«Il progetto per Capo San Martino? Un regalo da decine di milioni di franchi»

In un'interpellanza Sara Beretta Piccoli esprime timori su vantaggi milionari per privati e scarsa trasparenza.
In un'interpellanza Sara Beretta Piccoli esprime timori su vantaggi milionari per privati e scarsa trasparenza.
LUGANO - «Un vantaggio economico ingente per un privato da decine di milioni di franchi». È con queste parole che Sara Beretta Piccoli (PVL) definisce il progetto per la realizzazione di un albergo di lusso a Capo San Martino e il sostegno che starebbe ricevendo dal Municipio di Lugano. «Sono favorevole agli investimenti – scrive nell’interpellanza depositata – ma solo a condizione che vi sia piena trasparenza e che i benefici vengano distribuiti in modo equo, e non riservati a pochi». Secondo quanto riportato dalla stampa, aggiunge, il promotore avrebbe inoltre stipulato un diritto di compera per «l’immobile in questione».
Il progetto coinvolgerebbe diverse particelle «(271, 328, 339, 340 e 344), attualmente di proprietà di diversi soggetti, tra cui la Città di Lugano». Si tratta, precisa, di terreni solo in parte edificabili, mentre «la maggior parte di esse è soggetta a vincoli, che ne limitano l’utilizzo e ne disciplinano la destinazione d’uso». Una situazione che suscita «preoccupazione».
Una concessione non da poco - Secondo Beretta Piccoli, infatti, «a seguito delle modifiche che saranno proposte al Piano regolatore (PR) – e che, in condizioni ordinarie, non sarebbero concesse – la città possa trovarsi nella situazione di alienare terreni pubblici a un prezzo significativamente inferiore al loro valore di mercato, concentrando i benefici di tale operazione nelle mani di pochi soggetti privati». La criticità principale, sottolinea, è legata al fatto che «l’area destinata alla realizzazione dell’hotel si trova attualmente in buona parte nella proprietà della Città e, secondo l’attuale PR, è classificata come non edificabile».
La conversione in zona edificabile comporterebbe «un sensibile aumento del valore dei terreni», che passerebbero «da essere zona boschiva o di interesse pubblico a terreno privato in una posizione strategica sul lago su cui sarebbe possibile edificare strutture di lusso di più piani». In questo scenario, avverte, «sarebbe grave se i terreni in questione venissero venduti a un privato al loro valore attuale, molto basso, per poi vedere il loro valore immobiliare crescere vertiginosamente una volta resi maggiormente edificabili».
Un vantaggio economico - In sintesi, «qualora la città decidesse di vendere i terreni in questione», si configurerebbe un vantaggio economico «superiore ai 50 milioni di franchi». Un beneficio che, secondo Beretta Piccoli, «non sarebbe compensato se non in minima parte da potenziali benefici per la cittadinanza quali l’accesso a determinate aree o un contributo alla realizzazione di un’ipotetica ciclopista».
Infine, il progetto «si collocherebbe in una zona sensibile sotto il profilo paesaggistico e storico, oltre che complessa a livello di PR, poiché include aree attualmente classificate come bosco e/o di interesse pubblico: potrebbe comportare la necessità di compensare con dezonamenti altrove». Per questo, conclude, «prima di procedere con iniziative poco trasparenti, è fondamentale chiarire come tali modifiche possano essere gestite a livello pianificatorio, per garantire che ogni passo sia compatibile con gli interessi pubblici e con un’adeguata pianificazione territoriale».
● Quali terreni, tra quelli elencati nel presente testo, sono di proprietà del Comune?
● Il diritto di compera del promotore del progetto, citato in più articoli di giornale, riguarda anche terreni di proprietà della città? Se sì, quali?
● Vista l’estensione del progetto, come si pensa di rendere edificabile il terreno, che attualmente parrebbe in gran misura non esserlo?
● In caso di estensione delle zone edificabili, sarà necessario reperire terreni da dezonare come compenso?
● In caso di riduzioni dell’area boschiva, sarà necessario compensarle con aumenti altrove?
● Il Municipio sta già allestendo una variante di PR sulla base del progetto? In caso affermativo, quali sarebbero le tempistiche?
● Nell’ambito del progetto, la città ha intenzione di vendere dei terreni di proprietà della città?
● La città intende vendere i terreni prima o dopo la modifica di PR necessaria alla realizzazione del progetto? E quando intenderebbe fissare il prezzo della transazione?
● Nel caso in cui la città intendesse vendere dei terreni prima della modifica di PR, il Municipio non ritiene che si tratti di una svendita, dato che questo prezzo sarebbe inevitabilmente molto più basso di quello che si potrebbe esigere per un terreno pienamente edificabile?




