Miscugli di carne con sostanze cancerogene

L'ACSI denuncia la mozione approvata oggi dal Consiglio degli Stati che «permetterà di mischiare carne contaminata da PFAS con carne non contaminata». Le sigle dei consumatori: «Trascurata la salute pubblica».
LUGANO - «Gli interessi dell’agricoltura vengono prima della salute pubblica. Tuonano l'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana e l’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori contro l'adozione da parte del Consiglio degli Stati di una mozione che «permetterà di mischiare carne contaminata da PFAS con carne non contaminata». In questo modo - argomentano le associazioni - «la carne con una contaminazione oltre i valori soglia potrà comunque essere venduta».
La decisione, presa oggi dopo un rimpallo fra le camere, «consentirà la miscelazione di carne contenente valori elevati di PFAS al fine di abbassarli artificialmente» fanno presente le associazioni dei consumatori, che rilevano come «si tratta di un’enorme concessione che va a scapito della salute pubblica e rischia di erodere la fiducia delle consumatrici e dei consumatori nella produzione di carne svizzera. Ricordiamo - aggiungono - che alcuni PFAS sono potenzialmente cancerogeni e dannosi per la salute in vari modi. Queste sostanze chimiche “perenni” si accumulano nell’organismo nel corso degli anni e sono molto difficili da scomporre».
Oltre a creare costi aggiuntivi nella trasformazione e nella vendita - si legge nella nota - «la mozione non è di facile applicazione concreta e crea un pericoloso precedente: in futuro a rischio potrebbero essere anche gli standard di sicurezza dell’acqua potabile o un generale innalzamento dei livelli massimi di PFAS consentiti nelle derrate alimentari. Una volta stabilito il principio che basta miscelare per ridurre la contaminazione - è la deduzione delle sigle dei consumatori - questo potrebbe essere nuovamente applicato altrove». L’ACSI - viene annunciato - «si impegnerà durante la procedura di consultazione per cercare di contenere i danni di questa misura miope che rischia di compromettere la salute pubblica».



