Richiedenti l’asilo e reati, Tonini: «Il Ticino non può pagarne il prezzo»

Il deputato della Lega dei Ticinesi interroga il Consiglio di Stato sui dati della SEM e chiede chiarimenti su recidiva, interventi di polizia, tempi di allontanamento e sicurezza nel Mendrisiotto.
MENDRISIO - Secondo un’analisi recente della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), nel 2024 l’80,5% dei richiedenti l’asilo provenienti dal Nord Africa presi in considerazione, sarebbe stato accusato di uno o più reati durante la procedura d’asilo o dopo una decisione negativa.
Sul dato è intervenuto il deputato della Lega dei Ticinesi, Stefano Tonini, che attraverso un atto parlamentare rivolto al Consiglio di Stato ha chiesto chiarimenti sull’incidenza dei reati tra i richiedenti l’asilo, sui tempi e sulle modalità degli allontanamenti, e sulle misure adottate per garantire la sicurezza sul territorio.
Nell’interpellanza, Tonini richiama la situazione del Ticino, con particolare attenzione a Chiasso e al Mendrisiotto, territori che da anni ospitano importanti strutture federali legate all'asilo «Il Ticino, e in particolare il Mendrisiotto, non può continuare a pagare il prezzo di un sistema che evidentemente non funziona».
Sebbene la procedura d’asilo e la gestione dei Centri federali siano principalmente di competenza della Confederazione e della SEM, il deputato sottolinea che i problemi che si verificano sul territorio coinvolgono principalmente il Cantone e la popolazione ticinese: «Quando un richiedente l’asilo esce da un Centro federale e commette un furto, una rapina, un’aggressione o qualsiasi altro reato sul territorio ticinese, le conseguenze non rimangono a Berna. Le subiscono i nostri cittadini. Intervengono le nostre forze dell’ordine. Se ne occupano le nostre autorità. E alla fine a pagare, direttamente o indirettamente, è anche il contribuente ticinese».
Pur non potendo intervenire direttamente sulla politica federale dell’asilo il Cantone dispone, sottolinea sempre Tonini, di competenze nell’esecuzione delle decisioni negative, nell’applicazione delle misure coercitive previste dalla legislazione federale e nell’organizzazione degli allontanamenti, in collaborazione con la Confederazione. Per questo, secondo il deputato, il Ticino dovrebbe utilizzare fino in fondo gli strumenti a sua disposizione e chiedere a Berna maggiore rapidità e fermezza.
Allo stesso tempo, Tonini precisa che la solidarietà verso chi fugge da guerre e persecuzioni non è in discussione: «Chi ha realmente bisogno della nostra protezione deve essere accolto e tutelato. Questa è una tradizione della Svizzera che nessuno intende mettere in discussione», aggiungendo però che «chi viene accolto nel nostro Paese deve rispettare le nostre leggi, le nostre istituzioni e soprattutto la nostra popolazione».
Alla luce di questi elementi, Stefano Tonini si rivolge al Consiglio di Stato con una serie di domande:
- Come valuta il Consiglio di Stato i dati emersi dall’analisi della SEM, secondo i quali nel 2024 l’80,5% dei richiedenti l’asilo nordafricani considerati sarebbe stato accusato di uno o più reati?
- Il Cantone dispone di dati analoghi per il Ticino? Quanti richiedenti l’asilo sono stati denunciati, arrestati o segnalati alla Polizia cantonale nel 2024 e nel 2025? Quanti di questi provenivano dai Paesi del Nord Africa?
- Tra queste persone, quante sono state oggetto di più interventi di polizia o di più procedimenti penali? Qual è il numero massimo di episodi riconducibili alla medesima persona?
- Quanti interventi della Polizia cantonale nel 2024 e nel 2025 sono riconducibili a persone ospitate, o precedentemente ospitate, nei Centri federali d’asilo di Chiasso e Pasture?
- Per quali principali tipologie di reato sono avvenuti tali interventi? In particolare, quanti casi hanno riguardato furti, rapine, aggressioni, minacce, danneggiamenti, reati legati agli stupefacenti o altri reati contro il patrimonio e contro la persona?
- Quante delle persone oggetto di interventi o procedimenti penali avevano già ricevuto una decisione negativa in materia d’asilo, una decisione di non entrata nel merito o un ordine di allontanamento dalla Svizzera?
- Quante persone hanno commesso ulteriori presunti reati dopo aver ricevuto una decisione negativa o un ordine di allontanamento?
- Negli ultimi tre anni, quante misure coercitive, comprese le carcerazioni amministrative previste dalla legislazione federale, sono state ordinate dal Cantone nei confronti di persone appartenenti al settore dell’asilo? In quanti casi si è successivamente giunti all’effettivo allontanamento?
- Qual è mediamente il tempo che intercorre, nei casi di competenza cantonale, tra una decisione negativa cresciuta in giudicato e l’effettivo allontanamento? Quali sono oggi i principali ostacoli che rallentano i rimpatri?
- Quanto costano al Cantone gli interventi di polizia, le procedure, le eventuali detenzioni e le altre misure generate da richiedenti l’asilo o persone con decisione negativa che si rendono ripetutamente protagoniste di reati? Il Governo dispone di una stima?
- Il Consiglio di Stato ritiene che gli strumenti attualmente messi a disposizione dalla Confederazione siano sufficienti per affrontare il fenomeno dei richiedenti l’asilo plurirecidivi o sistematicamente problematici?
- In caso negativo, cosa intende chiedere concretamente a Berna?
- Il Governo è disposto a chiedere formalmente alla Confederazione che, nel pieno rispetto del diritto superiore, le procedure riguardanti persone provenienti da Paesi caratterizzati da percentuali estremamente elevate di decisioni negative vengano trattate con la massima rapidità possibile?
- È disposto a chiedere alla SEM che i casi di persone che durante la procedura si rendono ripetutamente protagoniste di reati vengano trattati con assoluta priorità e, quando ne sono date le condizioni legali, che l’allontanamento venga eseguito senza inutili ritardi?
- Considerata la situazione particolare di Chiasso e del Mendrisiotto, il Governo intende chiedere alla Confederazione ulteriori misure di sicurezza dentro e attorno ai Centri federali d’asilo, evitando che gli oneri derivanti dalle persone problematiche vengano scaricati sulle autorità e sulla popolazione locale?
- Quali richieste concrete in materia di sicurezza, recidiva, procedure accelerate e allontanamenti ha formulato il Cantone alla SEM e alla Confederazione negli ultimi tre anni e quali risposte ha ricevuto?
- Infine, il Consiglio di Stato condivide il principio secondo cui chi chiede protezione alla Svizzera ma utilizza la propria permanenza nel nostro Paese per delinquere ripetutamente, quando non ha diritto di rimanere e le condizioni legali per l’allontanamento sono adempiute, deve lasciare la Svizzera il più rapidamente possibile?



