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GERMANIA

11/07/2012 - 18:06

CS, 7000 i clienti sotto inchiesta

Il procedimento non riguarda l'istituto, sottolinea il colosso bancario





BERLINO - Il fisco della Germania ha eseguito perquisizioni presso i clienti tedeschi di Credit Suisse (CS) sospettati di evasione fiscale: secondo il quotidiano economico Handelsblatt in edicola oggi, avrebbero camuffato normali conti bancari in prodotti di assicurazione vita esenti da imposte. Il secondo gruppo bancario elvetico sottolinea che il procedimento non riguarda l'istituto ma i clienti germanici e che i prodotti bancari sono stati correttamente venduti da CS.

Secondo Handelsblatt, le persone interessate dall'inchiesta fiscale sarebbero circa 7000. Gli investigatori ritengono che i soldi sottratti all'erario, ammontino a diversi miliardi di euro, afferma il quotidiano economico. Le agenzie DPA a AFP parlano invece di un numero di clienti inferiore: attorno ai 5000.

Il giornale scrive che, "secondo persone bene informate", sarebbe stata una fuga di notizie in seno all'istituto di credito elvetico a mettere il fisco di Berlino sulla pista della frode fiscale. Credit Suisse avrebbe permesso ai clienti tedeschi di camuffare normali conti bancari in prodotti di assicurazione vita esenti da imposta. I prodotti finanziari in questione - i cosiddetti "mantelli assicurativi", noti anche come "wrapper" - sarebbero stati proposti da Credit Suisse Life, con sede nelle Bermude, dal 2004/05 al 2009. La loro commercializzazione era stata interrotta in Germania.

Il portavoce della banca Marc Dosch ha confermato all'ats che "sono state avviate indagini contro clienti tedeschi di Credit Suisse". Egli ha inoltre sottolineato che i prodotti bancari in questione sono stati venduti in modo corretto. I clienti - ha aggiunto - sono stati informati delle loro responsabilità in materia fiscale e si sono impegnati in tal senso firmando il contratto. "Abbiamo consigliato ai nostri clienti di rivolgersi a contabili per verificare la loro situazione e, se necessario, di mettersi a disposizione delle autorità" fiscali tedesche.

Dosch ha precisato che per i "mantelli assicurativi" di CS in certi casi il nome dei titolari di conto viene comunicato: infatti, su tali prodotti in caso di inchieste o di assistenza amministrativa non viene mantenuta "la massima discrezione".

La grande banca svizzera attualmente non è quindi oggetto di alcuna inchiesta, e nemmeno si aspetta di esserlo in futuro. In precedenza il CS era stato nel mirino delle autorità tedesche per un'altra questione. Lo scorso settembre l'istituto ha poi pagato 150 milioni di euro per mettere fine all'inchiesta della procura di Düsseldorf contro alcuni dipendenti della banca in Germania, sospettati di aver aiutato un migliaio di persone a frodare il fisco.

Fra Germania a Svizzera è in corso di ratifica un accordo fiscale, ma fino alla sua conclusione l'erario tedesco può sempre indagare in caso di sospette frodi fiscali. Il portavoce del ministero tedesco delle finanze, Martin Kotthaus, ha detto oggi di ritenere che "l'accordo, una volta in vigore, dovrebbe far fronte alla maggior parte dei sistemi possibili di evasione fiscale".

I "mantelli assicurativi" o "wrapper", interessanti dal punto di vista fiscale, per il diritto di molti paesi sono prodotti di investimento o di previdenza assolutamente legali. In Germania sono riconosciuti come assicurazioni vita. Anche grossi assicuratori elvetici, come Swiss Life e Baloise, offrono prodotti analoghi a quelli di CS.

Ats

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