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SVIZZERAL'ermellino è l'animale dell'anno

03.01.18 - 09:04
Il piccolo predatore è stato scelto da Pro Natura che nel contempo lancia un appello a favore dei paesaggi rurali diversificati
Blickwinkel / McPHOTO / P. Hofmann
L'ermellino è l'animale dell'anno
Il piccolo predatore è stato scelto da Pro Natura che nel contempo lancia un appello a favore dei paesaggi rurali diversificati

BERNA - L'ermellino è l'animale dell'anno per il 2018. Lo ha scelto Pro Natura, lanciando nel contempo un appello a favore di paesaggi rurali ben diversificati, meno ordinati e ricchi di piccole strutture. Cataste di legna, mucchi di pietre, piccoli ruscelli o siepi sono infatti imprescindibili per l’esistenza di questo piccolo predatore e di numerose altre specie indigene. Appartiene alla stessa famiglia di donnole, martore, faine e puzzole ed è presente quasi ovunque dai fondovalle fino ai 3000 metri di quota, ma in Ticino, attualmente lo si trova solo in altitudine.

Esile e scattante - Slanciato, dal peso di circa 300 grammi e lungo una trentina di centimetri, l’ermellino si intrufola agilmente nelle gallerie scavate dai piccoli roditori e nei mucchi di legna o sterpaglie. Ma, come specifica Pro Natura, essere snelli, agili e scattanti ha il suo prezzo. «Per disporre dell’energia necessaria a mantenersi caldo e in forma, questo piccolo animale deve mangiare ogni giorno l’equivalente della metà del suo peso».

Alleato dei contadini - In Svizzera, la preda preferita dell’ermellino è l’arvicola terrestre, un paffuto topolino che vive e scava cunicoli sotto i prati costellandoli di mucchietti di terra. Per gli agricoltori l’ermellino è un prezioso alleato. Se il suo cibo preferito scarseggia, l’animale dell’anno 2018 non disdegna altre specie di roditori, uccelli e insetti o persino qualche spuntino vegetariano.

L’importanza di un territorio ben connesso - L’esistenza di corridoi ricchi di rifugi non è importante soltanto per le sue battute di caccia. «Il numero di ermellini - sottolinea ancora Pro Natura - fluttua molto in funzione dell’offerta di cibo. Quando i roditori scarseggiano, l’ermellino può persino estinguersi localmente. Soltanto se esistono vie di collegamento con siepi, muri in pietra, torrenti o fasce inerbite gli individui delle popolazioni sopravvissute riescono a tornare nei luoghi in cui erano presenti in precedenza».

 

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