Una conferenza pubblica per riconoscere e contrastare il razzismo antimusulmano

Per l'occasione sarà presentato lo Studio di riferimento sul razzismo antimusulmano in Svizzera
Per l'occasione sarà presentato lo Studio di riferimento sul razzismo antimusulmano in Svizzera
LUGANO - Lunedì 27 aprile 2026, alle ore 18:30, all’Auditorium dell’Università della Svizzera italiana (USI), si terrà la conferenza pubblica “Razzismo antimusulmano in Svizzera e in Ticino: riconoscerlo per contrastarlo”. L’evento è organizzato dal Servizio per l’integrazione degli stranieri (SIS) del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI.
Per la prima volta in Ticino sarà presentato lo Studio di riferimento sul razzismo antimusulmano in Svizzera, realizzato dal Centro Svizzero Islam e Società (CSIS) dell’Università di Friburgo su mandato del Servizio per la lotta al razzismo (SLR). Lo studio, pubblicato nel 2025, rappresenta il primo lavoro di riferimento a livello nazionale ed evidenzia il carattere strutturale del fenomeno, proponendo al contempo piste di intervento. La presentazione, a cura del Prof. Hansjörg Schmid, direttore del CSIS, sarà seguita da due tavole rotonde dedicate al contesto ticinese, con particolare attenzione agli ambiti della formazione e dello spazio pubblico.
Razzismo antimusulmano: di cosa si tratta?In Svizzera, il 34% della popolazione nutre stereotipi molto negativi nei confronti delle persone musulmane. Parallelamente, il 35% delle persone musulmane dichiara di aver subito episodi di razzismo in almeno una situazione. Le discriminazioni colpiscono in modo particolare le donne che indossano il velo; inoltre le persone con un titolo di studio di livello terziario incontrano maggiori difficoltà di accesso al mercato del lavoro.
Questa forma di discriminazione si manifesta in diversi ambiti della vita quotidiana - dalla scuola al lavoro, fino allo spazio pubblico - e rimane tuttora poco documentata e indagata in modo sistematico. Si basa su schemi di pensiero, percezioni e comportamenti che generano senso di alterità, riducendo le persone musulmane a un gruppo omogeno e stereotipato, contribuendo così a legittimare disuguaglianze e discriminazioni. Come altre forme di razzismo, può manifestarsi in modo inconscio e non intenzionale, ma le conseguenze per le persone coinvolte restano rilevanti.
Comprendere queste dinamiche è fondamentale per promuovere una società coesa e garantire la parità di trattamento e di opportunità per tutte e tutti.
Secondo le statistiche federali le persone musulmane rappresentano il 6% della popolazione residente di età maggiore ai 15 anni. In Ticino vivono poco più di 7’000 persone musulmane, pari al 2,3 % della popolazione cantonale. Pressoché il 40% delle persone musulmane è di nazionalità svizzera.
Approfondimenti e tavole rotonde sul fenomeno in TicinoDurante la serata saranno discussi la situazione attuale e possibili interventi per affrontare il fenomeno in Ticino. Dopo la presentazione dello Studio di riferimento, realizzato dal CSIS, due tavole rotonde metteranno in relazione i risultati della ricerca con il contesto ticinese, e vedranno la partecipazione di persone attive in ambito formativo, istituzionale e sociale, di esponenti di associazioni musulmane, nonché una collaboratrice della Commissione federale contro il razzismo, oltre al Prof. Schmid.
La prima tavola rotonda si concentrerà sulle esperienze di esclusione e razzismo antimusulmano nel contesto educativo e formativo e sul ruolo della scuola nella prevenzione. La seconda affronterà il tema delle rappresentazioni nello spazio pubblico e nei media, analizzando i meccanismi che contribuiscono alla loro diffusione. Saranno discusse anche possibilità di trasformazione di un dibattito pubblico lontano dalle realtà e dai contesti di vita delle persone musulmane.
I saluti istituzionali saranno portati da Jolanta Drzewiecka, Prof.ssa e Vicedecana della Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI, Gabriele Balbi, Rettore ad interim dell’USI e Marina Carobbio Guscetti, Consigliera di Stato e Direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS).
La giornalista RSI Raffaella Carobbio modererà le due tavole rotonde, mentre Michela Trisconi, Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri e responsabile del SIS, chiuderà i lavori.
Un lavoro di prevenzione in reteNonostante il razzismo antimusulmano sia in aumento, in particolare da ottobre 2023, il numero dei casi sommersi resta elevato. Secondo uno studio del 2022, su 2471 persone musulmane che hanno vissuto episodi di discriminazione, solo una segnala ai centri competenti, evidenziando un fenomeno di sottosegnalazione dei casi (underreporting). Si rende quindi necessario un lavoro di prevenzione e sensibilizzazione coinvolgendo le persone direttamente interessate e promuovendo una rete di interventi tra diversi attori e in tutti gli ambiti della società.
La serata pubblica si inserisce nel lavoro di prevenzione delle discriminazioni svolto dal SIS nell’ambito del Programma d’integrazione cantonale (PIC) ed è in linea con la prima strategia nazionale contro il razzismo e l’antisemitismo 2026-2031, adottata dal Consiglio federale.
L’iniziativa si colloca inoltre in una più ampia collaborazione tra istituzioni pubbliche e mondo accademico, coinvolgendo il CSIS e la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI.
Martedì 28 aprile alle 13:30 è previsto un ulteriore approfondimento del tema durante il corso “Intercultural Communication” della Prof.ssa Jolanta Drzewiecka da parte del Prof. Hansjörg Schmid. La lezione sarà aperta al pubblico e avrà luogo presso l'aula A21 del Palazzo rosso, Campus Ovest.
Per partecipare alla conferenza del 27 aprile è necessario iscriversi tramite il modulo online o scrivendo a di-sis.eventi(at)ti.ch.
Le persone esterne interessate alla lezione del 28 aprile possono annunciarsi all’indirizzo: evento.lu(at)usi.ch



