«Il Ticino dà molto alle FFS e riceve in cambio riduzioni di servizio e di personale»

Il responso dell'assemblea popolare, tenutasi lunedì sera a Chiasso e che fa seguito alle decisioni su FFS Cargo. A giugno prevista una manifestazione.
Il responso dell'assemblea popolare, tenutasi lunedì sera a Chiasso e che fa seguito alle decisioni su FFS Cargo. A giugno prevista una manifestazione.
CHIASSO - Già pianificata e agguerrita nei toni, ben prima che le FFS rivelassero i loro piani per il settore Cargo in Ticino (e in Svizzera) in relazione alla riforma prevista per il Traffico a carri isolati (TCI), l'assemblea popolare, del Comitato No allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino organizzata dalle parti sociali e tenutasi proprio in quel di Chiasso martedì sera, ha ribadito una forte preoccupazione.
Le novità presentate martedì mattina dalle Ferrovie si tradurranno, in pratica, con «l’abbandono del deposito macchinisti a Chiasso e di altri punti nel Mendrisiotto (Mendrisio, Balerna, Maroggia), dove sono impiegate appunto 40 persone, che verranno trasferite in altri luoghi di lavoro presso FFS Cargo oppure alle quali verrà offerto un altro ruolo all’interno delle FFS, in una società affiliata (in Ticino, si parla di TILO, ndr.) oppure un riorientamento professionale».
Secondo l'assemblea, riunitasi presso il Cinema Teatro: «Si tratta delle classiche espressioni utilizzate per indicare la dismissione di un servizio e l’imposizione di cambiamenti di sede o di ruolo per i lavoratori».
A pagare pegno non sono solo i lavoratori toccati, ma tutto il territorio: «Il piano delle FFS è chiaro: ridurre il Ticino a un corridoio di transito, con conseguente perdita di posti di lavoro qualificati e di prospettive di carriera per i giovani. Il Mendrisiotto è la regione maggiormente penalizzata e questa riorganizzazione avrà inevitabilmente un impatto anche sul traffico pesante, andando a gravare ulteriormente su una regione già fortemente confrontata con tale problematica», afferma il comizio.
«Le FFS sono rimaste sorde agli appelli della popolazione, del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato e proseguono nella loro politica, che penalizza fortemente il Ticino. Oggi la grande maggioranza del personale delle FFS è occupato nel mantenimento della linea, mentre i settori chiave vengono centralizzati e trasferiti nella Svizzera tedesca. Il Ticino dà molto alle FFS e riceve in cambio riduzioni di servizio e di personale», aggiunge.
Ti-Press / Benedetto GalliDa sinistra verso destra Matteo Pronzini (deputato MPS) , Elia Agostinetti (del Sindacato SEV) e Luca Benato (Vice Presidente VSLF, Sindacato dei macchinisti)Da cui le rivendicazioni
- Il mantenimento di tutti i posti di lavoro attualmente esistenti / nessuna soppressione di posti di lavoro;
- L’assenza di cambiamenti di statuto per il personale di locomotiva di FFS Cargo che possano comportare riduzioni salariali o demansionamenti;
- L’insediamento e la creazione in Ticino di nuovi servizi e posti di lavoro FFS in settori chiave;
- L’attivazione di misure concrete e di meccanismi efficaci volti a dare attuazione al dettato costituzionale relativo al trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia.
- L’adeguamento della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP)
- D’instaurare un obiettivo di trasferimento per il traffico merci interno alla Svizzera
E una richiesta alla Deputazione ticinese alle Camere federali, al Consiglio di Stato e alle autorità comunali: «un impegno attivo e determinato, al fianco del Comitato, nel sostenere e portare avanti queste rivendicazioni».
È inoltre prevista l'organizzazione di una manifestazione popolare, sempre a Chiasso, per il primo fine settimana di giugno.






