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LUGANO

30 milioni dal fondo energie rinnovabili: interrogativi su utilizzo ed efficacia

Interpellanza al Municipio per fare chiarezza su impieghi, risorse non utilizzate e risultati concreti nella transizione energetica cittadina
30 milioni dal fondo energie rinnovabili: interrogativi su utilizzo ed efficacia
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Fonte Sara Beretta Piccoli Consigliera Comunale PVL
30 milioni dal fondo energie rinnovabili: interrogativi su utilizzo ed efficacia
Interpellanza al Municipio per fare chiarezza su impieghi, risorse non utilizzate e risultati concreti nella transizione energetica cittadina

LUGANO - Secondo quanto si legge in un'interpellanza a firma - tra gli altri - di Sara Beretta Piccoli (Consigliera Comunale PVL), a Lugano il Fondo Energie Rinnovabili (FER) ha garantito, dal 2014 a oggi, risorse per circa 30 milioni di franchi. Una cifra rilevante che solleva interrogativi sull’effettivo impatto degli investimenti nella transizione energetica cittadina. È quanto emerge dal documento presentato oggi (sabato 20 giugno) al Municipio, che chiede chiarezza su utilizzo, pianificazione e risultati concreti ottenuti grazie al fondo cantonale.

I firmatari sottolineano come il FER, istituito dal Cantone Ticino nell’ambito della politica energetica, sia stato concepito come leva strategica per promuovere un sistema più sostenibile, efficiente e a basse emissioni. Alimentato dai proventi delle reti elettriche e destinato ai Comuni dal 1° aprile 2014, il fondo può finanziare un ampio ventaglio di interventi: dalla produzione di energia rinnovabile al risanamento energetico degli edifici pubblici, dallo sviluppo di reti intelligenti alla mobilità elettrica, fino a programmi di incentivazione per cittadini e imprese.

Nel caso di Lugano, i contributi sono stati costanti nel tempo. Solo negli ultimi tre anni, tra il 2023 e il 2025, la Città ha incassato in media circa 2,4 milioni di franchi annui, per un totale di circa 7,2 milioni nel triennio. Su un orizzonte di oltre dodici anni, l’ammontare complessivo raggiunge dunque una soglia significativa, che – secondo gli interpellanti – richiede una verifica puntuale della capacità di tradursi in investimenti strutturali e misurabili.

L’atto politico evidenzia inoltre una tendenza, riscontrata anche in altri Comuni ticinesi, all’accumulo di risorse FER non immediatamente utilizzate. Una dinamica che solleva dubbi sull’efficienza della pianificazione, sulla capacità di realizzazione dei progetti e sulla reale accelerazione della transizione energetica.

Al centro delle domande vi è anche il tema dell’“addizionalità” degli investimenti: distinguere cioè tra interventi resi possibili dal fondo e quelli che sarebbero stati realizzati comunque attraverso i normali piani di spesa comunali. I firmatari chiedono quindi di chiarire in che misura il FER abbia rappresentato un reale valore aggiunto.

L’interpellanza articola 30 quesiti rivolti al Municipio. Tra questi, la richiesta di conoscere l’ammontare complessivo dei contributi ricevuti, le somme ancora disponibili, l’evoluzione annuale di entrate e uscite e la quota di fondi non ancora attribuita a progetti specifici.

Viene inoltre chiesto un dettaglio sugli impieghi delle risorse dal 2014 a oggi, suddivisi per ambiti quali produzione rinnovabile, risanamento energetico, interventi sugli edifici, sostituzione degli impianti tecnici, mobilità elettrica, infrastrutture energetiche e incentivi a privati e aziende.

Particolare attenzione è riservata ai risultati concreti: riduzione dei consumi energetici, diminuzione delle emissioni di CO2 e incremento della produzione da fonti rinnovabili. I firmatari domandano anche se esista una valutazione complessiva costi-benefici e una pianificazione pluriennale dell’utilizzo del fondo.

L’interpellanza guarda anche al futuro, chiedendo quali progetti siano previsti nei prossimi cinque anni, quali priorità strategiche siano state definite e se siano in programma nuovi incentivi. Non mancano interrogativi sulla rapidità di utilizzo delle risorse, su eventuali ostacoli amministrativi o tecnici e sull’esistenza di progetti non realizzati nonostante la disponibilità dei fondi.

Infine, si chiede al Municipio di chiarire dove siano contabilizzate le risorse non utilizzate, se generino interessi e in quale misura, nonché di escludere che il FER sia stato impiegato per finanziare interventi già previsti. Tra i punti sollevati anche il confronto con altri Comuni ticinesi, la coerenza dell’utilizzo del fondo con gli obiettivi climatici e di sicurezza energetica e le misure previste per garantire maggiore trasparenza ed efficacia.

L’atto è firmato, oltre che da Sara Beretta Piccoli, da Carola Barchi, Luisella Petrini Fumasoli, Luca Campana e Carlo Zoppi.

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