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Metropolit nasconde la carta d'identità: "Io vecchio? Il 40 è solo un numero"

L'attaccante canadese è pronto a cominciare una nuova avventura agli Adler Mannheim: "Ho accettato questa sfida perché mi piace girare e sono innamorato del mio sport"
Keystone / Karl Mathis
Metropolit nasconde la carta d'identità: "Io vecchio? Il 40 è solo un numero"
L'attaccante canadese è pronto a cominciare una nuova avventura agli Adler Mannheim: "Ho accettato questa sfida perché mi piace girare e sono innamorato del mio sport"
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MANNHEIM (Germania) – Pensi a Glen Metropolit e ti viene in mente il tremendo (in senso buono) giocatore che al primo anno in Svizzera (il 2005/06) totalizzò 1,5 punti a partita con il Lugano. Pensi a Glen Metropolit e ti ricordi un...

MANNHEIM (Germania) – Pensi a Glen Metropolit e ti viene in mente il tremendo (in senso buono) giocatore che al primo anno in Svizzera (il 2005/06) totalizzò 1,5 punti a partita con il Lugano. Pensi a Glen Metropolit e ti ricordi un atleta in grado di levarsi grandi soddisfazioni sia in AHL che in NHL. Pensi a Glen Metropolit e, anche, ti viene da ammettere che l’ultima stagione tra Lugano e Berna non è stata eccelsa.
 
Tutto questo, però, è il passato. Il presente (e forse il futuro) del 40enne canadese è infatti il campionato tedesco, la DEL. L’attaccante, chiusa la propria avventura rossocrociata ha deciso si ripartire dagli Adler Mannheim…
“Che volete che vi dica – è intervenuto proprio Metropolit – penso sia l’inizio di una bella avventura. Sono davvero emozionato per la nuova squadra e la nuova Lega”.
 
L’hockey tedesco, pur se in crescita, non è al livello di quello svizzero…
“Avevo voglia di provare qualcosa di diverso. Da giocatore di hockey mi piace viaggiare, mi piace girare e così, dopo il vostro campionato, mi è parso interessante provarne un altro”.
 
Sei a Mannheim solo da qualche giorno. Ti sei già fatto una prima impressione di quel che ti aspetterà?
“Sì, certo. Il primo contatto con questa nuova realtà è stato molto buono. Mi ha impressionato il club e mi ha anche impressionato, in maniera positiva, ovviamente, la città. Poi ho un grande coach e ottimi compagni…”

Proprio l’allenatore: si pensava tu potessi accettare la corte di Huras e dell’Ingolstadt…
“E invece ho scelto Geoff Ward, coach che conosco molto bene. È canadese, come me e molto molto esperto. Sa il fatto suo e sono convinto possa aiutarci a ottenere buoni risultati”.
 
Come sei arrivato alla DEL e agli Adler Mannheim?
“Prima di accettare l’offerta del club tedesco ho approfittato dell’estate per rilassarmi e sistemare i miei affari. Mi sono allenato molto e ho provato a “liberare la mia mente”. Dopo tutto ciò, quando è arrivata la chiamata, mi sono sentito pronto”.
 
Ora, è inutile girarci intorno… la carta d’identità non mente: non sei più un ragazzino.
“Ho quarant’anni, è vero, ma non conta nulla. Il “quaranta”, in fondo, è solo un numero. Guardate Teemu Selänne: ha 44 anni e ancora va fortissimo”.
 
Quindi hai ancora almeno quattro stagioni di battaglie davanti a te…
“Io so solo che non mi sento vecchio – ha aggiunto ridendo Metropolit – Ho grande voglia di combattere. Ho grande voglia di vincere. Se sono qui è perché sono profondamente innamorato di questo sport, dell’hockey. Non vedo l’ora di ricominciare”.
 
Visti i tuoi trascorsi a Zugo e Berna, a Mannheim non avrai problemi con la lingua…
“Con il tedesco, state scherzando? In Svizzera è stata davvero dura e qui non andrà meglio. In città almeno, perché in squadra sarà facile. Il coach è canadese, il club ha molti stranieri e tanti nazionali: l’inglese, sul ghiaccio, andrà benissimo”.
 

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