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LUGANO

Più di un festival: «Una somma di piccole cose»

Presentata l'edizione 2026 di LongLake Festival. Ernia? «La più grande sfida che abbiamo». Le polemiche su Estival Jazz? Respinte al mittente
LONGLAKE FESTIVAL
Più di un festival: «Una somma di piccole cose»
Presentata l'edizione 2026 di LongLake Festival. Ernia? «La più grande sfida che abbiamo». Le polemiche su Estival Jazz? Respinte al mittente

LUGANO - «Una somma di piccole cose» che, messe insieme, possono cambiare l'esperienza di vivere la città. Parliamo di LongLake Festival, la grande rassegna estiva che animerà Lugano dal 9 al 26 luglio. Una presentazione in grande stile, quella di lunedì 1° giugno, nel suggestivo scenario di Villa Ciani a Lugano.

Tutta la città diventa evento
A fare gli onori di casa - e a snocciolare la citazione di Niccolò Fabi, che è servita per introdurre la rassegna - è stato Claudio Chiapparino, direttore della Divisione eventi e congressi della Città di Lugano. Un festival che unisce il locale all'internazionale e «va oltre la logica del singolo weekend», con inoltre un occhio di riguardo per la sostenibilità finanziaria. Con LongLake, aggiunge Chiapparino, l'intera città diventa parte dell'evento e «dà visibilità all'intera stagione turistica».

Sarà un assaggio di un lungolago pedonale e dedicato al passeggio e agli eventi? Un sogno sicuramente lontano in questo momento, ma che Chiapparino ha lasciato sospeso nell'aria.

Le polemiche? Respinte al mittente
Come di consueto, LongLake Festival raccoglie sotto il suo cappello svariate rassegne, in grado di soddisfare i gusti delle varie categorie di pubblico. Una punta di polemica la si è trovata nelle parole di Roberto Badaracco, quando è entrato nel merito delle varie componenti della kermesse. La più longeva? Estival Jazz in programma dal 9 all'11 luglio.

Il riferimento alle polemiche di qualche settimana fa era inevitabile, a partire dall'opportunità di un cambio di nome. «Bisogna cambiare la testa, sapersi mettere sempre in gioco» sulla base della situazione finanziaria, ha ribadito Badaracco. Il nome? Resta e resterà.

Il vicesindaco rivendica la bontà del lavoro della Divisione eventi e congressi. «Non ho mai visto una città così piena di vita, di offerte» è quanto dicono i turisti che assistono agli eventi estivi, assicura Badaracco. Il rapporto tra risorse e risultati «è incredibile» al momento e, in futuro, si vorrà riproporre «la stessa qualità». Nonostante le prospettive finanziarie non siano propriamente rosee.

Estival, il presente che s'ispira al passato
Ripartiamo dal programma di Estival Jazz. «Un festival più contratto, con un biglietto per due serate su tre, per rispettare la sostenibilità» che l'organizzazione di un grande evento richiede. Si è lavorato tenendo presente quanto è stato fatto in passato, assicura Filippo Corbella. I nomi sono già stati annunciati: Hamilton De Holanda, in trio e con l'Orchestra della Svizzera italiana il 9 luglio; Antonello Venditti e il suo tour estivo il 10 luglio; Ernia, nome tra i più attesi «e la sfida più grande che abbiamo» l'11 luglio. «Un'attualità dalla quale non si può prescindere, se si vuole parlare di sostenibilità» ha aggiunto Corbella.

Il blues riconquista le piazze
C'è poi Blues to Bop, altra rassegna storica, che dal 17 al 19 luglio torna alla formula storica: un festival che torna nelle piazze (Piazza Cioccaro, Piazzetta Maraini e Piazza Manzoni), così da renderlo più accessibile, «più urbano».

Un lavoro di squadra nella composizione del programma, curato con i programmatori cittadini con l'aiuto di profondi conoscitori quali Federico Albertoni e Yari. I due portano le proprie esperienze (di vincitore e finalista dello Swiss Blues Award, tra l'altro) per integrare una line-up che pesca da artisti svizzeri e internazionali e che spazia tra puristi del genere e le derivazioni più contemporanee - fino a pescare dal latino, dallo psichedelico. LongLake «è l'evento che ha smesso di farci andare in vacanza a luglio», ha scherzato Copt. Tanti nomi, tutti molto interessanti, «un sottobosco gigantesco di grandi talenti da scoprire», ha aggiunto.

La ricerca nella cornice del Boschetto
ROAM
, dal 14 al 18 luglio, è l'appuntamento che gli appassionati di musica non devono lasciarsi sfuggire. «Non un festival in sé, ma un luogo», con una grande ricerca nelle nuove tendenze della musica alternativa, che vive nella cornice del Boschetto Ciani. «Un'esperienza d'immersione, che permette di vedere gli artisti in una dimensione quasi esclusiva».

La ricerca propone Mari Froes, Motta con il suo Piano solo, La Delio Valdez, Chiello con il suo tour estivo e Tarrus Riley feat. Dean Fraser & Black Soil. Più gli svariati opening act, che si legano all'ospite principale in una continuità di temi e mood, talvolta a tema nazionale (il Brasile nella prima serata, l'Argentina nella terza). L'esperimento è quello di proporre artisti da club in uno scenario a cielo aperto, ha sottolineato Fernando Di Cicco.

Cambiare le teste con le parole
Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti. Lo sono anche quelle al centro di Words, la fetta di eventi dedicata alla parola nelle sue varie forme. Quattro racconti, quattro protagonisti provenienti da esperienze completamente diverse, ha spiegato Claudio Chiapparino.

Un imprenditore, un hair stylist, una docente di un liceo di Losanna che ha avuto alcuni allievi coinvolti nella tragedia di Crans-Montana e una filosofa. Quattro appuntamenti per cambiare la testa degli ospiti - e con essi la città. Words non si ferma qui: c'è una contaminazione con la musica e un'altra con la messa in scena teatrale.

Per i più piccoli (e non solo)
Per l'intera durata di LongLake Festival si svolgeranno poi Family, la rassegna pensata per i più piccoli. Tanjia Milosevic ha sottolineato l'impegno esteso nel tempo della programmazione, tramite il consueto Villaggio Family in zona Palazzo dei Congressi. Moltissimi gli spettacoli, i laboratori, gli eventi interattivi e l'inclusione dei piccoli partecipanti in svariate attività.

Una nuova opera per Lugano
Lo stesso vale per Arte Urbana, che ogni anno arricchisce Lugano con opere di artisti locali e/o internazionali. Niente murales quest'oggi, ma un'installazione di un artista locale, il locarnese Elia Varini, che si potrà ammirare in zona Darsena.

Sarà un quadrato di 3,5 metri, con cui il pubblico potrà interagire «alla ricerca di un luogo introspettivo nel caos del Festival» ha spiegato la programmatrice Valeria Donnarumma. Tornano poi i tour tra le vie cittadine alla ricerca degli interventi di arte urbana, non solo legata alla street art.

Il giocoso abbraccio
In chiusura, come da tradizione, ci sarà l'energia istrionica di Buskers. Dal 22 al 26 luglio arriverà «un abbraccio collettivo», ha affermato Ilenia Ricci, fatto di musicisti, artisti di strada, giocolieri, circensi. "Mi piace stare insieme a te" è il tema dell'edizione 2026 «ed è il senso profondo del Buskers», evento giunto alla 18esima edizione e che conta circa 40 artiste e artisti, in un percorso tra continue scoperte nelle varie location cittadine. Giusto qualche nome: Amy True, Barrio Colette, Camilla Sparksss, Obayà Batucada...

C'è poi una sezione Off, curata da associazioni ed enti locali. Le location sono quelle di LongLake, ma gli organizzatori sono diversi. Si va dall'escape room educativa alla Milonga, dal mercatino alla possibilità di pattinare sul lungolago con i rollerblade. Il programma di LongLake Festival è consultabile a questo indirizzo.

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