Anche il mondo del calcio dice no a “200 franchi bastano”

Da Mattia Croci-Torti fino a Murat Yakin, il coro è unanime: «conseguenze drammatiche se passasse il “sì”, soprattutto in Ticino».
LUGANO - L'iniziativa per la riduzione del canone radiotelevisivo a 200 franchi avrebbe importanti ripercussioni per tutto lo sport svizzero. Questa proposta limiterebbe la presenza mediatica del mondo del calcio, con conseguenze per il settore giovanile, i club e le sponsorizzazioni.
Contro questa iniziativa, diversi esponenti del mondo calcistico hanno aderito al già ampio comitato dello sport. Tra questi figurano, tra gli altri, l'allenatore della nazionale maschile di calcio Murat Yakin e la capitana della nazionale femminile Lia Wälti.
«Il calcio svizzero per club dipende da un panorama mediatico vario e forte. La SRG SSR è da sempre un partner affidabile: trasmette in diretta una partita per ogni turno, produce ampi riassunti di tutte le gare di Super League e segue la Coppa Svizzera già dalle prime fasi. Una piattaforma fondamentale quindi anche per il calcio amatoriale. Inoltre, la radiotelevisione trasmette regolarmente le partite dei club svizzeri nelle competizioni europee. L’iniziativa "200 franchi bastano" mette a rischio questa copertura liberamente accessibile in tutte le lingue nazionali», commenta via nota il Comitato dello sport svizzero.
Per il Ticino «le conseguenze potrebbero essere ancora più drammatiche. Un forte ridimensionamento della RSI, renderebbe per i club ticinesi e i movimenti giovanili ancora più difficile ottenere visibilità. Per il Ticino un radicale ridimensionamento della RSI significherebbe sparire, o quasi, dal panorama mediatico svizzero. Per il calcio e lo sport ticinese, sarebbe un colpo durissimo».
Mattia Croci-Torti, allenatore del FC Lugano: «La RSI per il nostro territorio è emozioni, cuore, posti di lavoro. Come sportivi, riceviamo molto di più di quanto diamo. Senza la RSI faremmo un grande autogol. Se penso alle emozioni della finale di Coppa vinta, è stato un momento toccante non solo per me bensì anche per tutti coloro che l’hanno potuta condividere con noi. Fin da bambino mi sono impregnato di RSI, il calcio, il ciclismo, lo sci alpino, le Olimpiadi… Dobbiamo sostenere questa causa, altrimenti addio emozioni. Non possiamo rinunciare a Noè Ponti, a Lara Gut, a Mauro Gianetti… Non ce lo possiamo proprio permettere. La RSI è la nostra storia, ci regalerà ancora grandissime emozioni. Ecco perché non va cancellate: teniamocela stretta».
Anche per il capitano Mattia Bottani è chiaro: «le emozioni delle partite del Lugano fanno da sempre parte della cronaca e delle dirette live della RSI. Perdere tutto questo sarebbe davvero un peccato».
Michele Campana, membro della dirigenza dell’FC Lugano e vicepresidente della Swiss Football League, ricorda che per chi ha cuore lo sport in Ticino è l'occasione per «ribadire l’importanza di salvaguardare un’infrastruttura radiotelevisiva solida, che garantisca non solo la copertura delle trasmissioni sportive – in diretta e in differita – ma soprattutto programmi di approfondimento in lingua italiana, al pari di quanto avviene nella Svizzera tedesca e in Romandia. Si tratta di un servizio essenziale per la coesione nazionale e per la visibilità della nostra realtà ticinese, che difficilmente emittenti pay-tv estere avrebbero interesse o motivazione a garantire con la stessa continuità e attenzione».



