Beni pubblici concessi a privati: «C'è margine per incassare il giusto?»

Lo chiede un'interrogazione comunale, primo firmatario Cristiano Canuti
LUGANO - A Lugano torna al centro il tema della gestione dei beni pubblici concessi o affittati a soggetti attivi a scopo di lucro. Un gruppo di consiglieri comunali (primo firmatario il rappresentante de "La Sinistra Cristiano Canuti) ha presentato un’interrogazione al Municipio chiedendo più trasparenza e una verifica complessiva delle condizioni applicate.
Il nodo è capire se esista un margine per aumentare i ricavi o garantire corrispettivi adeguati. I firmatari ricordano che, a fronte di politiche di contenimento della spesa e della riduzione di contributi a società sportive, associazioni e scuola, non emerge un’analisi organica dei beni concessi ad attività economiche.
«Ritroviamo spezzettati qua e là messaggi e cifre, ma non esiste un quadro generale», si legge nel testo, che richiama anche un tema di equità e possibili distorsioni della concorrenza. Segnalata inoltre un’occupazione degli spazi pubblici talvolta «invadente ed esagerata».
Nel dettaglio, si chiede al Municipio una stima complessiva di sussidi, agevolazioni e condoni concessi a soggetti a scopo di lucro e se vi sia margine per rivalorizzare contratti e concessioni. I firmatari - oltre a Canuti troviamo Nina Pusterla, Elena Rezzonico, Silvia Barzaghi, Edoardo Cappelletti e Jasmine Altin - domandano anche una verifica dell’adeguatezza delle tariffe previste dal Regolamento del 1989.
L’interrogazione sollecita inoltre dati dettagliati su affitti e concessioni: soggetti (o settori), attività, ubicazione, superfici, durata, importi, confronto con i valori di mercato e stima dell’eventuale “sussidio” a carico della collettività, così come i ritorni per la città. Analoga richiesta riguarda le concessioni di suolo pubblico per terrazze, mercati e attività temporanee.



