IL TICINO AI GIOVANI / 3
17.11.2011 - 11:200

"La società è schizofrenica con i giovani"

L'operatore di Radix Rodolfo Penne spiega come 'disinnescare' le situazioni pericolose, e chiede comprensione: "Bisogna capire prima di condannare"

LUGANO – Incontriamo Rodolfo Penne, operatore di Radix, a Molino Nuovo, dove l’associazione che si occupa della lotta alle dipendenze ha la sua sede. Rodolfo è attivo nell’associazione da circa un anno, dopo che gli studi universitari l’hanno portato in questa direzione. L’idea che ha del problema è già molto chiara: “Oggi si tende a sopravvalutare la quantità rispetto alla qualità: bere tanto e assumere sostanze diverse viene vista come una cosa positiva, che porta ad uno sballo immediato. Questo è un grosso rischio”.

Feste – Gli ambiti d’intervento di Radix sono vari, ma specialmente si concentrano sulla prevenzione e sull’intervento diretto nelle occasioni critiche, vedi rave e Goa party. Feste spesso demonizzate, il cui potenziale negativo può però essere disinnescato con pochi semplici interventi. “I giovani, generalmente, cercano di capire il nostro ruolo e sondano il terreno” spiega Penne. ”Molto più spesso ci conoscono già e vengono da noi a bere acqua, o a mangiare della frutta. Sono gli stessi organizzatori a chiamarci, perché riusciamo a disinnescare certi rischi legati al divertimento, e in più diamo credibilità e garanzie di sicurezza all’evento”.

Le droghe - Capire cosa spinge i giovani a drogarsi non è facile, una grossa serie di fattori è in gioco. Cambiano nel tempo anche le sostanze: “Oggi è molto in voga la cocaina” spiega Penne, ma non bisogna sottovalutare le sostanze “legali” quali tabacco e alcol, che attirano un numero di giovani sempre maggiore.

I problemi dei giovani – Quando si parla di giovani problematici, si ha bene idea di cosa si sta trattando? “Spesso le difficoltà che i giovani hanno sono reali, ma vengono ignorate”. Il comportamento della società, secondo Penne, è schizofrenico: toni allarmistici per denunciare i fatti negativi, ma nessun vero interesse per risolvere i problemi”. Mancanza di strumenti in primis, ma anche un problema concettuale: “Si dovrebbe comprendere che l’età della giovinezza è problematica, e quindi si dovrebbe disinnescare quei comportamenti problematici che nella vita dei giovani sono ‘normali’, e non limitarsi a condannarli a cose fatte”. Pur nella confusione tipica di questa fascia d’età, i giovani sono alla ricerca di certezze. “Chiaramente troviamo quello che perde tutta la giornata non facendo nulla, e quello che studia, lavora e fa volontariato. Non si deve generalizzare. Mai.”

Ticino vecchio? - Queste visioni schematiche dei giovani sono frutto della “vecchiaia” del Canton Ticino? “Anagraficamente il Cantone non è certo giovane. L’offerta per gli adulti è superiore a quella per i giovani, ma specialmente nelle città non siamo messi così male”. E’ importante però ricordarsi di una cosa: gli anziani di oggi sono stati i giovani di ieri.

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