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“Nessuna tratta dei calciatori. Favoriamo i nostri ragazzi”

Dal Raggruppamento Chiasso si respingono le accuse degli allenatori di confine
Ti-Press/Gabriele Putzu
“Nessuna tratta dei calciatori. Favoriamo i nostri ragazzi”
Dal Raggruppamento Chiasso si respingono le accuse degli allenatori di confine
CHIASSO - Le lamentele degli allenatori di confine pubblicate dal Corriere della Sera stanno facendo discutere in Ticino. “I giovani calciatori vengono nel nostro Cantone da sempre, perché apprezzano le nostre strutture, non perché...

CHIASSO - Le lamentele degli allenatori di confine pubblicate dal Corriere della Sera stanno facendo discutere in Ticino. “I giovani calciatori vengono nel nostro Cantone da sempre, perché apprezzano le nostre strutture, non perché vengono pagati o per altri motivi. Non è vero che ricevono gettoni”, questa è la risposta di Michele Pavan, presidente del raggruppamento Chiasso. “I rapporti a cavallo del confine sono ottimi, vengono organizzati tornei e confronti. Non esiste la tratta dei calciatori”.

Le società ticinesi, soprattutto quelle più prestigiose, sono sollecitate da decine di telefonate e email con le quali i genitori chiedono di fare provini ai propri figli. La questione, però, va valutata su più fronti, anche perché per ogni ragazzino ticinese iscritto i club ricevono dei contributi da Gioventù e Sport. “Noi abbiamo scelto di porre un tetto al numero di bambini italiani o stranieri - siamo nell’ordine del 10/15% - non tanto per una questione economica, ma etica. Vogliamo favorire i nostri ragazzi. Siamo dei formatori e vogliamo concentrarci sui nostri bambini, che in futuro magari rimarranno nelle nostre strutture e campionati, anche come allenatori, accompagnatori o arbitri”, ha concluso Pavan.

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