Una marcia a sostegno dell'ex-moglie di Philipp Plein e della sua battaglia per la custodia dei figli

Si terrà proprio questo venerdì 22 maggio a Lugano, con partenza da Villa Saroli, passando davanti al tribunale e terminando di fronte alla sede dell’azienda. «Sarà assolutamente pacifica», assicura l’organizzazione.
LUGANO - Ha fatto parlare di sé (un po') Oltregottardo, Oltremanica e sui social network ma quasi per niente in Ticino, la querelle sulla custodia dei figli tra l'imprenditore e stilista Philipp Plein e l'ex moglie Lucia Katherine Bartoli.
Al momento fra i due è in corso un procedimento legale e - sempre attualmente - la custodia dei due figli maschi è stata affidata in via esclusiva a Plein. La donna, nel frattempo, ha costantemente denunciato sia le possibili ripercussioni negative sulla salute mentale dei figli, sia l'estrema rigidità dimostrata dalle istituzioni ticinesi.
A corroborare la posizione di Bartoli si sono mobilitati in molti sui social network, con appelli video realizzati da amici, ma anche da influencer e microblogger che hanno analizzato in lungo e in largo la diatriba dal punto di vista legale e non solo. Per sostenerla è stata anche istituita una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe e una raccolta firme su Change.org.
Si terrà oggi (22 maggio) attorno alle 12:30 a Lugano un «ritrovo pacifico di madri e simpatizzanti, per sostenere la mamma britannica Lucia Bartoli nella sua battaglia legale di alto profilo per la custodia dei figli», cita la nota diffusa ai media.
La processione silenziosa partirà da Villa Saroli con una preghiera, passando davanti alla Pretura (Via Emilio Bossi) e infine alla sede di Philip Plein dove simbolicamente verranno lasciati volare in cielo palloncini bianchi a forma di cuore.
«Si tratta di un raduno dichiaratamente pacifico e non aggressivo, verrà portato avanti con i più alti standard di rispetto, dignità e legalità», ribadiscono gli organizzatori, che confermano come «l'obiettivo sia quello di sostenere i diritti dei figli a mantenere relazioni salutari con i propri parenti, così come portare attenzione sulle grandi sfide sistemiche che i genitori, e soprattutto le madri, affrontano nelle dispute internazionali sulla custodia».



