Hospita, Pronzini sbotta in Gran Consiglio: «Qui abbiamo tutti gli stessi diritti!»

Il deputato dell'MPS accusa la Commissione parlamentare d’inchiesta di scarsa trasparenza e chiede chiarimenti sulle garanzie di difesa.
BELLINZONA - È un Matteo Pronzini al fulmicotone quello che ha aperto la prima seduta del Gran Consiglio dopo la pausa estiva. Nel mirino del deputato MPS è finita ancora una volta la Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) sul caso Hospita, alla quale contesta modalità e garanzie di funzionamento.
«Io intervengo oralmente perché l'ultima volta che vi abbiamo scritto sulla CPI le cose si sono trascinate per mesi», ha esordito Pronzini, rivolgendosi all’Ufficio presidenziale e alla Commissione.
Il deputato ha quindi sollevato un interrogativo sulla denuncia penale presentata dalla CPI nei confronti di una persona ascoltata dalla Commissione. «Come giustamente avviene, i lavori della Commissione sono coperti dal segreto d'ufficio accresciuto, anche per quanto concerne gli incontri e le audizioni organizzate dalla CPI. Io volevo chiedere come mai la signora Sabrina Aldi è stata sentita dalla vostra Commissione, ha raccolto delle informazioni che ha comunicato a Claudio Camponovo e poi sporto denuncia penale in base a queste informazioni. La CPI, dopo 15 giorni dalla denuncia, ha a sua volta inoltrato denuncia».
Alla domanda della presidente sullo scopo del suo intervento, Pronzini si è infervorato: «Sono qui dal 2011, so come funziona. Quello che sto dicendo porta a una richiesta da parte mia, è chiaro. Forse bisogna iniziare a capire che qui abbiamo tutti gli stessi diritti e non è perché qualcuno qui alza la voce che questi ci devono essere negati».
Poi il punto centrale. Pronzini ha richiamato l’articolo 43 della Legge sul Gran Consiglio, secondo cui ogni persona sentita ha diritto, qualora la CPI accerti elementi a suo carico, di esserne informata e di proporre le proprie osservazioni. «Volevo sapere se questa persona che è stata denunciata abbia avuto, da parte della Commissione, la possibilità di esprimersi».
Infine la richiesta: nessuna sospensione immediata dei lavori, ma una risposta entro la fine della sessione. «Credo sia una situazione grave e, senza voler far di tutta l'erba un fascio, credo che quando lei prima giustamente parlava di fiducia nei confronti delle istituzioni (il riferimento va al discorso di apertura di Daria Lepori che ha richiamato alla responsabilità e alla serietà delle istituzioni), cose del genere non fanno che minarla».
L’intervento arriva dopo il rifiuto di Pronzini e del collega MPS Giuseppe Sergi di partecipare all’audizione davanti alla CPI. I due contestano infatti l’indipendenza e l’imparzialità dell’attuale composizione della Commissione, richiamando i rapporti professionali o istituzionali avuti in passato da alcuni commissari ed esperti con persone coinvolte nel caso Hospita. Riserve già espresse nei mesi scorsi e che l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, in giugno, non aveva ritenuto sufficienti per modificare la composizione della CPI.



