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Anche un ticinese arrestato sulle imbarcazioni abbordate dai soldati israeliani

Il giovane è Anek Liam Speranza, attivista partito un mese fa per portare aiuti umanitari a Gaza. Il suo videomessaggio prima di gettare il telefono in mare: «Fermate la macchina da guerra. Palestina libera!»
Anche un ticinese arrestato sulle imbarcazioni abbordate dai soldati israeliani
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Anche un ticinese arrestato sulle imbarcazioni abbordate dai soldati israeliani
Il giovane è Anek Liam Speranza, attivista partito un mese fa per portare aiuti umanitari a Gaza. Il suo videomessaggio prima di gettare il telefono in mare: «Fermate la macchina da guerra. Palestina libera!»

C’erano anche tre cittadini svizzeri, tra cui un ragazzo ticinese, a bordo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso la Striscia di Gaza, abbordate da soldati dell’Idf nelle acque di Cipro.

Secondo una fonte vicina alla Global Sumud Flotilla Svizzera, il giovane è Anek Liam Speranza, attivista partito un mese fa per portare aiuti umanitari a Gaza.

Lo stesso, ci viene spiegato, sarebbe stato «posto sotto sequestro dalle forze di occupazione israeliane». Un video, pubblicato su Instagram, mostra il giovane mentre registra un videomessaggio poco prima dell’abbordaggio da parte del commando della marina militare israeliana: «Sono Anek Liam Speranza e vengo dalla Svizzera. Se vedete questo video è perché sono stato rapito dalle forze d’occupazione israeliane in acque internazionali», spiega. «Il mio rapimento mostra ancora una volta fino a dove si spingono il regime israeliano e i suoi complici per continuare l’assedio e il genocidio del popolo palestinese. Chiedo al governo svizzero di interrompere la sua complicità con il genocidio israeliano e di fare tutto il possibile per riportarmi a casa. Fermate la macchina da guerra. Palestina libera!», conclude Anek nel filmato.

Come conferma la fonte, sono state intercettate una quindicina di imbarcazioni, tra queste la "Zio Faster", sulla quale viaggiavano i tre svizzeri, compreso Anek. «Quello che sappiamo al momento è che sono stati portati via e probabilmente saranno trasferiti in Israele», ci viene spiegato.

Il video messaggio, precisa la fonte, «è stato registrato e inviato poco prima dell’abbordaggio per ragioni di sicurezza». I cellulari, infatti, sono stati gettati in mare «come da protocollo» prima che potessero finire nelle mani dei soldati dell’Idf. «Ci si libera di tutti gli effetti personali che possono contenere informazioni che potrebbero metterli in pericolo».

Le comunicazioni parlano di intercettazioni avvenute a circa 250 miglia nautiche da Gaza (circa 463 km). Il team legale della Global Sumud Flotilla Svizzera sta ora seguendo la situazione attraverso canali diplomatici, consolari e giuridici per confermare lo stato di salute delle persone coinvolte e capire dove verranno condotte. C’è infatti la preoccupazione che possano essere trasferite nelle carceri israeliane.

Tutti e tre i cittadini svizzeri viaggiavano sulla barca numero 48 SHATILA (Zio Faster), la cui rotta è visibile sul tracker: https://globalsumudflotilla.org/tracker/

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