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Tassa sulla salute, c'è la data: «Operativa entro settembre»

A dirlo è l'assessore lombardo. La misura punta a trattenere il personale sanitario nelle zone di confine italiane, tra critiche, ricorsi sindacali e ipotesi di blocco dei ristorni.
Tassa sulla salute, c'è la data: «Operativa entro settembre»
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Tassa sulla salute, c'è la data: «Operativa entro settembre»
A dirlo è l'assessore lombardo. La misura punta a trattenere il personale sanitario nelle zone di confine italiane, tra critiche, ricorsi sindacali e ipotesi di blocco dei ristorni.

BELLINZONA / MILANO - «L'obiettivo? Attuarla entro settembre».

A dirlo è l'assessore lombardo Massimo Sertori nel corso dell'audizione in VIII Commissione del Consiglio regionale. Il riferimento è alla tassa sulla salute, «la normativa per aumentare lo stipendio a medici e infermieri che lavorano nelle zone al confine con la Svizzera». La misura, lo ricordiamo, è stata fortemente criticata da entrambi i lati del confine. Tanto che si è arrivato a paventare un possibile blocco dei ristorni. I sindacati invece hanno annunciato un ricorso legale.

Per Sertori «si tratta di una misura importante, in applicazione di una legge dello Stato, che ha la finalità di trattenere sul nostro territorio gli operatori sanitari», scongiurandone il trasferimento in Ticino.

Sertori ha sottolineato come l'incentivo a medici e infermieri che operano nei presidi sanitari vicini al confine svizzero sia previsto dalla legge statale 213 del 2023, con la quale si stabilisce la possibilità di «incrementare del 20% il loro stipendio», cioè circa 10'000 euro lordi annui per i medici e circa 5'400 euro lordi annui per gli infermieri.

«La legge dello Stato - ha proseguito Sertori - prevede che le risorse si ottengano con un contributo dal 3% al 6% dello stipendio netto versato dai vecchi frontalieri. La Lombardia ha optato per la soglia minima del 3%: in sostanza, a fronte di 4.000 euro netti di stipendio mensile il versamento sarà di 120 euro al mese; fondi che serviranno per garantire e rafforzare la sanità nelle aree di confine, dunque a beneficio degli stessi frontalieri e delle loro famiglie».

Nel corso dell'audizione, Mario Melazzini, direttore generale del Welfare di Regione Lombardia, ha stimato che gli operatori sanitari interessati dell'aumento di stipendio saranno circa 7'000, per un investimento di circa 45 milioni di euro.

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