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BELLINZONA

«Il municipio parli con noi»

La Task Force Castelli si propone come interlocutore istituzionale dopo la vittoria referendaria del 27 settembre. Martignoni Polti: «Chi non crede nel nuovo corso si faccia da parte».
«Il municipio parli con noi»
Ti-Press (Samuel Golay)
Da sinistra: Michela Christen, Paolo Balzari, Brenno Martignoni Polti, Tuto Rossi e Adam Barbato Shoufani
«Il municipio parli con noi»
La Task Force Castelli si propone come interlocutore istituzionale dopo la vittoria referendaria del 27 settembre. Martignoni Polti: «Chi non crede nel nuovo corso si faccia da parte».

BELLINZONA - Il voto popolare non deve restare lettera morta. È il messaggio lanciato dalla "Task Force Castelli", presentata oggi in conferenza stampa dai promotori del referendum che il 27 settembre ha bocciato il progetto di valorizzazione della Fortezza di Bellinzona. Il comitato vuole ora sedersi al tavolo con il Municipio e partecipare alla definizione del futuro dei Castelli.

«La votazione popolare è stata un punto di partenza, non di arrivo», sottolinea Brenno Martignoni Polti, ex sindaco di Bellinzona e fondatore del Noce. L'obiettivo, spiega, è passare dalla fase referendaria a quella operativa, con proposte concrete per un progetto che segni una discontinuità rispetto al percorso precedente. Presenti alla conferenza stampa anche Michela Christen e Paolo Balzari (Il Noce), Tuto Rossi (Udc) e Adam Barbato Shoufani (Pc)

La Task Force intende inoltre rappresentare i quasi 7'000 cittadini che hanno sostenuto il referendum. «Non siamo soltanto tre o quattro persone, ma rappresentiamo quelle settemila persone che hanno votato a favore del referendum», afferma Martignoni Polti. Da qui la richiesta al Municipio di riconoscere al gruppo il ruolo di interlocutore istituzionale e di coinvolgerlo nel confronto.

L'Esecutivo ha ora la possibilità di raccogliere il messaggio e convocare il comitato. In caso contrario, i promotori del referendum sono pronti a farsi avanti con una comunicazione formale, per chiedere di essere ascoltati. «Abbiamo delle idee da proporre», assicura l'ex sindaco, convinto che il risultato delle urne debba tradursi in un nuovo percorso per il patrimonio cittadino.

L'affondo: «Chi non ci crede si faccia da parte»
Martignoni Polti lancia poi un messaggio a chi non condivide la necessità di cambiare approccio. «Se ci sono persone che non credono in questo nuovo corso, devono farsi da parte», sostiene in maniera decisa l'ex sindaco di Bellinzona. Per il promotore del referendum, il rilancio dei Castelli non può ridursi a un'operazione formale: serve una visione capace di coinvolgere anche sul piano emotivo. Altrimenti, avverte, il rischio è che tutto il lavoro si riveli inutile.

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