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LUGANO

«Quel pugno avrebbe potuto prenderlo la mia ragazza»

Le parole di Colin Suter, il giovane finito in cure intense dopo un'aggressione rimediata uscendo da una discoteca lo scorso weekend. Ecco la "sua verità".
«Quel pugno avrebbe potuto prenderlo la mia ragazza»
Ti-Press (immagine simbolica)
«Quel pugno avrebbe potuto prenderlo la mia ragazza»
Le parole di Colin Suter, il giovane finito in cure intense dopo un'aggressione rimediata uscendo da una discoteca lo scorso weekend. Ecco la "sua verità".

LUGANO - «Sapete qual è la cosa che più mi turba in questo momento? Che quel pugno in faccia se lo sarebbe potuto prendere la mia ragazza che in quel momento era con me. Per pura casualità l'ho preso io».

La voce è quella di Colin Suter, il 19enne che lo scorso weekend è finito in cure intense dopo essere stato aggredito da uno sconosciuto presso una discoteca di Lugano. Le sue condizioni di salute stanno migliorando. Ma, parole sue, di quei minuti drammatici non ricorda «praticamente più nulla».

Sulla vicenda circolano varie versioni dei fatti. Il 19enne ha accettato di raccontare la "sua verità" a tio.ch.

Black out
Sono circa le tre della notte tra venerdì 16 e sabato 17 ottobre quando Colin sta uscendo dal locale. «Involontariamente ho urtato un altro giovane. Al momento non so ancora se si tratta dello stesso che mi ha colpito». Sta di fatto che nel giro di pochi secondi un 23enne portoghese residente all'estero gli sferra un pugno in volto. Colin finisce per sbattere la testa su uno scalino.

«Proprio quella violenta botta mi ha causato diversi traumi al cranio – sospira il 19enne, che abita nella regione –. I medici sostengono che il mio black out sia normale. So cosa è accaduto in quei minuti, prima e dopo, grazie ai racconti di chi era con me. È una sensazione strana».

«Ho rischiato grosso»
Il giovane presto dovrebbe potere lasciare l'ospedale Civico di Lugano e fare rientro a casa.

«Questa esperienza mi ha segnato profondamente. E ha fatto preoccupare tanto la mia famiglia. Ho rischiato grosso e ne sono consapevole. Tuttavia non penso che avrò paura a uscire in futuro. Quelli della mia generazione purtroppo sanno cosa significa girare per certi locali alla sera. Ti puoi imbattere in persone come quella che ho incontrato io. E la cosa più preoccupante è il fatto che questa gente non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno le donne sono al riparo purtroppo. Questo mi amareggia, sono una persona che è stata educata con determinati valori».

«Non ha senso»
Il 23enne che ha aggredito Colin è stato fermato dalla polizia subito dopo i fatti. Nel frattempo è stato anche denunciato dalla famiglia Suter. Sulla questione è stata aperta un'inchiesta. L'ipotesi di reato nei confronti del 23enne, lo rammentiamo, è di lesioni gravi, subordinatamente lesioni semplici.

«Non l'avevo mai visto prima – ribadisce Colin Suter –. Uno esce alla sera e finisce all'ospedale in cure intense senza un motivo. Non ha senso. C'è da fare una riflessione».

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