Bivacchi al Ciani, quattro casi in 458 ronde

È il bilancio tracciato dal Municipio di Lugano nella risposta a un'interrogazione del gruppo Lega: «Un solo episodio accertato durante l'orario di chiusura».
LUGANO - Su 458 ronde effettuate all'interno del Parco Ciani tra gennaio e agosto scorsi, solo in quattro occasioni la Polizia comunale si è imbattuta in persone accampate nell'area.
È quanto emerge dalla risposta del Municipio di Lugano a un'interrogazione inoltrata dal gruppo Lega in Consiglio comunale, con primo firmatario Mauro Gaggini. Il tema aveva fatto discutere durante l'estate, dopo alcuni casi segnalati con una certa frequenza.
Quattro casi in otto mesi
L'Esecutivo spiega che, oltre ai regolari controlli della Polizia della Città di Lugano, «la chiusura dei cancelli dei parchi cittadini è affidata a una ditta di sicurezza specializzata, il cui personale, prima di procedere alla chiusura, verifica altresì l’eventuale presenza di persone all’interno delle aree interessate».
Quanto ai casi specifici sollevati nell'interrogazione, tra il 14 luglio e il 18 agosto scorsi sono stati effettuati quattro interventi nella zona della darsena, durante i quali sono state controllate complessivamente otto persone accampate. «Di questi quattro interventi, uno soltanto ha riguardato una situazione verificatasi durante l’orario di chiusura del Parco Ciani, nella fascia oraria compresa tra le 3.25 e le 4. Gli altri episodi sono invece stati constatati durante i normali orari di apertura del Parco».
Controllati sette cittadini stranieri
Gli accertamenti hanno portato al controllo di sette cittadini stranieri, successivamente allontanati dall'area. Due di loro sono stati fermati e trattati, per competenza, dalla Polizia cantonale. In base alle informazioni attualmente a disposizione della Polizia della Città di Lugano, non risultano altri casi di pernottamento o bivacco durante gli orari di chiusura.
Uno dei punti sollevati dalla Lega riguardava la possibilità di adottare nuove misure per evitare altri bivacchi. Provvedimenti che, per il momento, la Città non ritiene necessari. «Le misure di controllo attualmente in essere consentono di assicurare un’adeguata sorveglianza del Parco Ciani e il rispetto delle disposizioni vigenti. La Polizia è presente attivamente e la stessa ha dato specifiche disposizioni alla ditta incaricata dell'apertura chiusura cancelli del Parco Ciani».
Nessuna nuova misura
A sostegno di questa posizione, il Municipio sottolinea il numero limitato di casi riscontrati negli ultimi otto mesi. «Gli episodi oggetto dell’interrogazione sono stati numericamente circoscritti e, nella quasi totalità dei casi riscontrati, si sono verificati durante gli orari di apertura del Parco. Un solo episodio è infatti stato constatato durante l’orario di chiusura notturna».
La Polizia cittadina «continuerà pertanto a mantenere un’adeguata attenzione sulla situazione, assicurando i controlli necessari e intervenendo qualora vengano riscontrate situazioni non conformi alle disposizioni vigenti». Se l’evoluzione dovesse però evidenziare un aumento degli episodi di bivacco durante gli orari di chiusura, «potranno essere valutati eventuali adeguamenti delle modalità di controllo in funzione delle effettive necessità riscontrate».
In conclusione, l'Esecutivo sottolinea che l'obiettivo resta quello di garantire il decoro, la sicurezza e la corretta fruizione del Parco Ciani, «conciliando tali esigenze con un impiego proporzionato ed efficace delle risorse preposte alla vigilanza».



