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04.10.2017 - 10:290

PES 2018: il cuore nel pallone

Il calcio di quest'anno di Konami è ancora in forma smagliante, basterà per battere FIFA? Forse no ma di carattere ce n'è da vendere

 

TOKYO - Diciamo subito le cose come stanno. L'anno scorso "PES" ci era molto piaciuto. Sostenuto praticamente solo dal suo sistema di gioco - fedele a sé stesso, fluidissimo e con frizzi davvero creativi - il titolo di Konami aveva tenuto banco qui in redazione almeno finché non è arrivato "FIFA 17" che, impossibile negarlo, ha davvero reinventato la concezione stessa di calcio digitale. 

Quasi tutto come sempre - Con la palla nel suo campo per la (dovuta e attesa) risposta "PES 2018" decide di non cambiare rotta, presentandosi al suo esordio autunnale dopo essersi sottoposto a lavoretti di bisturi più che di scalpello. Niente sconvolgimenti o fuochi d'artificio, insomma, quanto piuttosto pregevoli e minuziosi migliorie. Se le modalità di gioco e i menu sono praticamente sempre quelli, ci è piaciuta la nuova interfaccia dello hub: accogliente, semplice, veloce e intuitiva. 

Un deserto nelle rose - Ancora fra le note dolenti c'è - impossibile che fosse altrimenti - la rosa squadre & giocatori. Sappiamo bene che "FIFA", in questo senso, ha il monopolio ma fa sempre male al cuore vedere assenze capitali come praticamente tutto il campionato inglese e quello spagnolo che, ad eccezione di un paio di squadre, sono deserti riempiti da compagini fermaposto. Il che fa un po' strano considerando Konami siano impazziti a riprodurre ogni singolo tatuaggio sulle braccia di Messi e i suoi commilitoni del Barça (anche a questo giro partner ufficiali).

Il Prestogna è sempre lì - Falle anche nella Serie A italiana (niente Juve, c'è sempre la fantomatica PM Black White) mentre in B c'è sempre quella spiritosa pletora di nomi fra il buffo e impronunciabile. Ah le svizzere (e il Lugano) dimenichiamocele subito. Insomma, resta una mancanza che pesa e che chiede al giocatore di rimediare se non con la fantasia almeno con l'editing a meno di non recarsi nei campionati sudamericani (Brasile e Argentina) dove è tutto in regola.

In campo si dimentica tutto - Sono tutte falle che, alla volta della prova del campo, finiscono per svanire tanto è piacevole e tipicamente "pessiano" il gameplay. C'è davvero di che divertirsi e il sapore è sempre lo stesso (ed è una cosa buona) ma con una freschezza ancora una volta tutta nuova. Fisica davvero pazzesca, risposta morbida e immediata che garantisce azioni spettacolari e tanta soddisfazione. Se si parla di grafica, "PES 2018" c'è, eccome. Belli i modelli dei giocatori, bella la resa corale e strepitosi gli stadi (ce ne sono due nuovi fatti davvero bene).

Davide contro Golia - In definitiva, anche quest'anno, "PES" è un po' il Davide che sa già che avrà a che fare con un Golia ("FIFA") che ha dalla sua la forza della licenza e delle vendite milionarie. Per questo se la gioca tutta d'astuzia - con un sistema di gioco che cura e personalità da ogni poro - e di cuore. Quale comprare? Beh, il titolone di EA ancora lo dobbiamo provare ma se siete in cerca del divertimento puro e siete cresciuti a pane e "Pro Evolution" sapete già su che cavallo puntare.

VOTO: 8,5

"PES 2018" è disponibile per Playstation 4 (versione provata), Xbox One, Playstation 3, Xbox 360 e Pc Windows.

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