Keystone
STATI UNITI
07.11.2017 - 11:380

«Ha picchiato il suo figliastro così forte da spezzargli il cranio»

Il passato di violenze domestiche di Devin Kelley raccontato da chi lo ha processato sotto corte marziale e la spirale viziosa che ha seguito l'espulsione dall'arma fra molestie e indagini per stupro

SAN ANTONIO - Maltrattamenti e percosse, tanto forti da spezzare il cranio al suo figliastro di pochi mesi e mandare la sua ex-moglie all'ospedale. Il passato del killer Devin Kelley - responsabile della strage che domenica ha strappato alla vita 26 persone in Texas - è all'insegna delle tribolazioni e della violenza.

Di stanza alla base aerea militare di Holloman nel New Mexico nel 2012 l'uomo è finito sotto corte marziale per violenze domestiche. Stando a un ex-colonnello in pensione che aveva sostenuto la parte dell'accusa nel processo le violenze erano esplose già nei primi mesi dopo il matrimonio.

Secondo i registri ufficiali, consultati dal New York Times, si parla di strangolamenti, colpi e calci ai danni della donna. Percosse violente che non hanno risparmiato neppure il piccolo figlio di lei «colpito con un impeto tale da voler causare morte o danni importanti».

«Lo ha assalito con tanta violenza da fratturargli il cranio», ricorda l'ex-legale militare, «alla sbarra ha poi anche confessato di averlo fatto in maniera intenzionale». Fra le varie minacce, riportano i documenti, anche un'arma puntata in direzione della moglie.

In seguito alla sentenza di colpevolezza, l'incarceramento e la degradazione e il divorzio. La donna, scrive il Times, ha divorziato mentre si trovava in carcere lasciandogli solo quattro cose: una tv, una Xbox, la fede nuziale e una pistola. Al termine della sentenza, e in seguito alla richiesta d'appello, l'uomo è stato allontanato dal servizio con disonore.

Stando a quanto dichiarato dall'Aviazione militare a Kelley non aveva il permesso di possedere armi da fuoco, invece - come tristemente sappiamo - ha finito per comprarne diverse altre. La causa, sempre stando alle forze armate, un disguido che ha fatto si che il suo dossier non finisse nel database federale dei "banditi".

Per, in seguti, lui niente redenzione ma una spirale negativa. Tornato a casa dei suoi genitori ha vissuto in un granaio convertito ad abitazione. Stando alle autorità della contea di Comal, l'allora 22enne era finito sotto i radar delle autorità per molestie nei confronti di diverse donne. Nel 2013 era pure stato indagato per stupro senza però venire condannato.

L'anno seguente oltre a perdere l'appello e venire definitivamente radiato dall'arma Kelley ha sposato un'altra giovane donna, anche questa avrebbe denunciato a diversi amici il suo comportamento violento e abusi finendo più in là per lasciarlo tornando a casa dei suoi genitori. Da qui le tensioni anche con la famiglia di lei che, secondo le autorità, avrebbero portato all'esplosione di violenza di questa domenica nella chiesetta frequentata anche dalla madre di lei.

«Negli ultimi tempi era diventato un fondamentalista anti-cristiano», racconta un amico social del 26enne, «è sempre stato ateo ma di recente era impossibile da trattare, non gli si poteva parlare e la sua bacheca era una follia... ho dovuto smettere di seguirlo». 

L'ultima immagine di profilo scelta da Kelley, scrive sempre il Times, era un fucile d'assalto semiautomatico Ruger 8515 con mirino laser, acquistato di recente e del quale l'uomo era visibilmente infatuato: «Questa è brutta una str**a», avrebbe commentato sul social.

Potrebbe interessarti anche ... (beta)
Tags
kelley
cranio
donna
arma
violenza
violenze
figliastro
times
autorità
Copyright © 1997-2017 Ticinonline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - POLICY - COMPANY PAGES - ENERGIA SOLARE

Ultimo aggiornamento: 2017-11-23 12:24:56 | 91.208.130.87