La marcia silenziosa per Crans-Montana

Alcune centinaia di persone hanno preso parte al momento di raccoglimento a Bellinzona per le vittime della tragedia di Capodanno
Alcune centinaia di persone hanno preso parte al momento di raccoglimento a Bellinzona per le vittime della tragedia di Capodanno
BELLINZONA - Dalla stazione di Bellinzona, per poi attraversare il centro cittadino e raggiungere Palazzo delle Orsoline. Sono centinaia le persone che, questa sera, hanno preso parte alla marcia silenziosa in ricordo delle vittime di Crans-Montana. Nel giorno del lutto nazionale.
Qualcuno aveva tra le mani una candela. Altri avevano una rosa. Un tributo alla memoria, che i partecipanti - fra i quali erano presenti alcuni rappresentanti delle autorità e molti giovani - hanno in seguito depositato in Piazza Governo, sotto la bandiera vallesana che è stata esposta a fianco di quella, anch'esse a mezz'asta, svizzera e quella ticinese. Quindi un lungo silenzio. E poi gli applausi.
In quegli stessi momenti, anche a Lugano si è tenuto un momento di commemorazione con la veglia di preghiera presso la cattedrale di San Lorenzo, presieduta da Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano.
Una cerimonia «per non fermarci qui, ma per andare avanti», ha detto de Raemy di fronte a circa 700 persone, trasmettendo il pensiero dei genitori di Sofia, la giovane di Castel San Pietro, vittima della tragedia. «I genitori di Sofia — ha detto de Raemy - hanno voluto che il nostro pensiero andasse subito oltre. Non solo alla loro figlia e a tutte le altre vittime dell’incendio, con un pensiero particolare per chi soffre negli ospedali e chi è rimasto traumatizzato, ma hanno chiesto che il nostro pensiero andasse ancora oltre: anzi, a tutti i giovani in Ticino e nel mondo, colpiti nel loro corpo e nel loro cuore e senza suscitare grandi manifestazioni di sostegno».








