Parmelin punzecchia, il Consiglio di Stato risponde

Lo ha fatto con una lettera datata 16 settembre, nella quale viene chiesto un incontro al presidente della Confederazione
Lo ha fatto con una lettera datata 16 settembre, nella quale viene chiesto un incontro al presidente della Confederazione
BELLINZONA - Le osservazioni di Guy Parmelin, presidente della Confederazione, rivolte al Ticino durante il festival Endorfine, hanno spinto il Consiglio di Stato a chiedere un incontro diretto. Parmelin ha criticato il Cantone su due fronti: la perequazione finanziaria e il blocco parziale dei ristorni deciso dal Governo ticinese. Pur riconoscendo che il Ticino riceverà 112 milioni di franchi nel 2027, il Consiglio di Stato giudica la cifra insufficiente rispetto ad altri Cantoni come Berna. Il nodo centrale resta il calcolo del reddito dei frontalieri, la cui revisione è stata rinviata al 2030.
Parmelin ha sottolineato che la questione è intercantonale e ha invitato il Ticino a riflettere sulle proprie spese. Sul blocco dei ristorni, ha espresso delusione, affermando che la decisione dà un’immagine negativa del Cantone, pur negando che vi siano discriminazioni.
In risposta, il Consiglio di Stato ha inviato in data 16 settembre una lettera a Parmelin, firmata dalla presidente Marina Carobbio Guscetti, sottolineando la complessità della situazione e proponendo un incontro per chiarire le posizioni e favorire un dialogo costruttivo tra Cantone e Confederazione.




