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ROVEREDO (GR)

Operazione antidroga, a Roveredo sorgono diversi interrogativi

L'operazione, condotta simultaneamente in Francia, Italia e Svizzera, ha portato la settimana scorsa all'arresto di sette persone.
Tipress
Fonte ats
Operazione antidroga, a Roveredo sorgono diversi interrogativi
L'operazione, condotta simultaneamente in Francia, Italia e Svizzera, ha portato la settimana scorsa all'arresto di sette persone.

ROVEREDO - Quattro delle sette persone arrestate all'estero nell'ambito di un'operazione internazionale antidroga risultano domiciliate a Roveredo, in Mesolcina. Il Municipio del Comune grigionese lo ha confermato a Keystone-ATS e chiede chiarimenti al Cantone sui criteri di rilascio dei permessi di soggiorno.

L'operazione, condotta simultaneamente in Francia, Italia e Svizzera, ha portato la settimana scorsa all'arresto di sette persone sospettate di far parte di una rete di narcotraffico e riciclaggio di denaro. L'inchiesta è coordinata dalle autorità giudiziarie di Marsiglia e Napoli con il coinvolgimento del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e di diversi servizi investigativi europei.

Tra le persone coinvolte figurano un cittadino italiano di 52 anni e suo figlio di 24 anni. Il primo è stato arrestato in Francia, il secondo in Italia. Secondo quanto confermato dalle autorità comunali, entrambi risultano domiciliati a Roveredo, così come altre due persone implicate nell'inchiesta. La notizia è stata anticipata dalla RSI nei giorni scorsi.

Permesso concesso nei Grigioni - Il 52enne si era trasferito nei Grigioni nel 2021 ottenendo un permesso di dimora. In una presa di posizione, il Municipio di Roveredo afferma che il caso solleva interrogativi sui criteri con cui vengono concessi i permessi di soggiorno quando esistono precedenti penali già valutati da un altro Cantone. "Com'è possibile che una persona ritenuta troppo rischiosa per ottenere un permesso in Ticino venga invece accolta nei Grigioni?", si chiede l'esecutivo comunale.

Il Municipio chiede in particolare al Governo grigionese di chiarire quali criteri siano stati applicati nel caso specifico e di rafforzare il coordinamento con altri Cantoni, soprattutto con il Ticino. "La sicurezza dei nostri paesi non è una variabile negoziabile né un effetto collaterale della burocrazia", continua il comunicato.

Le spiegazioni dell'Ufficio della migrazione - Né la Cancelleria di Stato né il Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità hanno ricevuto al momento lo scritto. L'Ufficio retico della migrazione e del diritto civile, interpellato da Keystone-ATS, ha risposto che al momento non è possibile fornire informazioni sui procedimenti in corso.

Alla domanda su come mai il Canton Grigioni abbia rilasciato un permesso di dimora, l'Ufficio cantonale risponde che non è possibile richiedere sistematicamente gli estratti del casellario giudiziale ai cittadini dell'Unione europea. Ai richiedenti e ai loro familiari il permesso può essere limitato solo se il comportamento della persona in questione rappresenta "un pericolo reale e grave" per l'ordine pubblico.

Anche il rischio di recidiva viene valutato così come pure precedenti condanne. Secondo la giurisprudenza per negare un permesso servono dei presupposti particolarmente gravi, continua la risposta. Alla domanda se alla luce di questo caso verranno aumentati i controlli in Mesolcina, l'Ufficio della migrazione risponde che "naturalmente si terrà conto di sospetti fondati provenienti anche da segnalazioni da altri cantoni".

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