Bloccata in cima alla Calanca: «Ora vado al lavoro in elicottero»

La strada resterà chiusa almeno fino al weekend. C’è chi, per raggiungere il posto di lavoro, deve affidarsi ai voli messi a disposizione: «È diventata la prassi»
La strada resterà chiusa almeno fino al weekend. C’è chi, per raggiungere il posto di lavoro, deve affidarsi ai voli messi a disposizione: «È diventata la prassi»
ROSSA (GR) - La strada della Calanca resterà chiusa almeno sino a fine settimana, poiché le operazioni di messa in sicurezza e di sgombero sono rese complicate dalle nuove precipitazioni e dal rischio di ulteriori frane. Intanto, dopo lo smottamento dello scorso 20 agosto che ha reso inagibile il tratto tra Molina Nord e le Cave di Arvigo, c’è chi è rimasto bloccato in cima alla valle e ha dovuto riorganizzare completamente la propria quotidianità.
È il caso di una 40enne che vive a Rossa e che ora, quotidianamente, prende l’elicottero messo a disposizione dal Municipio per i cittadini. Durante la settimana si divide infatti tra Lugano e Roveredo, dove lavora al Centro CSR. «Dal momento che non è ancora certo quando riaprirà la strada – racconta – questa è diventata la prassi».
Rossa, spiega, è l’ultimo paese della valle. «Per fortuna il mio compagno ha un’altra auto, quindi da casa scendo fino ad Arvigo, dove c’è la sezione dei pompieri, e lascio lì la macchina. Prendo poi l’elicottero, scendo, recupero la mia e vado al lavoro».
Dall'alto fa davvero impressione
Un’organizzazione resa necessaria anche dal fatto che la sua vettura, il giorno della frana, era rimasta parcheggiata a Grono. «Ero al lavoro a Roveredo quando sono arrivate le prime comunicazioni. All’inizio si sapeva solo che fosse scesa una frana sulla strada, anche se in realtà si trattava di più smottamenti. Non si sapeva quanto sarebbe durata la chiusura e così abbiamo iniziato a organizzarci. Ho anche chiesto ai vicini se avessero bisogno di qualcosa, magari della spesa».
Da allora, però, sorvolando ogni giorno la zona per raggiungere il lavoro, può rendersi conto direttamente dall’alto delle dimensioni di quanto accaduto. «Quando passi con l’elicottero si vede bene la situazione e fa impressione».
L’elicottero è stato predisposto fin da subito. Per raggiungere Arvigo da Rossa impiega una decina di minuti, ma i tempi del viaggio dipendono poi da diversi fattori. «Per l’elicottero dipende da quanta gente c’è, dalle condizioni meteorologiche e dall’eventuale trasporto di materiali. Martedì mattina, per esempio, ho dovuto aspettare almeno una mezz’ora. A volte si riesce a salire subito, altre bisogna attendere».
A usufruire del servizio sono mediamente una trentina di persone. «C’è chi, come me, deve andare al lavoro, ma anche chi ha una visita dal medico o altre necessità. Non sono sempre le stesse persone».
I voli e le incognite della meteo
Salvo imprevisti, dunque, i voli iniziano attorno alle 6.15. Al ritorno, invece, il servizio è garantito nella fascia tra le 17.30 e le 19. Le indicazioni vengono trasmesse attraverso i canali WhatsApp dei Comuni e della Calanca. «Poi, naturalmente, funziona molto anche il passaparola tra conoscenti».
Il servizio, sottolinea, è riservato alle urgenze e a chi deve raggiungere il posto di lavoro. «Non è che chiunque possa decidere di farsi un giro in elicottero per trascorrere la giornata in Val Calanca».
All’inizio, ammette sorridendo, l’esperienza aveva persino qualcosa di insolito e quasi divertente. «Il primo giorno ero davvero emozionata: mi sono sentita quasi una principessa. Insomma, non capita tutti i giorni di andare al lavoro in elicottero». Con il passare dei giorni, però, subentra anche la realtà dei disagi. «A lungo andare pensi alla comodità di poter prendere la tua auto e andare dove vuoi, quando vuoi. È un’altra cosa. Però chiaramente ci si adegua. Io vivo qui da marzo e sapevo che una situazione del genere poteva accadere. È successo ad agosto e ormai ne sono consapevole».
Nonostante tutto, la 40enne sottolinea come la valle abbia saputo organizzarsi rapidamente. «Situazioni del genere possono capitare più volte, anche durante l’inverno, con piccole frane o valanghe. La valle è preparata. E i pompieri stanno facendo un lavoro davvero importante nella gestione delle persone e della situazione».






