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29/05/2012 - 15:52

Mense, il DECS getta la spugna

Dopo le polemiche e l'opposizione di un'ampia fetta dei genitori delle due scuole coinvolte nella sperimentazione, il Dipartimento dell'Educazione e della Cultura rinvia il progetto per introdurre la mensa generalizzata a tutti gli allievi





BELLINZONA - Il Dipartimento dell'Educazione, della Cultura e dello Sport ha gettato la spugna. La sperimentazione prevista a Cadenazzo e Cevio per introdurre una mensa generalizzata non sarà introdotta con l'anno scolastico 2012/2013.

Tuttavia il responsabile del Dipartimento, Manuele Bertoli, non demorde e riproporrà la sperimentazione alle direzioni delle due scuole, ai Comuni interessati e ai genitori attraverso l'approfondimento della tematica.

Una problematica, quella della necessità di erogare il servizio mensa agli allievi delle scuole medie sempre più attuale. Se si pensa che nel giro degli ultimi vent'anni il numero di pasti consumati (dal 1990 al 2010) è triplicato è ovvia l'esigenza del Cantone di agire di conseguenza, attraverso la sperimentazione di nuove vie e il potenziamento del servizio. I genitori che lavorano sono in costante aumento e il trasporto degli scuolabus diventa sempre più caro. Se si pensa che con la decisione della Confederazione di rendere obbligatorie le cinture di sicurezza per ogni passeggero trasportato i costi per il trasporto scuolabus sono aumentati a tal punto che per il trasporto per ognuno dei 5970 allievi ci vogliono 1.695 franchi a testa, ci si può rendere conto della delicatezza della problematica.

Il DECS ha pensato così di potenziare la ristorazione scolastica e tagliare i costi sul trasporto.

In particolare il Cantone, per quanto riguarda la gestione del tempo della pausa di mezzogiorno, punterà nel suo lavoro di studio per risolvere la problematica su questi quattro punti:

1) la questione delle figure chiamate a sorvegliare gli allievi (docenti e/o altre figure professionali, spazio per il volontariato ecc.);

2)la questione di che tipo di attività e di spazio libero offrire ai ragazzi in questo lasso di tempo prima e dopo il momento del pranzo;

3)la questione del costo della refezione per le famiglie con redditi modesti e/o con più figli contemporaneamente a scuola;

4) la questione della durata complessiva della pausa di mezzogiorno, oggi mediamente di oltre 1 ora e mezza, per conciliare le esigenze di chi rientra per il pranzo a domicilio e di coloro che usufruiscono della refezione scolastica.

"Per ragioni di razionalità, di scelta ambientale ed organizzative - si legge sul documento consegnato alla stampa - il DECS ritiene che in futuro, compatibilmente l’aumento del numero di allievi che si fermeranno a mezzogiorno presso il ristorante scolastico, si porrà la questione del mantenimento della capillarità attuale dei trasporti speciali. La situazione sarà diversificata sul territorio, ma non eludibile.

1) servire il più possibile le scuole medie con linee del trasporto pubblico ordinario, un’operazione già in atto da tempo in collaborazione con il Dipartimento del territorio che potrebbe ridurre il numero di corse speciali a favore di un aumento dei ragazzi che riceveranno l’abbonamento per i trasporti pubblici adatto alla loro situazione. Parallelamente sarà valutata l’implicazione di un possibile non rientro a casa sul mezzogiorno degli allievi per quanto riguarda la sostenibilità del trasporto di linea;

2) definire una durata massima del trasporto speciale ammissibile sul mezzogiorno, al di là della quale esso diviene poco opportuno considerato il lungo tempo passato sul bus a fronte di quello scarso passato effettivamente a casa;

3) concordare con le direzioni delle varie scuole, considerata la situazione sede per sede e tenuto conto della quota di allievi che si fermano al ristorante scolastico e delle osservazioni delle famiglie, una riduzione e/o un abbandono dei trasporti speciali a fronte di una disponibilità adeguata di PR. Gli importanti oneri generati dai trasporti speciali potranno così essere reinvestiti in un servizio di qualità per tutti, cosa che avrà anche per effetto la possibilità di ridefinire i tempi della pausa pranzo.

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ULTIMO COMMENTO
malatempora - 30 Maggio 2012 alle 18:38
Anche se sono sovvenzionate dallo stato non cambia nulla, anzi. I privilegi di pochi sono pagati da tutti (e non solo dagli utenti di una data azienda di trasporto). Peggio ancora se si tratta di soldi pubblici, visto che in questo caso pochi tengono in scacco ed impongono il loro volere allo stato, che non può nemmeno decidere autonomamente come destinarli.

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