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LOCARNO

15/05/2015 - 06:17

Manovre alla 007 nel Ticino di “Lo sfregio della farfalla”

Lugubri episodi di cronaca nera scuotono il tranquillo Ticino nel secondo libro della trilogia “A volo libero” di Manuela Mazzi.

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LOCARNO - Dopo aver immerso i lettori nelle atmosfere scozzesi con “Il segreto della colomba”, la scrittrice locarnese ci riporta a casa sulle ali de “Lo sfregio della farfalla”, il secondo romanzo della trilogia “A volo libero”, dal primo maggio
sugli scaffali delle librerie. La storia imbastita da Manuela ha infatti come cornice il Ticino e alcune delle sue caratteristiche bellezze. Storia, cinema, villaggi fantasma e il delicato tema dei disturbi alimentari si intrecciano per dare vita ad un poliziesco
che non mancherà di sollevare alcune domande, prima fra tutte: ogni riferimento a persone, luoghi, cose... è davvero casuale? «Ovviamente… no. Ma qui lo dico e qui lo nego, quindi: ovviamente, sì» risponde divertita l’autrice.

Sei una giornalista e visto che Un gigolò in doppiopetto affondava le radici nella realtà locale, c’è da chiedersi se alcuni dei traffici di cui parli nel libro esistano davvero in Ticino

Vi è davvero in corso una causa legale in merito a una questione trattata nel libro. Ma non è un reportage narrativo e non voglio quindi entrare troppo in materia. Ad ogni modo è vero: tendo ad avvicinarmi sempre di più a quelle che io
definisco realtà plausibili. Allo stesso tempo però “invento” molto.

Descrivi manovre piuttosto acrobatiche con l’elicottero, hai fatto davvero un volo alla 007?

No, no, mai messa nei panni di 007. Oddio, una volta ho fatto un volo fotografico a porte aperte e un pizzico di brivido l'ho provato. Ma in questo caso l'esperienza è stata vissuta realmente da un team di giapponesi, proprio come l'ho
descritta e proprio come mi è stata raccontata da un pilota di elicotteri che si è messo a disposizione per aiutarmi a capire e a ragionare come un elicotterista (più o meno) condividendo anche alcune vicende curiose. Lo stesso vale per la scena iniziale del
primo episodio. All'inizio della storia del romanzo “Il Segreto della Colomba” Chris si ritrova infatti a fare strane manovre in volo per trasportare una vacca scozzese un po’ troppo agitata…

Chi si cela dietro al personaggio di Chris?

L'aspetto e il carattere appartengono a un paio di persone di cui non posso svelare l'identità. Invece le sue capacità di pilota le deve all’aiuto che mi ha dato Igor Canepa della Swiss Helicopter.

L’universo dei disturbi alimentari è inquietante, come ti sei avvicinata al tema? Hai scoperto cose che non avresti detto possibili?

Tempo fa scrissi un approfondimento giornalistico sul tema e, sì, la scoperta di una certa mentalità inquietante legata a una propaganda assurda mi hanno certamente spronata a tornare sul tema.

Penna e fantasia arrivano là dove non ce la fa la realtà: Nuovo Grand Hotel, nostalgia del vecchio non che originale?

…oppure un suggerimento svelato? Non è l’unica struttura che faccio rinascere in questo libro. Anche la MetaMorfè è situata in un luogo al momento abbandonato del quale le leggende si stanno poco a poco impossessando, ma non possiamo dire
troppo: giusto? 

Viste le storie di fantasmi che gli aleggiano attorno sarebbe la cornice ideale per un nuovo romanzo non pensi?

Non mi tentare… Ad ogni modo avendoci fatto un servizio fotografico (parlo degli interni) direi che di materiale ne avrei a sufficienza per rendere il tutto molto verosimile. Chissà…

Sboccerà infine la storia d’amore tra il pilota e la poliziotta?

Non sei la prima persona a chiedermelo, inizio a pensare che potrei lasciar decidere al lettore. Magari lancio una sorta di sondaggio… Poi però non è detto che io scelga di fare l’esatto opposto!


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