Comparto degli Angioli: approvata la mozione dopo sei anni

Albertini esprime soddisfazione per il risultato, ma denuncia la lentezza nell'attuazione delle decisioni del Legislativo
LUGANO - Dopo oltre sei anni dalla sua presentazione, il Consiglio comunale di Lugano ha approvato la mozione che chiedeva una valorizzazione temporanea del comparto Degli Angioli. Un risultato accolto con soddisfazione da Giovanni Albertini (Avanti con Ticino&Lavoro), promotore dell'atto parlamentare insieme a Michele Malfanti, ma che riaccende anche il dibattito sui tempi di attuazione delle decisioni politiche in città.
«Lascio il Consiglio comunale con orgoglio e soddisfazione nel vedere finalmente approvata questa mozione», afferma Albertini in una nota stampa. Secondo il consigliere comunale dimissionario, la proposta - sostenuta da esponenti di diversi schieramenti politici - nasceva dall'esigenza di evitare che «uno dei comparti più strategici della città rimanesse per anni in attesa di una sistemazione definitiva senza alcuna valorizzazione temporanea».
Se da una parte l'approvazione rappresenta un importante successo politico, dall'altra Albertini sottolinea come i tempi necessari per giungere al voto evidenzino una criticità ormai strutturale. «L'approvazione arriva dopo oltre sei anni dalla presentazione della mozione. Un tempo che dimostra ancora una volta la lentezza con cui vengono evasi gli atti parlamentari e la difficoltà nel trasformare in realtà concreta le decisioni adottate dal Consiglio comunale».
L'esponente di Avanti con Ticino&Lavoro richiama inoltre altri progetti approvati dal legislativo ma rimasti finora lettera morta. Tra questi cita il progetto dei getti d'acqua e delle fontane a lago, sostenuto dal Consiglio comunale anni fa ma mai concretizzato.
Per Albertini, il problema riguarda il funzionamento stesso delle istituzioni cittadine. «Il Consiglio comunale discute, approfondisce, vota e decide. Ma la democrazia non si esaurisce con una votazione: una decisione democratica trova il suo compimento soltanto quando viene attuata».
Negli ultimi anni, osserva ancora l'ex consigliere, il legislativo ha continuato a dedicare tempo ed energie all'esame di messaggi e atti parlamentari, mentre troppo spesso le decisioni approvate non vengono realizzate con la necessaria tempestività. Una situazione che, a suo giudizio, rischia di generare frustrazione sia tra i consiglieri comunali sia tra i cittadini.
Da qui una serie di interrogativi sul controllo dell'attuazione delle decisioni politiche: «Chi vigila sull'effettiva realizzazione delle decisioni del Consiglio comunale? Quale ruolo intendono assumere gli Enti Locali e gli altri organismi di rappresentanza del territorio? Chi ricorda al Municipio gli impegni assunti e le decisioni già approvate dal legislativo?».
Albertini conclude auspicando che il Municipio dia ora concreto seguito alla volontà espressa dal Consiglio comunale sul comparto Degli Angioli. «Una città moderna non si misura dal numero di progetti annunciati, ma dalla capacità delle proprie istituzioni di trasformare le decisioni in realtà», sottolinea. «Le mozioni non devono diventare documenti d'archivio e i voti del Consiglio comunale non possono essere considerati semplici raccomandazioni».



