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Zali e quelle dichiarazioni contrastanti

Versioni discordanti del Consigliere di Stato sul caso del 14enne alla Farera. La Gestione dovrà ora fare chiarezza.
Zali e quelle dichiarazioni contrastanti
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Zali e quelle dichiarazioni contrastanti
Versioni discordanti del Consigliere di Stato sul caso del 14enne alla Farera. La Gestione dovrà ora fare chiarezza.

Il caso del 14enne detenuto alla Farera e le presunte ingerenze da parte del consigliere di Stato Claudio Zali continuano a tenere banco. Anche alla luce dei dichiarazioni rilasciate dallo stesso Zali che sembrerebbero entrare in contraddizione tra loro.

La prima è stata rilasciata lo scorso 8 giugno. In Gran Consiglio si discutono i conti del Dipartimento istituzioni per il settore Giustizia, di cui è referente Zali. Durante il dibattito, mentre si ribadisce la necessità di rafforzare la magistratura, anche minorile, il consigliere di Stato afferma di non aver ancora incontrato la magistrata dei minorenni e annuncia un colloquio fissato per l’indomani su questioni che riguardano appunto un minore. «È previsto per domani mattina, per caso eh, un incontro relativamente urgente volto a chinarsi su talune questioni che sono, trattandosi di minorenni, molto molto importanti» sottolinea (l'audio è reperibile sul canale Youtube del Gran Consiglio a 4:10:00).

Pochi giorni dopo, però, in un'intervista rilasciata a LaRegione, Zali sostiene di non sapere che, alla riunione da lui stesso sollecitata tramite la Divisione giustizia in relazione al caso del 14enne detenuto alla Farera, avrebbe partecipato anche la magistrata dei minorenni, Fabiola Gnesa.

Questo, quando la Direzione del suo Dipartimento era stata informata in anticipo dei partecipanti e dei contenuti generali dell’incontro, inclusa la presa a carico dei minorenni detenuti. Sembrerebbe che lo fosse anche lo stesso Zali, in attesa di avere ragguagli sui meccanismi della presa a carico dei minorenni detenuti.

Secondo la ricostruzione della Regione, la riunione del 9 giugno, nelle intenzioni, avrebbe dovuto restare su un piano generale. Invece Zali, che conosce il ragazzo e la madre, avrebbe spostato subito l’attenzione sul caso specifico, chiedendo una rapida scarcerazione o un trasferimento e dichiarandosi persino disposto ad accoglierlo a casa. A complicare ulteriormente il quadro, le dichiarazioni successive di Zali, che avrebbe parlato di un «tracollo psichico» e di «atti autolesivi» del giovane, sollevando interrogativi anche sul rispetto di eventuali segreti d’ufficio o medici.

Incongruenze e zone d’ombra, dunque, sulle quali si chinerà ora l'alta vigilanza, su decisione della Commissione della Gestione del Gran Consiglio. Sono previste audizioni di tutte le persone coinvolte, a partire dallo stesso Zali.

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