Valascia piena e Pelletier in panca: l'Ambrì guarda a un futuro ricco e luminoso

I "tutto esaurito" potrebbero regalare serenità economica e intraprendenza al club. E se hanno offerto un rinnovo a Constantine… Serge può stare tranquillo
AMBRÌ – Piena. Stracolma. Esaurita. Zeppa. Traboccante. Così è stata la Valascia nelle ultimissime partite dell’Ambrì. I fenomenali risultati messi insieme dal gruppo biancoblù hanno infatti reso ancor più caldo, interessato e appassionato il tifo. E i supporter, anche quelli abituati ad andare alla pista di rado, si sono presentati numerosi ai cancelli.
L’affluenza record non aiuta solo la squadra, impegnata sul ghiaccio, ma anche la società, la quale sta vedendo riempirsi le casse di guadagni insperati. Ogni contesa “regala” centinaia di migliaia di franchi più dell’anno passato e questo non può che essere positivo per il presente e futuro dei leventinesi.
Questo nuovo e stuzzicante trend potrebbe spingere il club a fare scelte, in sede di mercato, fino a qualche settimana fa improponibili? Lo abbiamo chiesto a Filippo Lombardi il quale, come il solito, ha preferito tenere i piedi ben piantati per terra…
“È chiaro che con l’aumento del numero di tifosi presenti alla Valascia anche gli introiti sono cresciuti – ha ammesso il numero uno dei sopracenerini – prima di pensare a come spendere dei soldi si deve, in ogni caso, essere sicuri di averli. Mi spiego: questo, potrebbe anche essere solo un momento. Noi abbiamo buona memoria e sappiamo che, da gennaio a marzo, c’è sempre un calo di spettatori. Quindi alla fine l’aumento di incassi potrebbe essere relativo”.
Il surplus rispetto alle passate stagioni è, a parer nostro, evidente.
“Non so dove possiate vedere il surplus. Ricordatevi che veniamo da anni difficili”.
Mettiamola così: continuando di questo passo l’Ambrì potrebbe chiudere l’esercizio con molte più entrate rispetto al passato. Non sarebbe sensato pensare di reinvestire parte di quei quattrini per fornire a coach Pelletier una squadra sempre più competitiva? L’equazione più vittorie uguale a più spettatori è sempre esatta.
“Ma non è detto che spendendo tanto si riesca a vincere. Guardate a quel che sta succedendo ora: la squadra di quest’anno è costata molto meno di quelle del passato. Eppure sta facendo benissimo”.
Vero, ma potrebbe essere un piacevole caso: d’altronde proprio i dirigenti, a inizio avventura, si sono affrettati a specificare che un buon risultato sarebbe stato il raggiungimento di un ottavo-nono posto.
“Diciamo allora che è presto per pensare a come reinvestire le entrate di questi mesi. Una strategia economica a medio-lungo termine sarà studiata e decisa tra un po’. Non prima di gennaio-febbraio”.
Quando si avrà qualche certezza in più.
“Quando sapremo se la squadra riuscirà a continuare a far bene. Se i tifosi continueranno a riempire la Valascia. Quando avremo insomma più chiaro l’effettivo valore delle nostre entrate”.
A quel punto però, magari, sarà già tardi per fare mercato.
“Non quello degli stranieri. Questo tipo di giocatori sono infatti “disponibili” per molto tempo. Cominciare a cercarli dall’anno nuovo non sarà certo un problema”.
Il problema riguarderà magari gli svizzeri…
“Vero. Per loro dovremo attivarci prima. Nelle prossime settimane, dovremo già capire in quale direzione muoverci”.
Prima di iniziare a disegnare la squadra che verrà, servirà nominare un buon architetto. Come Pelletier, magari. In passato lei fu frettoloso nel prolungare il contratto a Constantine. Forse ora è giunto il momento di confermare l’attuale coach.
“Ne stiamo discutendo, ci stiamo confrontando. Non ci siamo dati una scadenza ravvicinata ma è certo che ci stiamo pensando. Entrambe le parti hanno voglia e intenzione di continuare il rapporto. Penso che si possa sperare in una positiva chiusura della trattativa”.
In tempi brevi?
“Magari non a giorni. Ma di sicuro presto. Prima di cominciare a fare mercato per gli svizzeri”.



