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Canicola e lavoro: «Basta improvvisare»

L'MPS chiede al Governo misure per proteggere in modo adeguato i lavoratori durante le ondate di caldo: «Ormai non siamo più di fronte a un fenomeno eccezionale»
Canicola e lavoro: «Basta improvvisare»
Ti-Press
Fonte red
Canicola e lavoro: «Basta improvvisare»
L'MPS chiede al Governo misure per proteggere in modo adeguato i lavoratori durante le ondate di caldo: «Ormai non siamo più di fronte a un fenomeno eccezionale»

BELLINZONA - Le misure adottate finora per contrastare la canicola sono «largamente insufficienti». È quanto sostiene il Movimento per il socialismo (MPS) che, in una lunga presa di posizione, richiama il Consiglio di Stato accusandolo di «improvvisazione».

«Ormai non siamo più di fronte a un fenomeno eccezionale, ma a una condizione destinata a ripresentarsi con regolarità, conseguenza diretta dell'aggravarsi della crisi climatica. Continuare a trattare la canicola come un'emergenza passeggera significa rifiutarsi di prendere atto della realtà» e «il governo ticinese continua purtroppo a rispondere secondo uno schema ormai collaudato: raccomandazioni, inviti alla prudenza e qualche misura amministrativa, quando invece sarebbe necessario assumere decisioni immediate e vincolanti per proteggere la salute delle lavoratrici e dei lavoratori e delle persone più fragili».

Per l'MPS, «continuare unicamente a raccomandare e invitare alla prudenza significa individualizzare il problema, rendere la canicola una questione dei singoli e non un problema di società».

Ma si parla di pochi casi, già risolti? Il Movimento contesta la versione dell'Ispettorato del lavoro. «La verità è che prescrizioni e regolamenti vengono sistematicamente subordinati agli imperativi della produzione. Quando il profitto entra in conflitto con la tutela della salute, troppo spesso è quest'ultima a essere sacrificata».

Le richieste al Governo
«Di fronte al ripetersi e al prolungarsi di queste situazioni durante tutto il periodo estivo, il governo deve assumersi finalmente le proprie responsabilità e adottare misure straordinarie per proteggere chi lavora all'aperto e al chiuso, così come tutte le persone ospitate nelle case anziani, negli ospedali e nelle altre strutture di servizio pubbliche e private», si legge nello scritto inviato al Governo. «Le basi legali esistono già».

Tre sono le richieste rivolte al governo: in caso di allerta di livello 3 sospendere tutte le attività lavorative all'aperto e in ambienti interni senza climatizzazione, a partire dalle 12; interruzione immediata in quei medesimi contesti nel caso di allerta di livello 4; istituzione di un numero telefonico dedicato («anche in forma anonima») a cui segnalare situazioni lavorative critiche.

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