Stefano D’Archino resta alla guida della Chiesa riformata cantonale

La conferma è arrivata durante il Sinodo di sabato 30 maggio
BELLINZONA - Il Sinodo della Chiesa evangelica riformata nel Ticino (CERT), riunito il 30 maggio a Bellinzona, ha riconfermato il pastore Stefano D’Archino alla presidenza del Consiglio sinodale per la legislatura 2026-2030. Confermati anche gli altri membri dell’esecutivo già in carica: Eva Huhn, Rodolfo Huber, Alberto Stierlin e Renato Scheurer.
Il “parlamento” della Chiesa riformata cantonale ha inoltre rinnovato tutte le altre cariche. In particolare, Ulrico Feitknecht è stato riconfermato presidente del Sinodo, affiancato dalla vicepresidente Giulia Bucciarelli Stocker.
Nel corso dei lavori, il Sinodo ha approvato la proposta del Consiglio sinodale di organizzare una giornata di formazione, con l’obiettivo di illustrare agli esecutivi delle comunità e ai sinodali il nuovo quadro normativo derivante dalla legge cantonale sugli abusi.
Ospite speciale della sessione di Bellinzona è stato il pastore Gilles Cavin, presidente del Sinodo della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERiS-EKS) e vice-presidente del Consiglio sinodale della Chiesa evangelica riformata del Vallese. Provenendo da una realtà di minoranza in un cantone a forte maggioranza cattolica, Cavin ha sottolineato le sfide condivise con la Chiesa riformata ticinese, i cui fedeli rappresentano poco meno del 4% della popolazione cantonale.
Nel suo intervento ha evidenziato il ruolo della Chiesa nazionale come elemento di coesione tra le diverse realtà cantonali, a beneficio in particolare delle chiese di minoranza, di diaspora e plurilingui come quelle ticinese e vallesana. Con il motto “Il filo è fragile, il tessuto è forte”, ha descritto una Chiesa nazionale al servizio di tutti, sottolineando anche l’importanza della comunicazione e delle relazioni.



