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Chiedono le dimissioni del politico, senza mai citare il suo nome

I giovani del Centro e dei Verdi Liberali domandano un passo indietro del consigliere di Stato Claudio Zali, ma nel comunicato evitano di nominarlo.
Chiedono le dimissioni del politico, senza mai citare il suo nome
Ti-Press
Chiedono le dimissioni del politico, senza mai citare il suo nome
I giovani del Centro e dei Verdi Liberali domandano un passo indietro del consigliere di Stato Claudio Zali, ma nel comunicato evitano di nominarlo.

BELLINZONA - Chiedono «un passo indietro da ogni funzione politica e istituzionale». In un comunicato congiunto di due pagine, i giovani del Centro e dei Verdi Liberali non citano mai per nome il consigliere di Stato leghista Claudio Zali, ma la richiesta di dimissioni è chiaramente rivolta a lui.

Il riferimento è alla recente vicenda che ha coinvolto il direttore del Dipartimento del territorio. «Non si tratta di anticipare un giudizio che spetta ad altri - si legge - ma di tutelare la dignità delle istituzioni, la serenità del dibattito pubblico e la fiducia della popolazione. La presunzione d’innocenza non è in contraddizione con la responsabilità istituzionale: al contrario, un passo indietro temporaneo può proteggerle entrambe».

In primis si chiede che «venga fatta piena luce sulla vicenda in modo celere, serio e trasparente». E poi: «Qualora i fatti emersi dovessero essere confermati nella loro sostanza, riteniamo che non vi sarebbe spazio per soluzioni parziali. In quel caso, sarebbero necessarie dimissioni complete da ogni carica pubblica e politica. La violenza di genere, così come ogni forma di incitamento, giustificazione o banalizzazione della violenza, non è compatibile con i valori su cui dovrebbe fondarsi la nostra società. A maggior ragione non può esserlo per chi rappresenta le istituzioni».

I giovani del Centro e dei Verdi Liberali precisano di non prendere posizione «per interesse di parte. Lo facciamo perché il Ticino ha bisogno di una politica capace di ricostruire fiducia, non di consumarla ulteriormente. Mancano pochi mesi alle prossime elezioni e il nostro Cantone ha davanti a sé problemi concreti, urgenti e reali. Una politica prigioniera degli scandali non riesce a dedicarsi con la necessaria serietà alle sfide che attendono la popolazione».

Infine: «La nostra generazione non chiede una politica perfetta. Chiede però una politica consapevole del peso delle proprie parole, dei propri gesti, dei propri silenzi e del proprio esempio. Il nostro Ticino ha bisogno di rappresentanti esemplari alla guida di istituzioni credibili. E noi intendiamo contribuire, con coerenza e responsabilità, a costruirle».

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