«Non credere nel raddoppio sarebbe un errore»

Christian Vitta esorta il PLR a puntare su una squadra forte e su riforme strutturali per il futuro del Cantone.
BELLINZONA - Con la decisione di non ricandidarsi, il consigliere di Stato Christian Vitta lascia il Governo dopo dodici anni e chiude un ciclo politico cantonale durato complessivamente ventisei anni. Ma il suo congedo, sottolinea in un'intervista al Cdt, non va letto come una rinuncia alle ambizioni del PLR. Anzi: «Non credere nel raddoppio sarebbe un grosso errore». Secondo il direttore del DFE, l’assenza di un consigliere di Stato uscente «può aprire nuove opportunità e favorire la costruzione di una lista forte e dinamica. Molto dipenderà dalla capacità della dirigenza di individuare candidature credibili e convincenti, perché le opportunità possono rapidamente trasformarsi in problemi se mancano nomi in grado di mobilitare l’elettorato».
Ripercorrendo i momenti più intensi del suo mandato, ricorda l’emergenza pandemica come un’esperienza umanamente ed emotivamente molto forte, affrontata con la necessaria lucidità istituzionale. Guarda invece con rammarico alla situazione della Vallemaggia, ancora in attesa degli aiuti straordinari promessi da Berna dopo la devastante alluvione: un ritardo che, a suo giudizio, alimenta sfiducia e distanza tra Ticino e Confederazione.
Infine, sul dibattito relativo all’organizzazione dello Stato, invita a evitare improvvisazioni. «La revisione dei Dipartimenti merita approfondimenti, così come la possibilità di aumentare i consiglieri di Stato da cinque a sette. Una riforma che potrebbe alleggerire il carico di lavoro e migliorare la distribuzione delle competenze, pur modificando gli equilibri interni dell’Esecutivo». Un tema, conclude, che vale la pena analizzare senza pregiudizi.



