Zali, il caso approda in Parlamento

Una decina di interpellanze chiedono chiarimenti al Consiglio di Stato, mentre l'Mps porta una risoluzione di nove punti.
BELLINZONA - Il Gran Consiglio si prepara ad affrontare il caso che coinvolge il consigliere di Stato leghista Claudio Zali. Come riferisce LaRegione, sul tavolo del parlamento cantonale c'è un dossier particolarmente ampio, composto da una decina di interpellanze e da una proposta di risoluzione.
Dall'ultima seduta parlamentare, tenutasi all'inizio di giugno, sono infatti emersi diversi elementi. Tra questi figurano i file audio resi pubblici dalla stampa e la riunione convocata per chiedere il trasferimento alla Farera del 14enne. A ciò si aggiungono i due procedimenti penali a carico di Zali: uno per abuso d'autorità e tentata coazione, l'altro per reati riguardanti la sfera sessuale.
La politica cantonale chiede ora risposte. Secondo LaRegione, le numerose domande rivolte al Consiglio di Stato sono raccolte in una decina di interpellanze. A quelle presentate da Movimento per il socialismo (Mps), Più Donne e Verdi liberali il governo dovrebbe rispondere oralmente durante la seduta. L'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio dovrà però valutare se alcuni atti soddisfino i requisiti di urgenza e interesse pubblico per essere trasformati in interrogazioni.
Parallelamente, l'Mps ha presentato ai deputati una proposta di risoluzione con la quale intende prendere le distanze dai fatti emersi nelle ultime settimane e criticare quella che considera una risposta troppo debole del Consiglio di Stato.
Nel documento viene ricordato che Zali, ormai dimissionario, ha ammesso di avere esercitato violenza "verbale" nei confronti di una donna. La risoluzione giudica gravi questi comportamenti e sostiene che il governo avrebbe dovuto reagire più rapidamente, assumendosi le proprie responsabilità. L'Mps ritiene inoltre che precedenti informazioni arrivate all'Esecutivo attraverso atti parlamentari avrebbero dovuto determinare maggiori approfondimenti sui comportamenti attribuiti a Zali e sui suoi atteggiamenti nei confronti delle donne.
I 9 punti della risoluzione dell'Mps
1. Il Gran Consiglio esprime il proprio cordoglio ai familiari e alle persone vicine alla donna deceduta a Melide il 18 agosto 2026.
2. Il Gran Consiglio prende le distanze, nel modo più netto e inequivocabile, dai comportamenti ammessi dal consigliere di Stato dimissionario Claudio Zali e, in particolare, dall'esercizio di violenza «verbale» nei confronti di una donna, nonché dalle dichiarazioni inaccettabili pronunciate nelle registrazioni rese pubbliche.
3. Il Gran Consiglio ritiene che, una volta emersi fatti e circostanze di tale gravità, il Consiglio di Stato avrebbe dovuto assumere tempestivamente le proprie responsabilità politiche e istituzionali e procedere senza indugio alla revoca delle responsabilità dipartimentali attribuite al consigliere di Stato Claudio Zali.
4. Il Gran Consiglio esprime il proprio biasimo nei confronti del Consiglio di Stato per la gestione della vicenda e ritiene che, già a seguito delle segnalazioni e degli atti parlamentari precedenti, l'Esecutivo avrebbe dovuto procedere a un approfondimento serio e tempestivo sui comportamenti attribuiti al consigliere di Stato Zali, in particolare per quanto concerne i suoi atteggiamenti nei confronti delle donne.
5. Il Gran Consiglio esprime preoccupazione e biasimo per il modo e i tempi con i quali la Magistratura ha dato seguito alle informazioni ricevute nel 2021 in merito a possibili reati penali riconducibili al consigliere di Stato Claudio Zali, considerato che, secondo quanto emerso, soltanto nell'agosto 2026 è stato aperto un incarto concernente gli stessi fatti e la medesima segnalazione.
6. Il Gran Consiglio approva e sostiene la decisione della Commissione Giustizia di trasmettere una segnalazione al Consiglio della Magistratura sul come la Procura ha gestito la segnalazione del 2021, riferendo agli organi competenti qualora ne emergano elementi di propria competenza.
7. Il Gran Consiglio invita tutte le proprie Commissioni competenti, in particolare quelle impegnate nell'esercizio dell'alta vigilanza, a integrare nei rispettivi lavori tutti gli elementi e le informazioni emersi nel corso delle ultime settimane e a verificare le eventuali responsabilità istituzionali e politiche che dovessero emergere.
8. Il Gran Consiglio invita il Consiglio di Stato a prevedere nel Preventivo 2027 un significativo potenziamento delle risorse finanziarie destinate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere, nonché al sostegno delle vittime, affinché alle dichiarazioni di principio seguano interventi concreti e adeguatamente finanziati.
9. Il Gran Consiglio ribadisce che la lotta alla violenza di genere e la prevenzione di ogni forma di violenza nei confronti delle donne devono costituire una priorità politica e istituzionale del Cantone Ticino e che tale impegno deve tradursi in responsabilità, controlli e risorse adeguate.



