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HelvEthica Ticino, è scontro sul futuro del movimento

La nascita di Viva Ticino alimenta divisioni e mette in discussione la legittimità delle decisioni prese all'interno del movimento.
HelvEthica Ticino, è scontro sul futuro del movimento
TiPress
HelvEthica Ticino, è scontro sul futuro del movimento
La nascita di Viva Ticino alimenta divisioni e mette in discussione la legittimità delle decisioni prese all'interno del movimento.

LUGANO - La nascita di Viva Ticino riaccende le tensioni interne a HelvEthica Ticino. Il nuovo partito, guidato da Werner Nussbaumer in qualità di presidente e da Fazal Rehman come copresidente, vede infatti tra i suoi esponenti anche persone che ricoprono tuttora incarichi negli organi di HelvEthica Ticino. Una situazione che solleva interrogativi sulla gestione del movimento e sul rispetto della volontà degli iscritti.

A intervenire è il Comitato nazionale di HelvEthica, che contesta in particolare le dichiarazioni pubbliche di Nussbaumer, secondo cui Viva Ticino sarebbe praticamente una copia di HelvEthica Ticino, mentre quest'ultima verrebbe di fatto «messa in sonno».

«Chi ha dato il mandato per prendere una simile decisione?», si chiede HelvEthica, sottolineando che, per quanto a sua conoscenza, nessuna assemblea generale degli iscritti ha approvato la sospensione delle attività. E proprio l'assemblea generale, ricorda il movimento, rappresenta l'organo supremo dell'associazione.

Le tensioni risalgono a giugno
Secondo la ricostruzione di HelvEthica, le difficoltà interne non sono cominciate con la nascita di Viva Ticino. Già il 16 e 17 giugno 2026 alcuni membri della sezione ticinese avevano chiesto la convocazione di un'assemblea generale straordinaria. Le richieste, stando alla documentazione ricevuta dal Comitato nazionale, superavano la soglia di un quinto degli iscritti prevista dagli statuti.

L'assemblea si è poi tenuta il 2 luglio, organizzata da persone che facevano ancora parte del Comitato dell'associazione. Secondo HelvEthica, quattro dei sei membri del Comitato erano favorevoli alla convocazione, mentre i disaccordi riguardavano in particolare la data.

In quell'occasione gli iscritti hanno adottato diverse decisioni sull'organizzazione interna e sull'orientamento politico della sezione ticinese. Decisioni che, denuncia HelvEthica, una parte dell'attuale Comitato non avrebbe successivamente riconosciuto né attuato.

L'assemblea del 2 luglio è oggi oggetto di contestazioni su alcuni aspetti procedurali. Per HelvEthica, tuttavia, queste divergenze non permettono di considerare automaticamente nulle le decisioni adottate. Eventuali irregolarità, sostiene il movimento, devono essere esaminate sulla base dei documenti e attraverso le procedure previste.

Trentacinque iscritti chiedono una nuova assemblea
La situazione si ripropone ora con una nuova richiesta di convocazione. Secondo HelvEthica, 35 membri hanno domandato un'assemblea generale straordinaria, superando ampiamente la soglia stabilita dagli statuti.

Nonostante questo, denuncia il Comitato nazionale, finora non sarebbe stata convocata alcuna assemblea conforme alle disposizioni statutarie. HelvEthica afferma inoltre di aver proposto una procedura di verifica indipendente delle richieste, per evitare contestazioni sul raggiungimento del quorum, senza però ottenere risultati concreti.

«Un'associazione non può funzionare a lungo se i suoi membri dispongono formalmente di diritti, ma non possono esercitarli quando le loro scelte non coincidono con quelle dei dirigenti», è la posizione espressa dal movimento.

Il nodo Viva Ticino e il possibile conflitto d'interessi
Un ulteriore elemento di tensione riguarda la nascita di Viva Ticino. HelvEthica ritiene problematica la presenza, ai vertici del nuovo partito, di persone che mantengono contemporaneamente incarichi nella sezione ticinese.

Il fatto che Viva Ticino persegua obiettivi politici sostanzialmente analoghi a quelli di HelvEthica Ticino, come avrebbe riconosciuto lo stesso Nussbaumer, solleva secondo il movimento una questione di lealtà e di potenziale conflitto d'interessi, tanto sul piano politico quanto su quello etico.

Per questo HelvEthica invita i dirigenti che intendono dedicarsi al nuovo partito a rinunciare volontariamente ai propri incarichi nella sezione ticinese, lasciando agli iscritti la possibilità di decidere liberamente il futuro dell'associazione.

Il Comitato nazionale ricorda inoltre di essere intervenuto, a partire dal 28 agosto, su diverse questioni che riguardano l'intero movimento: l'utilizzo del nome e del marchio HelvEthica, l'alleanza elettorale annunciata con Il Noce, la candidatura al Consiglio di Stato sotto il nome HelvEthica, l'uso del titolo di presidente e il rispetto delle procedure comuni.

Si tratta, precisa, di un'iniziativa distinta dalle richieste avanzate dagli iscritti ticinesi fin da giugno. Entrambe, tuttavia, convergono sulla necessità di affidare ai membri le decisioni fondamentali per il futuro della sezione.

Il 18 ottobre un incontro a Pregassona
Un nuovo appuntamento è dunque previsto per domenica 18 ottobre a Pregassona, dove si terrà una riunione straordinaria di informazione e consultazione. L'obiettivo dichiarato è permettere agli iscritti di conoscere i fatti, ascoltare le diverse posizioni ed esprimersi sul futuro di HelvEthica Ticino.

«Da giugno, i membri chiedono semplicemente di poter decidere il futuro della loro associazione. Non si possono difendere la democrazia, l'integrità e la sovranità popolare nella società e poi considerare facoltativa la voce della propria base quando diventa scomoda», afferma Patrick de Sépibus, presidente di HelvEthica.

Il movimento assicura di voler continuare a privilegiare una soluzione pacifica, trasparente e rispettosa degli statuti. Ma ribadisce un principio che considera irrinunciabile: «Il futuro di HelvEthica Ticino appartiene ai suoi membri».

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