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Moratoria e debiti milionari: il caso Bally arriva sul tavolo del Governo

Lo fa tramite un'interrogazione di Claudio Isabella ed Evaristo Roncelli
Moratoria e debiti milionari: il caso Bally arriva sul tavolo del Governo
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Moratoria e debiti milionari: il caso Bally arriva sul tavolo del Governo
Lo fa tramite un'interrogazione di Claudio Isabella ed Evaristo Roncelli

BELLINZONA - La crisi di Bally solleva interrogativi rilevanti sull’impatto economico e occupazionale in Ticino e sull’esposizione del settore pubblico. È quanto emerge da un’interrogazione presentata al Consiglio di Stato da Claudio Isabella (il Centro+GdC) ed Evaristo Roncelli (Avanti con Ticino & Lavoro).

Una storia di cambiamenti
L’azienda, storicamente radicata nel territorio cantonale, negli ultimi anni ha attraversato diversi passaggi di proprietà che, secondo i firmatari, l’avrebbero progressivamente allontanata dalla sua vocazione industriale originaria. Il controllo da parte di investitori finanziari avrebbe orientato la governance verso la valorizzazione degli asset e il rendimento, contribuendo a uno scollamento tra le decisioni strategiche e gli interessi economici e occupazionali locali.

Questo processo avrebbe coinciso con un indebolimento della struttura produttiva, accompagnato da riorganizzazioni e riduzioni di personale, con ripercussioni sulla sostenibilità economica e sulla conservazione di competenze professionali e artigianali. In un contesto già critico, caratterizzato da una governance ritenuta complessa e poco trasparente, le parti sociali hanno sottoscritto accordi per mitigare l’impatto occupazionale. Tuttavia, secondo quanto riportato, sarebbero emerse difficoltà nell’individuare le responsabilità decisionali all’interno del gruppo e nel garantire la sostenibilità degli impegni verso i lavoratori.

La situazione si è ulteriormente aggravata con la recente moratoria concordataria. Si stima un indebitamento di decine di milioni di franchi e un rischio concreto per circa un centinaio di posti di lavoro. Permangono inoltre dubbi sulla capacità dell’azienda di onorare i propri obblighi.

Le conseguenze potrebbero essere rilevanti anche sul piano sociale, con il possibile ricorso all’indennità per insolvenza e alla disoccupazione. Parallelamente, Isabella e Roncelli sono preoccupati dal potenziale impatto sulla filiera economica locale: debiti verso fornitori, artigiani e partner potrebbero generare effetti a catena, mettendo in difficoltà numerose piccole e medie imprese e incidendo sulla liquidità del sistema economico cantonale.

L’interrogazione richiama anche segnali problematici nella gestione societaria, tra cui modifiche della struttura giuridica e trasferimenti di sede che potrebbero aver influito sulla capacità dell’azienda di far fronte ai propri obblighi. Il caso Bally, sottolineano i deputati, va oltre la singola crisi aziendale e solleva questioni più ampie: dalla tutela del tessuto economico locale alla trasparenza delle operazioni societarie, fino alla protezione delle competenze strategiche e al rischio che i costi ricadano sulla collettività.

Le domande al Consiglio di Stato
Alla luce della situazione, i firmatari chiedono al Consiglio di Stato una serie di chiarimenti. In particolare, domandano se esista una stima dell’impatto sugli strumenti pubblici, come indennità per insolvenza, assicurazione contro la disoccupazione, misure di ricollocamento e perdita di gettito fiscale. Viene inoltre chiesto se Cantone, Comuni o enti para-pubblici risultino creditori nei confronti dell’azienda o di società collegate, e se negli ultimi anni siano stati concessi contributi pubblici, incentivi o agevolazioni fiscali.

Tra le questioni sollevate figura anche l’eventuale partecipazione degli enti pubblici alla procedura concordataria o fallimentare, al fine di tutelare l’interesse pubblico e accertare eventuali responsabilità.

I deputati interrogano poi il Governo sulla presenza di situazioni analoghe in altri settori, sulle misure di prevenzione in caso di proprietà estere non legate al territorio e sugli strumenti per rafforzare il monitoraggio delle aziende strategiche.

Infine, viene chiesta una valutazione sui rischi di effetti a catena sull’economia locale e una stima del numero di imprese ticinesi esposte nei confronti di Bally, oltre alle possibili misure di sostegno per le realtà coinvolte.

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