota 49 euro, sui livelli più elevati dall'ottobre del 2022. I rialzi già registrati in mattinata sono stati ulteriormente spinti a metà giornata dall'annuncio di QatarEnergy sull'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto e prodotti correlati dopo gli attacchi militari ai suoi impianti a Ras Laffan, il più grande impianto del settore al mondo.
ImagoTrump in conferenza stampa: «L'Iran avrebbe potuto colpire l'Europa»
Distruggere le capacità missilistiche dell’Iran, neutralizzare la sua marina militare, impedirgli di dotarsi di armi nucleari e fermare il finanziamento dei gruppi alleati nella regione. Sono questi gli obiettivi di guerra elencati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, all'inizio della conferenza stampa, la prima tenuta di persona dall'avvio dell’operazione militare Epic Fury, iniziata sabato mattina. Il presidente ha accusato Teheran di aver ignorato gli avvertimenti della Casa Bianca a non riattivare il proprio programma nucleare: «Si sono rifiutati di sospendere definitivamente la ricerca di armi nucleari». Ha quindi aggiunto che «l’Iran disponeva già di missili in grado di colpire l’Europa e le basi statunitensi nel mondo» e che, secondo Washington, avrebbe presto «sviluppato vettori capaci di raggiungere persino il territorio americano».
In quanto alle tempistiche: «Avevamo preventivato quattro-cinque settimane ma abbiamo la capacità di andare oltre», ha poi dichiarato. «Continuiamo con determinazione per soffocare la minaccia, prevarremo (...). Ho colto l'ultima e la migliore chance per attaccare l'Iran», ha detto. «Tutti ci sostenevano. Semplicemente non hanno avuto il coraggio di dirlo», ha aggiunto. Sottolineando che proseguiranno «le operazioni su vasta scala». E infine «stiamo facendo in modo che il regime iraniano non possa continuare ad armare, finanziare e dirigere eserciti terroristici al di fuori dei propri confini».
Israele: «Attaccati oltre 70 obiettivi di Hezbollah in Libano»
Israele ha annunciato oggi di aver colpito oltre 70 obiettivi dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah in Libano durante l'offensiva lanciata dopo che il gruppo filoiraniano ha lanciato missili e droni verso il suo territorio. «Recentemente, l'esercito israeliano ha condotto una serie di attacchi su larga scala contro obiettivi dell'organizzazione terroristica Hezbollah nel Libano meridionale» e «oltre 70 depositi di armi, siti di lancio e lanciamissili» appartenenti al gruppo «sono stati distrutti in diverse località», si legge in un comunicato. (ats ans afp)
Giornata nera per le Borse
La Borsa svizzera ha chiuso la prima seduta della settimana in forte calo: l'indice dei valori guida SMI ha perso l'1,29% a 13'834,10 punti. Tra le bluechip spiccano il colosso elvetico della logistica Kühne+Nagel, che ha terminato tra i pochissimi titoli sopra la linea di demarcazione (+1,70%), e, sul versante opposto, il gruppo attivo nel lusso Richemont, che ha concluso le contrattazioni da maglia nera (-5,72%). Sotto i riflettori l'escalation in Medio Oriente dopo l'attacco congiunto di Usa e Israele all'Iran, mentre si valutano gli impatti economici della chiusura dello stretto di Hormuz. Ad appesantire i principali listini le vendite che hanno colpito il lusso, le auto, le banche e le assicurazioni. Della guerra hanno risentito pure le compagnie aeree e il turismo.
Di pari passo i mercati azionari del Vecchio continente, tutti in forte ribasso. La Borsa peggiore è stata quella di Madrid, che ha chiuso con un calo del 2,7%, seguita da Francoforte che ha perso il 2,6%. Il listino di Parigi ha ceduto il 2,1% mentre Londra segna un calo finale dell'1,2% e Amsterdam di un punto percentuale, con questi due ultimi mercati azionari nel primo giorno di contrattazioni dopo l'attacco all'Iran sostenuti dai titoli dell'energia e della Difesa. Seduta ampiamente negativa pure per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib ha concluso in ribasso dell'1,97% a 46.280,40 punti. (ats ans)
AFP / IBRAHIM AMROColonne di fumo si elevano in seguito al bombardamento israeliano sui sobborghi meridionali di Beirut il 2 marzo 2026. La guerra lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran si è estesa in tutto il Medio Oriente, con l'entrata in campo dell'Hezbollah libanese e l'attacco a una base aerea britannica a Cipro.Libano, Jihad islamica: «Ucciso il nostro capo dell'ala militare»
L'ala armata dell'organizzazione paramilitare Jihad islamica palestinese ha annunciato oggi che il suo comandante in Libano è stato ucciso in attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut. In una dichiarazione, le Brigate Quds hanno indicato che Adham Adnan al-Othman, capo dell'ala armata in Libano, è stato ucciso «a seguito della perfida aggressione sionista che ha preso di mira la periferia sud di Beirut, all'alba di oggi». La Jihad islamica palestinese è alleata sia del movimento islamista Hamas che controlla Gaza sia dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah. (ats)
Emirati Arabi Uniti: da oggi ripresa limitata dei voli
Gli aeroporti di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, hanno indicato che voli "limitati" riprenderanno da stasera, tre giorni dopo la loro cancellazione poiché l'Iran aveva iniziato a colpire obiettivi nel Golfo, tra cui gli scali di Dubai e Abu Dhabi, la capitale degli Emirati. Lo riporta il quotidiano britannico The Guardian. «Dubai Airports annuncia una ripresa limitata dei voli dall'aeroporto internazionale di Dubai (Dxb) e dal Dubai World Central-Al Maktoum International Airport (Dwc) a partire da questa sera», si legge in una nota. Sia la compagnia Emirates che la concorrente a basso costo Flydubai hanno pure indicato che riprenderanno alcuni voli questa sera. Etihad Airways, che opera voli da Abu Dhabi, dal canto suo ha precisato che riprenderà i voli domani.
Intanto, il ministero della difesa del Qatar ha affermato, stando a quanto riferisce il canale televisivo britannico Sky News, che le sue forze armate hanno abbattuto due aerei SU24 di fabbricazione russa provenienti dall'Iran. (ats ans)
Lanciati più di 700 droni
Dal canto loro, in un comunicato, le Guardie della rivoluzione indicano che «dall'inizio del conflitto, i coraggiosi soldati delle forze armate iraniane hanno attaccato 60 obiettivi strategici e 500 obiettivi militari americani e del regime sionista». Sono stati lanciati «più di 700 droni e centinaia di missili». (ats)
Getty ImagesTrump: «Li stiamo massacrando»
«Li stiamo massacrando. Penso che stia andando molto bene», ha detto il presidente statunitense Donald Trump in un'intervista all'emittente televisiva Cnn in merito alla guerra condotta contro l'Iran. «Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non si è ancora verificata. Arriverà presto», ha aggiunto. (ats)

Scontri durante la manifestazione filo-Iran a Karachi
Le immagini pubblicate sui social media mostrano scontri durante una manifestazione filo-iraniana a Karachi, in Pakistan, dove alcuni manifestanti hanno tentato di assaltare edifici diplomatici americani. Il bilancio delle vittime delle violente proteste del fine settimana in Pakistan per l’uccisione della guida suprema dell’Iran è salito ad almeno 25, secondo un conteggio dell’AFP diffuso lunedì. (ats)
AFPIl segretario della guerra USA Pete Hegseth.Hegseth: «Attacco dell'Iran non per cambiare il regime»
Il segretario della guerra degli USA Pete Hegseth è sembrato contraddire il presidente Donald Trump durante una conferenza stampa al Pentagono sull'Iran. «Questa non è una guerra per un cambio di regime, ma il regime è di fatto cambiato», ha detto.
Per gli analisti il ministro della difesa potrebbe aver commesso una gaffe rispetto alla linea dell'inquilino della Casa Bianca oppure gli obiettivi della guerra sono cambiati negli ultimi giorni. (ats)
Etihad Airways ripristina alcuni voli da Abu Dhabi per l'Europa
Etihad Airways "ha ripreso" alcuni voli da Abu Dhabi; i dati di Flightradar24 mostrano decolli in partenza per Londra Heathrow, Parigi, Amsterdam e Mosca, secondo quanto riferisce Euronews. La compagnia aerea aveva pubblicato sui social media alle 13:44 (ora locale) che tutti i voli da e per Abu Dhabi erano stati sospesi fino alle 14:00 di domani, martedì 3 marzo. (ats)
Libano, ucciso il numero uno dell'intelligence di Hezbollah
Hussein Makled, il capo del quartier generale dell'intelligence di Hezbollah, è stato ucciso da un attacco israeliano questa notte a Beirut, nel quartiere Dahieh, roccaforte dell'organizzazione nel sud della città. Lo comunica il portavoce dell'IDF in una nota. (ats)
Emirates, voli da e per Dubai sospesi fino a domani
A causa delle numerose chiusure dello spazio aereo regionale, Emirates ha temporaneamente sospeso tutte le operazioni da e verso Dubai fino alle ore 15 ora locale, (le 18 in Svizzera) di domani. È l'aggiornamento che si legge sul sito Emirates. «La situazione è estremamente variabile ed è sotto continuo monitoraggio», spiega la compagnia, invitando i passeggeri a consultare gli ultimi aggiornamenti operativi sul proprio sito prima di recarsi in aeroporto. Se si ha una prenotazione per viaggiare prima del 5 marzo o il 5 marzo, le opzioni sono: cambio prenotazione su un volo alternativo oppure chiedere un rimborso, informa Emirates. (ats)
Decolla anche il prezzo del gas
Il prezzo del gas accelera ancora e vola sopra i 40 euro al megawattora, ai massimi da febbraio del 2025, mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente e all'impatto della chiusura dello stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un balzo del 36% a 43,80 euro al megawattora. Corre anche sulla piazza di Londra, con un rialzo del 37,7% a 109,24 penny per unità termina britannica (Btu). Prosegue intanto la corsa delle materie prime mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente. L'attenzione si concentra sulle decisioni per la chiusura dello stretto di Hormuz dove transitano le navi che trasportano petrolio e gas. (ats)

Il franco mostra i muscoli, la BNS «pronta a intervenire»
La valuta elvetica si sta apprezzando a causa del contesto esplosivo in Medio Oriente
Il «no» alle basi, Trump «molto deluso» da Starmer
Il presidente americano Donald Trump si è dichiarato «molto deluso» dal premier Keir Starmer per l'iniziale rifiuto dell'alleato di concedere le basi britanniche, inclusa quella di Diego Garcia, alle forze USA impegnate negli attacchi all'Iran assieme a Israele. Lo riferisce il Daily Telegraph citando una sua intervista al tycoon. Il rifiuto è stato poi revocato ieri dallo stesso Starmer, come risposta alla reazione iraniana ai raid allargata a Paesi del Golfo alleati di Londra e dove vi sono presenze civili e militari britanniche. Ma secondo i media del Regno questo passo non ha finora placato Trump. Starmer ha annunciato ieri sera alla nazione di aver autorizzato gli americani a usare ora le basi per colpire i siti di partenza di missili e droni indirizzati da Teheran contro obiettivi britannici o di Paesi alleati del Regno. Sostenendo che essa è «limitata» tuttavia solo a questo e che Londra è impegnata solo in azioni «difensive» - incluso con la sua aviazione - per intercettare i lanci iraniani, insistendo a negare un coinvolgimento diretto nei raid contro il territorio della Repubblica Islamica. La sua svolta è stata approvata dalle opposizioni di destra, che però chiedono il pieno coinvolgimento nel conflitto al fianco di Washington, e criticata invece da quelle di centro e di sinistra (oltre che da una crescente fetta di dissidenti interni al Labour) come un passo destinato a trascinare il Regno Unito in una guerra «illegale», quasi un bis dell'invasione dell'Iraq. Trump, da parte sua, ha condannato il rifiuto iniziale di concedere le basi, affermando che questo «non era mai avvenuto» nella storia della cosiddetta «relazione speciale» fra Washington e Londra. Ed evidenziando in particolare la questione della strategica base nell'Oceano Indiano di Diego Garcia, parte di quell'arcipelago della Chagos al centro di un recente accordo di restituzione sottoscritto dal Regno con Mauritius che il presidente magnate ha ripetutamente criticato a posteriori. Interpellato dal Telegraph sul ripensamento di ieri di Starmer, The Donald ha poi risposto secco: «Gli ci è voluto troppo tempo. Decisamente troppo tempo». (ats)
Colpito un data center di Amazon negli Emirati
Incendio in un data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti colpito nelle scorse ore da «oggetti» non meglio identificati, dopo che il Paese è stato colpito da attacchi missilistici e droni partiti dall'Iran. Lo rendo il settore cloud della società che sta lavorando per ripristinare il pieno servizio in alcune zone del Medio Oriente. La struttura degli Emirati Arabi Uniti, spiega, sta avendo un «problema energetico localizzato, per il recupero completo ci vogliono diverse ore». (ats)
Zelensky: «Così mancheranno le difese aeree all'Ucraina»
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che una lunga guerra con l'Iran potrebbe avere un impatto sulle forniture di munizioni per la difesa aerea dagli Stati Uniti, fondamentali per la protezione delle infrastrutture critiche di Kiev.
«Se ci saranno ostilità prolungate in Medio Oriente, ciò avrà sicuramente ripercussioni sulle forniture. Ne sono certo», ha detto Zelensky ai giornalisti, «questa questione ci preoccupa, ed è per questo che siamo in contatto con i nostri partner», ha aggiunto il leader ucraino. (ats ans)

Centinaia di svizzeri bloccati, il DFAE: «Gestite oltre 1200 richieste»
La Svizzera monitora la situazione dei suoi concittadini impossibilitati a rientrare a causa della chiusura dello spazio aereo.
Libano: vietate tutte le attività militari di Hezbollah
Il governo libanese ha deciso, per la prima volta nella storia del paese, l'interdizione di ogni attività militare di Hezbollah, il partito armato anti-israeliano fondato nel 1982. Lo si apprende dal comunicato al termine della riunione del consiglio dei ministri a cui ha partecipato anche il comandante dell'esercito libanese. (ats ans)
AFPAuto in fuga dal Libano meridionale, in diversi hanno abbandonato le loro case dopo, l'inizio dei bombardamenti israeliani di questo lunedì mattina.In Israele, gli allarmi suonano senza sosta
Allarmi continui questa mattina in Israele per le ondate di missili lanciati a pochi minuti di distanza gli uni dagli altri dall'Iran sul Paese. Uno dei missili è caduto a Beersheba, causando diversi feriti non gravi. I soccorritori del Magen David Adom fanno sapere di essere al lavoro per localizzare le persone intrappolate. Le sirene d'allarme sono state attivate a Tel Aviv, Gerusalemme, nel sud e in diverse aree del centro. Si sono sentite numerose esplosioni. (ats)
Droni iraniani colpiscono uno stabilimento petrolifero in Arabia Saudita
Un impianto appartenente alla compagnia petrolifera statale Aramco in Arabia Saudita è stato attaccato da droni, presumibilmente provenienti dall'Iran. Due droni esplosivi hanno colpito la raffineria di petrolio di Ras Tanura, nell'est del paese, ha annunciato un portavoce del Ministero della Difesa saudita. I droni sono stati intercettati e distrutti. La caduta di detriti ha causato un incendio nell'impianto, ma non ci sarebbero state vittime. Alcuni detriti sono caduti anche in aree residenziali. (Dpa/Sda)
Tre caccia americani, abbattuti «per errore»
Sono tre gli aerei da combattimento americani precipitati questa mattina in Kuwait, a confermarlo sono le autorità americane. I caccia F-15, conferma il Comando centrale Centcom, sarebbero stati abbattuti dall'antiaerea delle forze armate del Kuwait. Tutti e sei gli occupanti sono «in condizioni stabili» e sono già rientrati alla base. (CNN)
I droni iraniani colpiscono anche il Qatar
Il ministero della difesa del Qatar ha annunciato che due droni iraniani hanno colpito siti energetici nel paese, senza che siano stati segnalati feriti o vittime. «Uno ha preso di mira un serbatoio di stoccaggio dell'acqua appartenente alla centrale elettrica di Mesaieed, mentre l'altro ha preso di mira uno degli impianti energetici nella città industriale di Ras Laffan affiliati a QatarEnergy», afferma il ministero in una nota.
«Tutti i danni e le perdite derivanti dall'attacco saranno valutati dalle autorità competenti e le dichiarazioni ufficiali saranno fornite in seguito», ha aggiunto il ministero. (ats ans)
Almeno 555 i morti in Iran
Sarebbero almeno 555 i morti causati dagli attacchi in 131 città da parte di Stati Uniti e Israele. A riportarlo su Telegram è la Mezzaluna Rossa Iraniana (IRCS). Si tratta di dati, per ora, non confermati dalle autorità. Nel frattempo IRCS ha mobilitato oltre 100mila soccorritori in tutto il Paese, con anche 4 milioni di volontari pronti a fornire aiuto. (fonte Guardian)

«Chiuso in un hotel, non si può uscire»
Mile Ivanov, operaio 38enne di Bellinzona, da giorni è bloccato all'aeroporto di Abu Dhabi. La sua vacanza in Thailandia è ormai un lontano ricordo.
Dertour Suisse «Turisti svizzeri bloccati negli Emirati e in Oman»
A causa della guerra in Iran l'agenzia di viaggi Dertour Suisse ha fatto sapere stamane che dei clienti si trovano bloccati negli Emirati Arabi Uniti e in Oman. Fino a domani sono inoltre sospese tutte le nuove partenze verso diversi Paesi del Medio Oriente.
La filiale svizzera dell'operatore tedesco Dertour, che ha acquisito Hotelplan lo scorso anno, precisa di aver sospeso i viaggi verso Israele e i Territori Palestinesi, Libano, Giordania, Siria, Iraq, Iran, Bahrein, Kuwait, Oman, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Yemen "a causa dell'adeguamento dei consigli di viaggio del DFAE (Dipartimento federale degli affari esteri) nonché dell'escalation militare nella regione", si legge in una nota odierna.
I viaggiatori "attualmente sul posto sono seguiti da vicino, informati continuamente e supportati attivamente nell'organizzazione del loro viaggio di ritorno". Dertour Suisse precisa che "nessuno dei nostri clienti si trova attualmente negli altri Paesi interessati" dal conflitto.
Dertour Suisse aggiunge che "la situazione di sicurezza in Medio Oriente rimane volatile e suscettibile di evolvere a breve termine. Nel contesto dell'escalation militare, il DFAE sconsiglia ora i viaggi turistici e non urgenti, in particolare verso Oman ed Emirati Arabi Uniti. Inoltre, sono previste importanti restrizioni del traffico aereo nella regione, in particolare chiusure temporanee dello spazio aereo, nonché ritardi e cancellazioni dei voli". Diverse compagnie, tra cui Lufthansa e Swiss, hanno sospeso alcune tratte aeree.
Tutti i viaggi con arrivo fino a domani (3 marzo) incluso verso le destinazioni interessate sono cancellati. Per i viaggi "all inclusive", Dertour Svizzera si fa carico delle spese di cancellazione. Per le prenotazioni "solo hotel", eventuali spese di cancellazione alberghiere sono coperte. Per le prenotazioni di soli voli, si applicano le condizioni rispettive delle compagnie aeree.
Una nuova valutazione della situazione avrà luogo in giornata per le partenze da mercoledì (4 marzo). (Ats Awp)
AIEA: «Possibili emissioni radioattive da raid su siti iraniani»
Il Capo dell'agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite (AIEA) Rafael Grossi ha lanciato l'allarme su una «possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze» in seguito agli attacchi israeliani e statunitensi sui siti nucleari iraniani. «Finora - ha aggiunto - non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione al di sopra dei normali livelli di fondo nei paesi confinanti con l'Iran». L'ambasciatore iraniano presso l'AIEA ha confermato che gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele hanno preso di mira gli impianti nucleari. Aprendo una sessione speciale sull'Iran del consiglio dei governatori dell'AIEA, Grossi ha dichiarato che la situazione in Medio Oriente è «molto preoccupante», esortando alla «massima moderazione per evitare un'ulteriore escalation». (Ats Ans)
Difesa dei paesi del Golfo, Parigi c'è
La Francia è "pronta a partecipare" alla difesa dei paesi del Golfo, secondo quanto annunciato questa mattina in una conferenza stampa a Parigi dal ministro degli esteri, Jean-Noel Barrot. Il ministro ha annunciato il "sostegno intero e la piena solidarietà" di Parigi ai paesi "amici che sono stati bersaglio deliberato dei missili e dei droni delle Guardie della Rivoluzione e sono stati coinvolti in una guerra che non avevano scelto". Ha citato Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Iraq, Bahrein, Oman, Kuwait e Giordania. (ats)

La benzina sarà più cara? Come reagirà il franco svizzero?
I mercati reagiscono all'attacco sull'Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz
AFPIran, pubblicati i nomi di altri 7 militari uccisi
L'Iran ha pubblicato oggi i nomi di altri sette militari uccisi durante gli attacchi israeliani e statunitensi contro il Paese, iniziati sabato. Tra i nomi figurano due vice del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, Saleh Assadi, Mohsen Darebaghi, i capi di due dipartimenti dello Stato Maggiore delle Forze Armate, Bahram Hosseini e Hassanali Tajik, il capo dell'Organizzazione di Intelligence della Polizia, Gholamreza Rezaian, il capo dell'ufficio del leader, Mohammad Shirazi, e il suo vice, Akbar Ebrahimzadeh. (ats)

Il video di un caccia Usa che precipita in Kuwait
Nessuna ferita per il pilota che è stato preso in consegna dalle autorità locali. La dinamica della caduta non è ancora chiara, ma non sarebbe l'unico.
Jet militari statunitensi abbattuti in Kuwait
Diversi aerei da combattimento americani sono precipitati questa mattina in Kuwait. Lo ha reso noto il ministero della difesa locale, precisando che gli equipaggi "sono sopravvissuti e illesi" e sono stati evacuati e trasferiti in ospedale per controlli sanitari. Le loro condizioni sono "stabili", è stato aggiunto. (ats)
Banche e assicurazioni con gli occhi puntati sul Medio Oriente
Hedge fund, banche e assicurazioni stanno valutando la loro esposizione in Medio Oriente dopo gli attacchi congiunti di Usa e Israele all'Iran. Alcune delle più grandi compagnie di assicurazione di Taiwan, secondo quanto riporta Bloomberg, hanno condotto revisioni interne della loro esposizione in Medio Oriente durante il fine settimana dopo la diffusione della notizia degli attacchi. I fondi e le banche globali hanno ancora "poca visibilità su ciò che accadrà dopo gli attacchi del fine settimana". Le società di intermediazione cinesi, secondo i programmi visionati da Bloomberg, sono al lavoro per decifrare l'impatto della "situazione sui mercati dei capitali e sui settori ciclici". (ats)
Cosco alle navi nel Golfo: «Cercate acque sicure»
Il colosso cinese della navigazione Cosco ha ordinato alle navi che si trovano nel Golfo o che vi sono dirette di cercare "acque sicure", dopo l'escalation degli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran. La compagnia statale con sede a Shanghai è l'ultima tra i principali gruppi marittimi mondiali ad annunciare la sospensione delle operazioni da quando il traffico marittimo è rimasto paralizzato nello Stretto di Hormuz. Anche altri colossi della navigazione, tra cui Maersk e MSC, hanno annunciato la sospensione delle loro operazioni nella regione. "Le navi che sono già entrate nel Golfo, dopo aver completato le loro operazioni quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno, hanno ricevuto l'ordine di procedere verso acque sicure per rimanere in posizione o gettare l'ancora", ha dichiarato Cosco Shipping Lines in una nota. Alle navi dirette nel Golfo "è stato consigliato di dare priorità alla sicurezza della navigazione", tra cui "ridurre la velocità" o "attendere ulteriori istruzioni negli ancoraggi riparati designati". La compagnia sta "valutando piani di emergenza" per tutto il carico a bordo delle navi interessate, "inclusa la possibilità di porti di scarico alternativi". (ats)
Il Pentagono: «Nessun segnale che l'Iran volesse attaccare per primo»
Funzionari del Pentagono hanno ammesso, durante un briefing a porte chiuse al Congresso USA tenutosi domenica, che non vi erano informazioni di intelligence che suggerissero che l'Iran avesse intenzione di attaccare per primo le forze statunitensi. A scriverlo è Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione. Le dichiarazioni sembrano indebolire una delle argomentazioni chiave a favore della guerra avanzate da alti funzionari dell'amministrazione USA, secondo le quali il presidente Donald Trump ha deciso di lanciare gli attacchi in parte a causa di segnali che gli iraniani avrebbero potuto colpire le forze statunitensi in Medio Oriente "preventivamente". I funzionari del Pentagono hanno informato per oltre 90 minuti lo staff democratico e repubblicano di diverse commissioni per la sicurezza nazionale, sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, sull'attacco statunitense in corso in Iran. Nei briefing, i funzionari dell'amministrazione hanno sottolineato che i missili balistici e le forze 'proxy' dell'Iran nella regione rappresentano una minaccia imminente per gli interessi statunitensi, ma non vi erano informazioni di intelligence sul fatto che Teheran avrebbe attaccato per prima le forze statunitensi, hanno detto a Reuters le due fonti, che hanno parlato in condizione di anonimato. (ats)
A Teheran 27 morti in due giorni
Un funzionario iraniano ha dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani condotti nell'arco di due giorni hanno causato almeno 27 morti nel nord-ovest dell'Iran. «Il numero di martiri caduti negli ultimi due giorni nella provincia a causa degli attacchi israeliani e americani ha raggiunto quota 27», ha dichiarato Majid Farshi, direttore generale del dipartimento di gestione delle crisi della provincia dell'Azerbaigian orientale, come riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. (ats)
In Libano scatta la fuga, in migliaia in strada
Migliaia di persone si sono riversate in strada a Beirut e nel sud del Libano per fuggire dagli attacchi israeliani contro la capitale e lanciati nella notte. Dopo che un portavoce militare israeliano ha emesso ordini di evacuazione per 55 diversi villaggi e città in tutto il Libano, chiedendo alla popolazione di allontanarsi di almeno un chilometro poiché in prossimità di "strutture di Hezbollah", fiumi di persone hanno iniziato a fuggire dal sobborgo di Dahieh, a Beirut, in auto e a piedi, e file di auto hanno iniziato a formarsi fuori dai distributori di benzina nella città meridionale di Tiro, mentre i residenti iniziavano a dirigersi verso nord. Secondo quanto riferisce il Guardian, le autostrade da Dahieh alla capitale erano intasate da scooter e auto che passavano sopra macerie e detriti dei precedenti attacchi. (ats)
Trump: «Ho tre ottime scelte per la guida dell'Iran. Ma prima finiamo il lavoro»
Il presidente americano Donald Trump ha sostenuto di avere "tre ottime scelte" di candidati a cui affidare la guida dell'Iran. In una breve intervista al New York Times, il tycoon, alla domanda su chi vorrebbe vedere alla guida del Paese, ha risposto: "Ho tre ottime scelte". Tuttavia, ha aggiunto, "non le rivelerò ancora. Prima finiamo il lavoro", ha riferito il quotidiano. In una breve intervista telefonica con il New York Times, Trump ha offerto diverse visioni all'apparenza contraddittorie su come il potere potrebbe essere trasferito a un nuovo governo, incluse quelle del rovesciamento di quello attuale da parte del popolo iraniano e del potere affidato alla struttura ancora in sella, dopo l'uccisione mirata dell'ayatollah Ali Khamenei. Tra le opzioni suggerite c'è quella simile a quella seguita sul Venezuela, in cui soltanto il leader Nicolas Maduro è stato arrestato e rimosso con l'attacco militare americano, mentre gran parte del resto del governo è al suo posto pronta a una collaborazione pragmatica con Washington. (ats)
L'Iran «non negozierà con gli Stati Uniti»
Il capo della sicurezza iraniana Larijani afferma che l'Iran «non negozierà» con gli Stati Uniti. In un post su X, Larijani, una delle figure più influenti del Paese, ha risposto alle notizie dei media secondo cui Teheran avrebbe contattato gli USA tramite intermediari chiedendo di riprendere i colloqui. Il presidente americano Donald Trump ha "sprofondato la regione nel caos con le sue 'false speranze' e ora è preoccupato per ulteriori perdite di truppe americane", ha rincarato Larijani, segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale nel suo post. (ats)
Nel mirino anche il Libano
Oltre 30 persone sono state uccise e quasi 150 ferite in un'ondata di attacchi lanciati da Israele questa mattina presto contro diversi obiettivi in Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese. "Secondo i dati preliminari, ci sono 31 morti e 149 feriti a seguito di attacchi aerei israeliani", ha annunciato il centro operativo di emergenza del Ministero della Salute. Questa mattina, una fonte sanitaria ha riferito di almeno 20 morti e 50 feriti a causa di attacchi israeliani alla periferia meridionale della capitale e in diverse aree del sud del Libano. (ats)
Il petrolio vola
Volano le quotazioni del petrolio nelle battute iniziali sui mercati asiatici: il Brent segna un balzo del 13% dopo i pesanti attacchi del weekend di USA e Israele contro l'Iran, attestandosi a 82,20 dollari al barile contro i 72,87 dollari segnati venerdì. In rialzo anche l'oro (+1,6%), tradizionale bene rifugio in tempi di crisi, e l'argento (+2%). Il benchmark sul West Texas Intermediate (Wti), invece, ha segnato un balzo dell'8%, a 72,38 dollari, dopo aver toccato un massimo a quota 75,33 dollari. L'Iran è tra i principali fornitori di petrolio al mondo e il suo governo ha riferito di aver chiuso la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, via marittima vitale per il trasporto del greggio, a seguito degli attacchi aerei americani e israeliani che hanno ucciso la Guida suprema, Ali Khamenei. È uno snodo di grande importanza attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale: circa 20 milioni di barili al giorno e quasi il 20% del Gnl totale, prevalentemente dal Qatar. Almeno tre petroliere sono state danneggiate nella regione e i principali spedizionieri hanno dichiarato che eviteranno lo Stretto. Se la situazione di blocco dovesse persistere: il greggio potrebbe, secondo gli analisti, salire fino a 100-120 dollari, con effetti a cascata sui costi di carburanti ed elettricità. I ritardi nelle consegne del GNL, in particolare, metterebbero in seria difficoltà Europa e Asia. (ats)
Teheran attacca, i Paesi del Golfo valutano la risposta
I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) hanno annunciato che stanno valutando una risposta agli attacchi missilistici e con droni iraniani contro i suoi Stati membri, avvertendo che il blocco adotterà tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza e stabilità. Lo scrive Anadolu. In una dichiarazione rilasciata dopo una riunione ministeriale virtuale di emergenza, il Consiglio ha condannato gli attacchi contro Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait, descrivendoli come violazioni della sovranità e del diritto internazionale. Il CCG ha sottolineato che la sicurezza dei suoi Stati membri è indivisibile, sottolineando che qualsiasi attacco contro uno di essi costituisce una minaccia diretta per tutti, ai sensi del suo accordo di difesa congiunta. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha aggiunto che gli Stati membri mantengono il diritto di rispondere in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi, esortando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare misure decisive per prevenire un'ulteriore escalation. (ats)
Trump: «4 o 5 settimane di attacchi all'Iran»
L'esercito USA vuole sostenere l'attacco all'Iran per «quattro o cinque settimane», se necessario, sulla convinzione che «non sarà difficile» per Israele e Washington tenere l'intensità della battaglia, malgrado i rischi di altre vittime militari americane. In una breve intervista telefonica al New York Times, il presidente Donald Trump, alla domanda su quanto a lungo USA e Israele avrebbero potuto sostenere gli attacchi, ha risposto: «Beh, intendevamo 4 o 5 settimane. Non sarà difficile. Abbiamo enormi quantità di munizioni. Sapete, abbiamo munizioni immagazzinate in tutto il mondo, in diversi Paesi». Il tycoon non ha citato i timori espressi più volte dal Pentagono che il conflitto possa assottigliare le riserve che gli strateghi militari ritengono fondamentali da conservare in scenari come un conflitto su Taiwan o incursioni russe in Europa. Nell'intervista, secondo il New York Times, Trump è sembrato riflettere il grado di incertezza della sua amministrazione su come si svolgeranno le prossime settimane, sia sul campo di battaglia sia nella creazione di un governo sostitutivo a Teheran. (ats)
AFPIl fumo si solleva in seguito al bombardamento di un edificio a Teheran.



